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Tutti i film di Louis Malle

Alla ricerca della felicità

Al museo del cinema di Torino dal 12 al 25 febbraio


di Carlo Boccia


Tutto il cinema di Louis Malle a Torino. Il Museo Nazionale del Cinema presenta, infatti, dal 12 al 25 febbraio 2008 al Cinema Massimo la retrospettiva Alla ricerca della felicità. Tutti i film di Louis Malle, a cura di Françoise Pieri e organizzata dal Festival France Cinéma di Firenze che si è tenuto nel mese di ottobre 2007.
L’omaggio verrà inaugurato martedì 12 febbraio 2008 alle ore 21.00 (Sala Tre Ingresso € 3,50) con la proiezione di Crazeologie, un corto di 8’, con a seguire il film Ascensore per il patibolo.
Le proiezioni saranno precedute da un incontro con Aldo Tassone, direttore del Festival France Cinéma.

Biografia di Louis Malle:

Nato a Thumeries nel 1932 da una ricca famiglia industriale, è agli esordi della sua carriera appassionato documentarista al fianco dell’ufficiale della Marina Francese Jacques-Yves Cousteau con il quale co-firma la regia de Il mondo del silenzio (1954), vincitore a Cannes nel 1956 e premio Oscar l’anno successivo come miglior documentario. Malle Ha legato la sua produzione cinematografica a nomi celebri della Novelle Vague come Brigitte Bardot, Jeanne Moreau, Jean-Paul Belmondo e Alain Delon, alternando consensi e insuccessi della critica ma senza mai rinunciare alla sperimentazione e toccando i diversi generi del cinema: dal noir alle commedie borghesi, dai film erotici a quelli di denuncia. Alla fine degli anni Settanta sceglie di trasferirsi negli Stati Uniti dove sceglie l’esordiente Brooke Shields come interprete del suo film scandalo Pretty Baby (1978). Nel corso della sua carriera si aggiudica per ben due volte il Leone d’Oro a Venezia con Atlantic City (1980) e Arrivederci, ragazzi (1987).

Museo Nazionale del Cinema
Resp. Ufficio Stampa: Veronica Geraci
tel. 011 8138509-10 – cell. 335 1341195 – email: geraci@museocinema.it

Una scena di "Arrivederci ragazzi"



Programma delle proiezioni:

Crazeologie
Francia 1953, 8’, col., v.o. sott.it.
Brevissimo film di diploma all’Idhec. Un pannello avverte: “Saggio di resa cinematografica dell’assurdo teatrale e letterario”. Tre fratelli in una stanza. Due fingono di giocare a poker; “Dov’è nostra sorella?” domanda il terzo… Nella stanza accanto c’è una ragazza che sembra dormire, ma si scopre che è solo un manichino. “Era una gag”, annuncia uno dei tre, e propone di ascoltare Crazeology di Charlie Parker, allegramente fatto a pezzi, come nel teatro dell’assurdo alla Ionesco. L’assurdo avrà sempre un’importanza nella filmografia del regista francese. “Malle vuole una comicità che non faccia ridere, e una tragicità che non emozioni, proprio come in Ionesco” (Pierre Billard).
Sc.: L. Malle; Int.: Bernard Malle, Nicolas Bataille, Pierre Frag.
MAR 12, h. 21.00, MER 13, h. 16.30

Ascensore per il patibolo
Ascenseur pour l’échafaud
Francia 1958, 88’, b/n, v.o. sott.it.
Julien Tavernier viene indotto dall’amante Florence, moglie del suo principale, a uccidere il marito che è anche il suo capo. L'uomo prepara minuziosamente il delitto disponendo le cose in modo che la polizia sia indotta a credere ad un suicidio. Tuttavia, una volta compiuto il suo crimine, Julien si accorge che dalla ringhiera di un terrazzino pende ancora la corda di cui si è servito per entrare nell'ufficio della vittima predestinata. Deciso ad eliminare la prova che potrebbe essergli fatale, Julien cerca di rientrare nella stanza del delitto, ma proprio quando sta salendo al piano dell'ufficio, la corrente elettrica viene a mancare ed lui resta imprigionato all'interno dell'ascensore… Il film è passato alla storia per la straordinaria musica di Miles Davis, che la improvvisò in una notte davanti alle immagini proiettate sullo schermo.
Sc.: L. Malle, Roger Nimier, dal romanzo di Noêl Calef; Fot.: Henri Decaë; Int.: Maurice Ronet, Jeanne Moreau, Lino Ventura.
MAR 12, h. 21.00, MER 13, h. 16.30

