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A Venezia con "La ragazza del lago"

Valeria Golino

L'attrice al Lido per "La settimana della critica"


di Oriana Maerini


Valeria Golino sarà una delle star veneziane perchè uno dei suoi ultimi film La ragazza del lago di Andrea Molaioli - tratto dal romanzo Lo sguardo di uno sconosciuto della norvegese Karin Fossumè - è stato scelto fra le sette pellicole presentate all'interno de "La settimana della critica". L'attrice è sempre più alla ribalta e non solo per le cronache rosa in quanto compagna del sex symbol del momento l’attore Riccardo Scamarcio che è tredici anni più giovane di lei, ma per la sua fervida attività attoriale. In questo periodo sta girando, a fianco di Nanni Moretti, “Caos Calmo”, il film tratto dall’omonimo libro di Sandro Veronesi. Ma non basta: quest’estate ha in cantiere altre tre pellicole con registi italiani e stranieri. A quarantenni, nel momento in cui di solito le attrici vedono calare la loro stella Valeria è più richiesta e impegna che mai. Nata a Napoli il 22 ottobre 1966, da padre italiano e madre greca, dopo la separazione dei genitori trascorre l'adolescenza tra Napoli e Atene, dove inizia a lavorare come fotomodella. Tornata in Italia, a 17 anni debutta nel cinema in un film di Lina Wertmüller (Scherzo del destino in agguato dietro l'angolo come un brigante da strada, 1983). A 19 anni ha già il suo primo ruolo da protagonista in Piccoli fuochi (1985), di Peter Del Monte. L'anno dopo si aggiudica la Coppa Volpi come migliore attrice per Una storia d'amore (Francesco Maselli, 1986), dove interpreta Bruna, una ragazza di borgata coinvolta in un drammatico triangolo amoroso. Dopo essersi imposta clamorosamente all'attenzione del pubblico e della critica, nel 1988 si trasferisce negli Stati Uniti per tentare la conquista di Hollywood, sulle orme di molte illustri colleghe italiane. Nonostante la sua voce inconfondibile voce roca in America viene subito bene accolta e riscuote un buon successo comparendo in una commedia (La mia vita picchiatella, Randal Kleiser, 1988) e in film di grande successo a fianco di Dustin Hoffman e Tom Cruise ( Rain Man di Barry Levinson, 1988). Poi, tornata in Europa ha continuato a stupire il pubblico per la sua capacità di esprimere un misto insolito di grinta e fragilità nel film “Respiro” di Crialese e in 36 di Olivier Marchal, un thriller estremamente interessante dove era la moglie di Daniel Auteuil. L’ultima pellicola che l’ha vista protagonista è uscita nelle sale italiane nel mese di giugno: Sole nero del regista polacco Krzysztof Zanussi.

Lei è una delle poche attrici italiane richiestissime all’estero…
E’ vero ho molti progetti in ballo nel prossimo futuro. Tra pochi giorni inizierò La Polvere del tempo, il prossimo film di Theo Angelopoulos, un progetto che è stato a lungo rimandato. E’ una storia evanescente, intimista. Però è anche una vicenda molto retorica. Non gli l’ho ancora detto, ma prima o poi affronterò con lui l’argomento. E’ la storia di un trio amoroso, narrato dal figlio della donna di una dei due uomini. Attraverso di lui vengono raccontati gli ultimi quarant’anni del ‘900. Si narrano i grandi eventi storici che entrano in collisione con le piccole storie dei personaggi. Ci sono eventi belli, esaltanti e altri molto devastanti. Io interpreto la moglie di Harvey Keitel ma il cast è stellare: ci sono anche Willem Dafoe e Bruno Ganz. Un lavoro molto faticoso perché sarà girato in Russia, in Germania, in Canada, e coprirà più età: si va dai miei venticinque anni ai settanta e mi faranno recitare in tutte queste età: 25, 40 e 70 anni perché Angelopulos non vuole cambiare attori!


