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Fa innamorare Bardem in "L'amore al tempo del colera"

Giovanna Mezzogiorno

Incontro con l'attrice italiana scelta da Mike Newell


di Oriana Maerini


I suoi occhi azzurro cielo sono uno dei motivi per cui il regista inglese Mike Newell l' ha scelta per interpretare, accanto a Javier Bardem, il ruolo di Fermina Daza nel film L'amore al tempo del colera, tratto dall'omonimo romanzo di Gabriel Gargia Marquez, che sarà nelle sale italiane da venerdì prossimo. Giovanna è radiosa perchè sta vivendo una stagione di successi e questa pellicola che definisce la sua prova più dura è anche il segno di un grande successo internazionale. Diventata popolare come, protagonista, accanto al suo ex compagno Stefano Accorsi, del film fenomeno “L’ultimo bacio” di Gabriele Muccino l'attrice si è guadagnata una popolarità che nessuno poteva pronosticare in tali dimensioni ma che la grinta, l’amore per il mestiere, la disciplina e il senso dell’umorismo di questa figlia d’arte lasciavano presagire. La sua "seria solarità aveva, infatti, già favorevolmente colpito i critici che l’avevano ammirata nei panni di Porzia, la raffinata contessa seicentesca nel film “Il viaggio della sposa” di Sergio Rubini. Allora, al suo debutto nel mondo della celluloide, era stata considerata una promessa del nostro cinema, ora ne abbiamo avuto la conferma. Oggi i registi italiani la amano e la valorizzano (quest’anno è andata al festival di Berlino come protagonista del film “Tutta la conoscenza del mondo” del regista Eros Puglielli), ma il talento di Giovanna non è casuale ma predestinato: da un forte legame di sangue (è figlia dell’indimenticabile Vittorio Mezzogiorno e di Cecilia Scacchi) e da eccellenti frequentazioni. Cresciuta fra Roma, Milano e Parigi, sempre al seguito dei talentuosi genitori, Giovanna si è, infatti, formata artisticamente, alla scuola parigina di Peter Brook e ha debuttato, quindi, nel ruolo di Ofelia sullo stesso palcoscenico calcato per anni da suo padre Vittorio.

Si aspettava di essere scelta per questo ruolo importante?
Quando sono andata a Londra per incontrare Mike non ero sicura che sarei stata presa per fare tutto il film o solo una parte più anziana. Il fatto che lui mi chiedesse di fare tutto il film è stata una dimostrazione di grande fiducia e mi sono reso conto che era una possibilità incredibile che non capita spesso nella vita di un attore. Ci siamo trovati a Cartagena per iniziare le riprese e sia io e gli altri attori eravano spaventati dalla sensazione di non riuscire in questa impresa.
E' stata una pressione enorme sia fisica che mentale: io volevo dare il massimo per non tradire la fiducia del regista.

Cosa pensa di questa grande storia d'amore?
Capisco che un amore come quello di Florentino possa fare paura a Fermina. Un amore così romantico va bene quando sei molto giovane, poi diventa un po' terrificante. L'amore passionale spesso porta sofferenza e capisco che Fermina abbia scelto di sposare un uomo più vecchio e più concreto per costruire una vita senza sofferenza pagando il prezzo molto alto. Il regista per me ha fatto una sorta di miracolo nel trasporre un libro così bello e corposo in un film: i personaggi sono così incredibilmenti complessi e non era facile ridurli. Io non capivo come si potesse fare un film da questo romanzo lungo e farlo durare meno di sei ore!

Qual è stata la scena più difficile?
Per me la scena più difficile è quella nel mercato in cui lei dice "no se lo dimentichi". Quella frase nel libro è preceduta da dieci pagine di spiegazione la pressione di portare nelle scene il senso del libro è stata enorme. Quel giorno io e Javier eravamo terrorizzati perchè dovevamo dare il senso espresso nel libro. Non posso giudicare se ci soo riuscita ma sono contenta di averlo fatto.

Ha pianto quando ha visto il film?
No, la prima volta che mi sono rivista sullo schermo ero terrorizzata e sudavo freddo, forse fra una decina di visioni potrò riuscire a anch'io a commuovermi come tutti gli altri spettatori. Finora ho visto il film con il terrore di vedere gli errori. E' un investimento così grande per me che ho guardato con panico ma sono contenta di aver accettato questa sfida.

Non è dispiaciuta a mostrarsi invecchiata sullo schermo?
Non ho avuto problemi ad invecchiarmi ed apparire brutta sul grande schermo ma non so se lo rifarei perchè è molto faticoso. Non è una cosa che conta per me la bellezza almeno non in un film così bello, curato ed amato come questo.



Quanto si identifica nel personaggio di Fermina?
E' un personaggio molto difficile. Mi piace dire che è l'eroina di un grande romanzo d'amore ma non rappresenta la parte romantica della storia. Fa una scelta razionale e moderna che paga cara la scelta di sposare un uomo dalla grande solidità. Di Fermina mi ha sempre sorpreso la determinazione con la quale porta a termine la sua scelta, non cede mai: non guarda in faccia Javier per 50 anni! Io non posso paragonarla a me perchè io non sono così costante e determinata ma la posso capire e la ammiro molto.

La sua prima scuola di recitazione è stata la famiglia, ma non è un'eredità troppo pesante?
"No, essere figlia d'arte, avere un cognome importante non è un peso per me. Certo, devi dimostrare molto perché la gente ti aspetta al varco, pretende di più da te. Chiamarmi Mezzogiorno è come avere un portafortuna, un augurio."

Nella vita è passionale o razionale?
Sono più razionale che passionale. Per esempio prima di intraprendere la carriera di attrice ci ho pensato molto: volevo capire se ero davvero portata per questo mestiere o se era solo un'illusione scaturita dall'aria che avevo respirato fin da bambina.

E’ un'attrice molto dedita al lavoro...
Si, ho vissuto anni intensi, ma anche faticosi; penso che prima bisogna imparare e solo dopo si può trovare il tempo per divertirsi. Nella vita sono una donna sentimentale e impegnata come sullo schermo.

Dopo Porzia, Liliana, ora dei Giulia, un altro personaggio importante, forte. Cosa hanno in comune tutti questi personaggi?
"Sono delle donne speciali. Porzia si lancia alla scoperta della vita con uno slancio ed un coraggio unici. Liliana è una ragazza molto forte. E' una donna speciale, in lei non ci sono né aggressività, né retorica e nemmeno violenza. Riesce a compiere delle scelte estreme per la sua età: si dedica alla battaglia politica e si innamora di un uomo sposato aggiungendo scandalo a scandalo. Giulia, infine, è una donna che decide di salvare il suo rapporto nonostante sia estremamente ferita dal tradimento del suo uomo ".

Si considera una donna forte?
Devo essere forte per necessità, se voglio restare a galla nel mondo dello spettacolo. Mio padre Vittorio non mi ha insegnato solo la passione per questo mestiere, ma mi ha fatto comprendere che per andare avanti in un ambiente competitivo come questo bisogna avere anche una grande determinazione ed un carattere temprato.

Le piacerebbe lavorare ad Hollywood?
No, non ho tali aspirazioni, per ora mi basta lavorare di più e meglio in Europa. Inoltre non ammiro molto le dive americane stile Julia Roberts: sono attrici che non scatenano emozioni, una sorta di macchine da cinema senz’anima.



(Giovedì 20 Dicembre 2007)


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