Vive le Tour
Francia 1962, 18’, col., v.o. sott.it.
Il Tour de France come non l’abbiamo mai visto. Al di là della folla esultante, la pubblicità, il caldo massacrante, la sete, il doping, l’insostenibile fatica dei corridori, emergono i veri protagonisti. Un breve capolavoro inedito in Italia.
MER 13, h. 18.30

Zazie nel metro
Zazie dans le métro
Francia 1960, 89’, col., v.o. sott.it.
Zazie, un’impertinente bambina di dieci anni, trascorre due giorni a Parigi a casa dello zio Gabriel, mentre la madre corre dal suo amante. Zazie, abituata a vivere in provincia, sogna di andare in metrò e così fugge all’alba ma resta delusa quando trova i cancelli chiusi per sciopero. L'incontro con vari personaggi stravaganti scatena le sue argute osservazioni sulla vita e sul mondo che la circonda, con una particolare punta di saggezza verso l’assurdità degli adulti. Tornata sotto il controllo di Gabriel, Zazie visita Parigi prima di assistere allo spettacolo di cabaret dello zio. Alla fine della giornata la bambina si addormenta e non si accorge neppure del viaggio in metropolitana con cui fanno ritorno a casa. Al termine del suo soggiorno, al binario della stazione, dirà a sua madre “Sono invecchiata!”.
Sc.: L. Malle, Jean-Paul Rappeneau; Fot.: Henri Raichi; Int.: Catherine Demongeot, Philippe Noiret, Carla Marlier.
MER 13, h. 18.50

Gli amanti
Les amants
Francia 1958, 88’, b/n, v.o. sott.it.
Jeanne, moglie di Henry, direttore di un giornale di Digione, dopo otto anni di matrimonio soffre per la freddezza del marito e si lascia corteggiare da un campione di polo, Raoul, che un'amica d'infanzia, Maggie, le ha presentato a Parigi. Per mettere alla prova la nascente relazione tra sua moglie e Raoul, Henry invita Raoul e Maggie nella loro casa di Digione. Nel frattempo Jeanne, che sta tornando a casa in auto da Parigi, è coinvolta in un incidente grazie al quale conosce un giovane studioso di archeologia, a cui chiede un passaggio. Anche lui viene invitato a cena e a fermarsi per la notte nella villa di Henry e Jeanne insieme agli altri invitati. Esasperata dal contegno di suo marito e di Raoul, Jeanne diventa l'amante dell'archeologo, col quale partirà la mattina seguente. “La storia minuziosa di un colpo di fulmine, il bruciante contatto di due epidermidi… un film fresco, naturale, sincero” (François Truffaut).
Sc.: L. Malle, Louise de Vilmorin, dal romanzo di Dominique Vivant; Fot.: Henri Decaë; Int.: Jeanne Moreau, Alain Cuny, Jean-Marc Bory.
MER 13, h. 20.30, GIO 14, h. 18.30

Vita privata
Vie privée
Francia/Italia 1962, 103’, col., v.o. sott.it.
Jill è una giovane e bella ragazza di Ginevra che passa il suo tempo tra la danza classica e i numerosi flirt. Un giorno parte per Parigi per fare la modella e trova subito fortuna nel mondo del cinema per i suoi film audaci e la vita scandalosa. Quando, un giorno, una cameriera le grida in faccia il suo disprezzo, Jill si rende conto della solitudine e dell'incomprensione a cui l'ha condotta la sua vita d'artista. Allora, in preda a una crisi depressiva, si ostina a non uscire di casa neppure per adempiere i suoi obblighi contrattuali. Quando sembra essersi rimessa, ritrova Fabio, un regista suo amico, di cui è innamorata. Ne diviene l'amante e lo segue a Spoleto, dove l’uomo sta allestendo uno spettacolo. Non tardano le prime incomprensioni perché Fabio si dedica più al suo spettacolo che a lei. La sera della prima, Jill sale sui tetti del palazzo per assistere allo spettacolo ma viene accecata dai flash di un giornalista e perde l'equilibrio.
Sc.: L. Malle, Jean-Paul Rappeneau, Jean Ferry, ispirata a Private Life di Noël Coward; Fot.: Henri Decaë; Int.: Brigitte Bardot, Marcello Mastroianni, Dirk Sanders.
MER 13, h. 22.15, GIO 14, h. 16.30

