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Il libro cult di Richard Matheson dal quale è tratto il film Io sono leggenda Edito dalla Fanucci editore di Roberto Leggio ![]() Robert Neville si alza presto al mattino, prende i suoi attrezzi e si reca al lavoro. A casa ci torna la sera, prepara la cena, pulisce, ascolta un disco, si siede in poltrona e legge un libro. Ogni giorno da tempo. Ma la sua vita, non è così normale come sembra. Soprattutto dopo il tramonto. Perchè Neville è l'ultimo umano sopravvissuto, in un mondo popolato da vampiri. Nella solitudine che lo circonda cerca di capire, studiare il fenomeno tentando nuove strade per sterminare quelle creature delle tenebre che di notte lo assediano, aspettando un suo minimo errore per cibarsi del suo sangue. Ma il giorno dopo è lui a dominare il mondo in un gioco crudele, scandito dai colpi di martello sui paletti infissi nei cuori dei morti viventi. Nella sua unicità, Robert Neville è una leggenda. Considerato un cult della fantascienza apocalittica, Io sono Leggenda, è un romanzo che si legge tutto d'un fiato, carico com'è emozioni che fanno leva sulle paure più ancestrali dell'uomo. Un libro che di per sé ha influenzato molti scrittori (compreso Stephen King) e registi come Romero nella sua saga degli zombi. Un racconto che è leggendario come il suo autore, tra l'altro sceneggiatore de Gli Uccelli di Hitchcock, che si meravigliò dell'idea (poi scartata) di non mostrare mai i volatiti i scena. Io sono leggenda, ha avuto anche tre versioni cinematografiche, sempre di un certo successo. La più calligrafica e meglio riuscita (L'ultimo uomo della terra), è quella del semisconosciuto Ubaldo Ragona, che nel 1964 ne trasse un film magnetico e inquietante, tutto ambientato all'EUR di Roma con un magnifico Vincent Price; meno fedele è invece quella interpretata da Charton Easton (Omega Man – Occhi Bianchi sul Pianeta Terra) diretta da Boris Segal e ultimamente la versione totalmente infedele con Will Smith, unico sopravvissuto a New York dopo che un terribile virus ha trasformato la razza umana in zombi-mutanti. In tutti i casi l'orrore quotidiano diventa quotidiano a sua volta, regalando al protagonista un costante presagio di sconfitta e di morte che finisce con l'essere dominate della sua vita. Del resto, se un romanzo del genere, viene tutt'ora letto e ristampato, vuol dire che contiene una decifrazione (le nostre paure più inconsce) capaci di reggere il passare del tempo. Come una leggenda, appunto.
(Giovedì 10 Gennaio 2008) |
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