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Premiato il re dei press agent

Premio Bianchi a Enrico Lucherini

Dal sindacato dei giornalisti cinematografici


di Oriana Maerini


E' il re dei press agent, il più "charmant", quello che ha più stile, più gentilezza e professionalità. Tutti gli uffici stampa dovrebbero andare a scuola da lui (anche una potente signora dai capelli rossi). Copiare il suo modo affabile di trattare con gli operatori della comunicazione. Senza distinzioni: Enrico è cordiale con ogni giornalista, dalla firma più grande all'ultimo collaboratore. Grande cerimoniere e professionista come pochi. E poi salace, ironico e provocatorio. Sono famosi i suoi scandali creati ad hoc per dare risalto a notizie e personaggi dello spettacolo. Da oltre 50 anni “costringe” i giornalisti a uno slalom piacevolmente impossibile tra verità e “lucherinate”. Enrico Lucherini è una pietra miliare e insieme la memoria storica della cinematografia italiana, un protagonista della gloriosa stagione del nostro cinema. Un artista del gossip di alto livello realizzato ad uso e consumo della stampa.
Ora riceve, meritatissimo, un prestigioso premio assegnatogli dal Sindacato Giornalisti Cinematografici e consegnato in occasione della Mostra del cinema di Venezia: il premio “Pietro Bianchi”, che negli anni ha laureato cineasti e decani della critica cinematografica. Per l'occasione gli è stato dedicato anche un documentario: Enrico LXXV per la regia di Antonello Sarno.

Enrico Lucherini: non solo il press agent

75 anni la Mostra, e 75 anni anche lui, compiuti più o meno lo stesso giorno. Lo sa bene Antonello Sarno, che ha saccheggiato non solo i cassetti più segreti di casa e studio Lucherini, ma anche le Teche Rai e gli archivi dell’Istituto Luce per ricostruire i retroscena di una vita tra le quinte e sotto i riflettori della Mostra in Enrico LXXV, il film di montaggio dedicato al Lucherini veneziano: Lucherini che scorta Sophia Loren, Lucherini alle prese con la love story Liz Taylor - Richard Burton, Lucherini che lancia Florinda Bolkan, Lucherini che castiga ferocemente Sandra Milo (anche se con un affettuoso nonsense), storpiando Vanina Vanini nell’indimenticabile Canina Canini. E ancora, Lucherini al Lido tra Visconti e Cayatte come tra la Arcuri e la Marini, Lucherini che bolla la noia di Mamma Roma con un provocatorio “Mamma coma”, o che con implacabile ironia parafrasa Luce dei miei occhi con l’azzardato “Borse sotto gli occhi” (immagine poco gradita dall’intensa protagonista del film).

Un alchimista di idee e di parole assolutamente unico, Lucherini, sempre al limite tra informazione e gossip, tra colore e cronaca, tra vero e verosimile. Ma cosa sarebbe l’informazione cinematografica senza un maestro di cerimonie come Enrico? E chi potrebbe mai sostituirlo nell’iperbole veneziana scolpita sulle colonne del quotidiano della Mostra? Riascoltare, per credere, l’omaggio di molti amici attori e registi che hanno accettato di condividere con il Sngci il gioco della celebrazione, consegnando i loro auguri, come in un videomessaggio d’autore, a Enrico LXXV.



L'armata Brancaleone
Le ragioni di un successo, parola di Enrico Lucherini
In occasione del restauro della pellicola
"Con il tempo si capì che stavamo dando l'inizio a un genere".



(Lunedì 3 Settembre 2007)


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