Fuoco fatuo
Le feu follet
Francia/Italia 1963, 108’, b/n, v.o. sott.it.
Gli ultimi due giorni di vita di Alain, un uomo intossicato dall'alcol e stanco della propria inutile esistenza. Gli incontri che ha con alcuni amici gli danno l'esatta sensazione dell'assoluta estraneità esistente tra lui e il prossimo. Dopo essere fuggito esasperato dall'amico Doubourg, che gli consiglia di trovare una qualsiasi sistemazione, Alain incontra Jeanne: un incontro doloroso che gli conferma la sua impotenza di vivere e dal quale ha la percezione precisa della fine imminente. Neanche l'incontro con Solange, una donna bella e generosa, riesce a placare la sua angoscia. Chiuso nella sua stanza, Alain tira fuori una pistola e compie infine il gesto risolutore. “Mi uccido perché i nostri rapporti non erano giusti… Lascerò su di voi una macchia indelebile”, lascia scritto su un biglietto. Le musiche sono Erik Satie. “L’idea del suicidio ossessiona molte più persone di quanto si creda, un mio amico si era ucciso in circostanze analoghe; il film affronta il problema del suicidio dal punto di vista esistenziale” (L. Malle)..
Sc.: L. Malle, dal romanzo di Pierre Drieu; Fot.: Ghislain Cloquet; Int.: Maurice Ronet, Jeanne Moreau, Lena Skerla.
GIO 14, h. 20.30, LUN 18. h. 16.00

Viva Maria!
Que viva Maria
Francia/Italia 1965, 120’, col., v.o. sott.it.
Figlia di un terrorista irlandese, Maria Fitzgerald O’Malley, rimasta sola e senza risorse a San Miguel, un paesino dell'America Centrale, capita fra alcuni artisti ambulanti nel momento in cui Maria, la "soubrette" del gruppo, piange la compagna di lavoro, suicida per amore. La ragazza irlandese ne prende il posto e, senza volerlo, procura fama e successo al duetto. La vita avventurosa e girovaga piace all'irlandese, che ha modo di sfogare la propria esuberanza sentimentale tra i tanti corteggiatori che trova a ogni tappa. Finché un giorno, coinvolti nella sollevazione di un gruppo di rurali guidati da Flores, tutti i membri della carovana vengono condotti alla presenza del malvagio e potente Don Rodriguez. Salvatesi a stento e liberati compagni e peones, le due Marie guidano il popolo alla riscossa, non senza correre dei rischi. Restituita la libertà alla cittadina di San Miguel, le due Marie varcheranno l'Atlantico per continuare a Parigi la loro carriera di cantanti e ballerine.
Sc.: L. Malle, Jean-Claude Carrière; Fot.: Henri Decaë; Int.: Jeanne Moreau, Brigitte Bardot, George Hamilton.
GIO 14, h. 22.30, LUN 17, h. 18.00

Il ladro di Parigi
Le voleur
Francia 1967, 120’, col.
Parigi, verso la fine del 1800. Per vendicarsi del suo tutore che lo ha derubato del patrimonio e gli ha rifiutato la mano della figlia Carlotta, il giovane George compie il primo furto della sua vita. La perfetta riuscita del colpo e la facilità con la quale è entrato in possesso di una forte somma, inducono il giovane a compiere altre imprese ladresche. Conosciuto un falso abate che è a capo di una banda di ladri, George apprende tutti i segreti del mestiere e in breve tempo diventa uno specialista dello scasso. Raggiunto da Carlotta, che ha abbandonato il padre per venire a vivere con lui, George riesce a introdursi al fianco della fanciulla nei più eleganti circoli mondani, dove non gli è difficile captare utili informazioni per i suoi colpi. Alla morte del padre di Carlotta, George, scoprendo che il vecchio ha diseredato la fanciulla e ha destinato a scopi benefici le sue sostanze, falsifica il testamento in modo da entrare in possesso di tutta l'eredità. Ormai ricchi, i due giovani potrebbero condurre un’esistenza tranquilla, ma George è insoddisfatto: il furto è diventato per lui una ragione di vita.
Sc.: L. Malle, Jean-Claude Carrière; Fot.: Henri Decaë; Int.: Jean-Paul Belmondo, Geneviève Bujold, Roger Crouzet.
SAB 16, h. 16.00, DOM 17, h. 20.15

Calcutta
Francia 1969, 105’, v.o. sott.it.
Calcutta, capitale del Bengala, sviluppatasi sotto la dominazione britannica attorno a un forte militare, è, nel 1970, una metropoli di tre milioni di abitanti, destinati ad arrivare negli anni successivi a venti milioni, soprattutto se continuerà l'incessante flusso di immigrati. Incapace di fornire lavoro e cibo sufficienti per tutti, la città è un immenso formicaio in cui, a fronte di una privilegiata minoranza borghese, erede degli usi e costumi dei dominatori, in condizioni di estrema indigenza, gli "altri" convivono con la miseria, le bidonvilles, i ricoveri per gli affamati, i ghetti per i lebbrosi, ma anche con i loro riti.
SAB 16, h. 18.10, DOM 17, h. 22.30