E’ vero che girerà un film a fianco di Jean Reno?
Si, reciterò in “Cash”, un film francese diretto da Eric Besnard dove laverò al fianco di Jean Reno e Jean Dujardin. E’ un film di truffatori. Sarò una poliziotta dell’Interpol. Una storia che ricorda un po’ “Ocean’s Eleven” e “Il Caso Thomas Crown”. Devo interpretare una donna molto manipolatrice: un ruolo che non ho mai affrontato e mi sento molto inadatta alla parte. Non so perché mi abbiamo scelta e confesso che ho molta una paura. Chissà forse mi licenzieranno dopo pochi giorni di riprese!



Torniamo in Italia. Cosa l'ha attratta de "La ragazza del lago"? Mi ha convinto la sceneggiatura perchè utilizza la struttura del giallo per raccontare parte dei malesseri sociali ed esistenziali del nostro paese. Inoltre credo che il regista che che è stato l’aiuto regista di Calopresti, Mazzacurati, Moretti e Marco Risi abbia un grande talento. Inoltre ho avuto modo di lavorare con grandi attori del cinema italiano. Accanto a me nel cast ci sono infatti Toni Servillo, nei panni del commissario Sanzio, Marco Baliani, Anna Bonaiuto e Fabrizio Gifuni.

Altri film italiani....
Ho appena finito di girare “Caos Calmo”, una pellicola tratta dal libro di Sandro Veronesi, dove recito finalmente con Nanni Moretti, sotto la direzione di Antonio Luigi Grimaldi. Inoltre ho realizzato anche il primo film diretto dal mio ex compagnio Fabrizio Bentivoglio che si intitola “Lascia perdere, Johnny”. Una pellicola molto originale, ambienta fra Caserta, Capri, Gaeta e Milano. Io sarà la protagonista di questo film che è quasi l'educazione sentimentale e musicale di un ragazzino di diciassette anni nell'Italia degli anni '70, orfano di padre che si attaccherà a vari padri improbabili.


Passiamo alla vita privata. Come vive circondata da questo can can mediatico che segue Scamarcio?
Con una fierezza ed orgoglio. Sono fiera di lui e del suo successo che non è solo mediatico. Vivo un sentimento contradditorio riguardo a questa cosa: sono a disagio per il modo in cui stanno succedendo le cose ma, nel contempo, sono contenta per lui. Sono preoccupata per le cose che leggo sui giornali che sono spesso sminuenti verso di lui e in cattiva fede. Credo che Riccardo sia un attore di grande talento e avrà tutto il tempo di dimostralo a se stesso e agli altri. Adesso si trova assalito da questa improvvisa popolarità e reagisce come può: a volte con grande grazie a volta in modo più irruento.

Quando è con lui si è mai sentita infastidita dai suoi fans?
Si, ad esempio un giorno eravamo a pranzo in un ristorantino e c’erano 150 ragazzi fuori a guardarci in silenzio. Poi hanno iniziato a chiamarlo per nome. Lui si è girato ed ha esclamato: “non sono Riccardo”. Allora i ragazzi hanno risposto: allora perché con te c’è la Golino?

Le è capitato spesso di interpretare al cinema il ruolo di madre…
Si, la mia epopea per i bambini è cominciata molto presto. Nel film della Archibugi, L’albero delle pere ero la madre drogata di due bambini che mi facevano da genitori. I miei ruoli di madre sono sempre personaggi ambivalenti: da una parte materni e dall’altra con una voglia di incantarsi come i propri figli.

Nella realtà che tipo di madre sarebbe?
Sarei un pochino di tutti i ruoli che ho interpretato e, in assoluto, come nessuna di quelle donne. Secondo me tutte loro hanno delle grandi qualità di madri all’interno del loro modo marginale di comportarsi. Non sono sempre d’accordo con i personaggi che faccio. Per me la maternità è dare ad un bambino una direzione ben precisa o addirittura degli argini. Credo che se riuscissi ad unire un pezzettino di tutte le madri che ho interpretato sullo schermo sarei una magnifica madre.


Naturalezza e professionalità
La fame di Valeria
L'attrice reclama la sua pausa pranzo


La coppia più bella del mondo
Valeria Golino - Riccardo Scamarcio
Fotografati al Festival di Lecce



(Martedì 7 Agosto 2007)


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