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Presentano oggi il film "Scrivilo sui Muri"

Scarchilli e Capotondi

Regista e attrice spiegano il mondo dei writers dall'interno


di Roberto Leggio


Roma. – Il mondo dei writers come non l’avete mai visto. Questo in sintesi il “succo” di Scrivilo sui Muri, film diretto da Giancarlo Scarchilli, presentato oggi alla stampa specializzata alla Casa del Cinema. L’opera, che uscirà in sala il 21 Settembre in 350 copie distribuite dalla Eagle Pictures, ha già scatenato polemiche ancor prima della sua apparizione in sala, in quanto potrebbe creare una ventata di emulazione per il tema trattato. Ma sia il regista che gli attori, tutti giovanissimi, tendono a smorzare i toni sottolineando invece, che il film lasci delle domande in sospeso, e che dia una possibilità di assoluzione a questa “contemporanea” forma d’arte. Anche perché il film è in fondo una commedia giovanilistica che esplora dall’interno l’universo degli scrittori da strada, tormento di qualsiasi area metropolitana. “I writers, con i loro tags (la loro firma, per interci), non sono dei vandali. Teniamo presente che la maggior parte dei writers sono ragazzi normali, con un famiglia normale alle spalle… Potremmo definirli degli artisti che colorando le città, lasciano un segno, una firma per comunicare qualcosa agli altri.” Arriva subito al punto Giancarlo Scarchilli, che ha preso lo spunto di questa storia dopo aver visto un treno della metropolitana totalmente colorato. “Mi sono chiesto, di chi poteva essere quella mano che aveva dipinto quelle carrozze. Non si trattava di una “ragazzata”, ma di vera arte in movimento. Così ho cominciato ad appassionarmi alla cosa. Però per capire dovevo entrare in questo mondo “underground”. E alla fine, grazie anche all’apporto di veri writers, mi sono trovato con una storia da raccontare”. Si narra di Sole (interpretata da Cristiana Capotondi), che entra in contatto con due ragazzi molto diversi da lei. Alex e Pierpaolo (rispettivamente Primo Reggiani e Ludovico Fremont) fanno parte di un gruppo di writers. Tramite loro scopre un mondo tutto nuovo ed il vero valore dell’amicizia. Ma quando si innamora di Alex, le tensioni nel gruppo provocano suo malgrado una situazione che potrebbe diventare pericolosa. Il tema giovanilistico c’è e si vede. Ma non abbiate paura. Il film finisce nel migliore dei modi.


“La storia non è nè nostalgica né malinconica. Alla fine tutto si chiarifica e apre nuovi scenari nella psicologia dei ragazzi”. Continua Scarchilli, sottolineando anche la storia di un genitore che, una volta scoperto la vera identità del figlio writers, è andato fino in fondo a conoscere questa cultura underground. “Ha capito quanto sia importante per questa “tribù” non passare inosservati… lanciare un messaggio subliminale che possa arrivate a tutti.” Naturalmente c’è anche il rovescio della medaglia. “I writers sono una tribù a se stante. Lontani da quelli che invece scrivono solo sui muri e basta. Lì non c’è nulla da capire. Però è vero che la linea di demarcazione tra le due fazioni è di per sé molto sottile”. Anche Cristiana Capotondi interviene quando le viene chiesto come si comporterebbe se si trovasse nei panni di madre di un writer. “Non sopporterei che mio figlio restasse a casa davanti alla Playstation. Per assurdo preferirei che andasse fuori ad esprimersi artisticamente. Tanto non andrebbe a fare nulla di male, soprattutto senza offendere nessuno!” Punti di vista che naturalmente hanno destabilizzato un po’ l’atmosfera rilassata della conferenza. Capita la gaffe si è subito ripresa mettendo in chiaro che “Preferirei che trovasse un modo per comunicare con gli altri, invece di restare a casa. I writers sono dei provocatori, ma non lo era anche Kandisky, con le sue opere?” A riprova di queste parole è ancora Scarchilli. “La comunicazione è una peculiarità dell’arte. Rende visibile un sentimento. Un messaggio dell’anima…” Un film quindi che avrebbe il pregio per non dare per scontato l’eccesso fuori dalle regole sul fenomeno dei graffiti. “Più del messaggio, volevo approfondire questo mondo. Non è compito del film spiegare una certa illegalità dei writer, altrimenti avrei fatto un film a tesi”. Conclude Scarcilli, spiegando inoltre che dopo aver esplorato questo mondo gli piacerebbe dare al film un’ulteriore approfondimento. “Un po’ come fece Marco Risi con Mary per Sempre. Una volta che lavori su un tema te ne innamori e quindi vorresti riparlarne ancora. Non si sa mai, ma potrei dare al film un suo ‘Ragazzi Fuori”. Così a chi gli chiede se c’è la possibilità di un numero due, risponde semplicemente che aspetta di vedere quale sarà il risconto del pubblico nel primo weekend. E dato le premesse, non ci sono dubbi che presto saremo testimoni di un’altra avventura dai murales colorati…

La vita invisibile dei "writers"
Scrivilo sui muri
Una sceneggiatura molto leggera
Basterebbe per una commedia passabile, se non fosse per qualche maldestro tentativo di riflessione sociale.



(Sabato 15 Settembre 2007)


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