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Pieraccioni come Carpenter: da 10 anni lo stesso film

Una moglie bellissima

Belle ragazze, ingenuità provinciale e buoni sentimenti


di Roberto Leggio


Scusate se mi permetto di paragonare Leonardo Pieraccioni a John Carpenter. Lo faccio perchè come Carpenter, Pieraccioni fa da dieci anni (forse qualche unità in più) lo stesso film. Un clone dopo l'altro, dopo l'altro. Anche Carpenter fa lo stesso, però i suoi film di volta in volta si reinventano, sembrando sempre qualcosa di diverso. Pieraccioni no! Forse perché non riesce ad “scrivere” qualcosa che si allontani un poco al suo mondo di “cartapesta”. E la scrittura (anche complice di Giovanni Veronesi) se non è affinata è una bestia nera per tutti. Quindi si torna all'l'incipit. Tutto resta uguale e niente muta. Lo stesso accade in questo leggerissimo Una moglie bellissima. Un uomo, un fruttivendolo di Anghiari, si ritrova da un giorno all'altro con una moglie da mostrare nei calendari. Il massmedialismo entra come un fulmine nella sua vita distruggendo amicizie, amori e quotidianità. Da parte sua la “carciofara” (come verrà descritta la “velina” dal fotografo vampiro), si gode il suo posto al sole esibendosi nuda (o quasi), frequentando il mondo effimero del successo per tutti, perdendo la bussola. Essendo una fiaba finirà davanti ad un tramonto, assieme a suo marito “normotipo”, al quale, nonostante le corna, sarà tornato il sorriso.

Una scena de "Una moglie bellissima"



La storia, come vedete è uguale a tante altre. Ma essendo Pieraccioni è più uguale di molte altre. Nel senso che c'è sempre un omino affiancato da una donna bellissima che scatena una serie di situazioni identiche. Compreso il mieloso lieto fine. “Ho fatto un film partendo da una prospettiva diversa: con un uomo che questa volta ha già la bellezza al suo fianco”, ha dichiarato il buon Leonardo. Ma resta il dubbio che se il plot fosse stato inverso, le cose non sarebbero cambiate. Carpenter, per tornare alla provocazione iniziale, destrutturando il suo cinema ne cambia la trama, lo spazio e volendo anche il senso, insistendo nei suoi western postmoderni. Leonardo Pieraccioni gioca sul fatto che la vita può essere cabaret. Si ride, come è nelle sue intenzioni, ma a lungo andare la sintassi del suo cinema, rischia di restare ingarbugliato a due/tre battute ad effetto. Con il risultato di vedere sullo schermo una ribollita toscana troppo annacquata.


gudizio: *



Le sue migliori battute da "grullo"
Leonardo Pieraccioni
Durante la presentazione del film "Una moglie bellissima"


Presenta "Una moglie bellissima"
Leonardo Pieraccioni
La sua nuova commedia natalizia


Una moglie bellissima per Pieraccioni
Laura Torrisi
Indovinate quale mese è del calendario...





(Martedì 18 Dicembre 2007)


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