Soffio al cuore
Le souffle au coeur
Francia 1971, col., 118’, v.o. sott.it.
Il quindicenne Laurent Chevalier, terzogenito di un agiato ginecologo e dell’italiana Carla, frequenta una scuola cattolica dove non mancano preti dagli atteggiamenti ambigui; Laurent legge di nascosto Camus e romanzi sconvenienti, pensa al suicidio e affronta i suoi problemi di adolescente con la guida dei due spregiudicati fratelli, i quali lo inducono a fare la sua prima esperienza con una prostituta. Colpito da una lieve affezione cardiaca, il soffio al cuore, Laurent va per qualche tempo insieme con la madre in una località termale dove si accorge che la donna ha un amante: Jacques. Superato il turbamento per questa scoperta, Laurent diventa il confidente della donna ed è disposto persino alla complicità pur di conservare inalterato quell'affetto che in entrambi ha toccato punte di morbosità. Quando Jacques abbandona Carla, il ragazzo si preoccupa di consolarla e, la sera del 14 luglio, dopo ore di ebbrezza festosa, consuma un rapporto incestuoso con lei.
Sc.: L. Malle; Fot.: Ricardo Aronovitch; Int.: Lea Massari, Benoit Ferreux, Daniel Gélin.
SAB 16, h. 20.15, DOM 17, h. 16.00

Umano, troppo umano
Humain, trop humain
Francia 1972, 75’, col., v.o. sott.it.
Il ciclo della merce, dalla catena di montaggio al prodotto finito, serve a rappresentare il mondo della fabbrica in contrapposizione al mondo borghese. Gli schiavi dell'industria, resi ebeti dalla ripetizione di gesti, e gli schiavi del consumismo, destinati a sentirsi sempre inappagati. Il tutto senza commento, le immagini dovrebbero parlare da sole.
Sc.: L. Malle; Fot.: Étienne Becker, L. Malle.
SAB 16, h. 22.30, DOM 17, h. 18.10

Cognome e nome: Lacombe Lucien
Lacombe Lucien
Francia 1974, 138’, col., v.o. sott.it.
Lucien Lacombe, diciassettenne di campagna, si rivolge al maestro per entrare nella Resistenza ma non viene accettato. Mentre fa ritorno alla cittadina dove lavora presso un ospizio, è vittima di un incidente e finisce nell'albergo dove soggiornano il comando della Gestapo e diversi collaborazionisti. Accolto con affetto dal corridore ciclista Aubert, dopo aver abbondantemente bevuto, denuncia il maestro che viene arrestato e torturato. Immesso nella polizia, Lucien prende parte alle azioni di repressione, pur essendone praticamente incosciente. Presentato da Jean-Bernard de Voisins al sarto parigino Albert Horn, un ebreo che si nasconde grazie alla ricattatoria protezione del nobile poliziotto, fa la conoscenza di France e se ne innamora. Horn, schiacciato dagli avvenimenti e perplesso per l'amore di Lucien verso sua figlia, si presenta alla Gestapo e viene deportato. Il ragazzo, dopo aver ucciso il nazista che si presenta per arrestare France e sua nonna, fugge con i due verso la Spagna. Sui Pirenei verrà preso, arrestato e fucilato.
Sc.: L. Malle, Patrick Modiano; Fot.: Tonino Delli Colli; Int.: Pierre Blaise, Jean Bousquet, Renè Bouloc.
MAR 19, h. 16.30, MER 20, h. 20.30

Close Up
Francia 1976, col., 26’, v.o. sott.it.
Girato a Los Angeles nel lontano 1976, questo breve film, inedito in Italia, è una singolare confessione intima di Dominique Sanda, attrice preziosa e segreta rivelata da Bresson e cara a Bertolucci. “Indossavo sempre delle maschere diverse prima di incontrare Bresson che mi ha rimesso al posto giusto”. “Bernardo sa che non sono un’estroversa, sente che in me c’è una specie di follia latente… Sono fatta per la notte”. All’accusa di essere molto orgogliosa, Dominique replica: “Pensi che cercare l’assoluto, il sublime, sia orgoglio?”. Le musiche sono di Erik Satie.
MAR 19, h. 18.50, MER 20, h. 22.50

Luna nera
Black Moon
Francia/Germania 1975, 100’, col., v.o. sott.it.
La giovane Lily, alla guida della sua automobile di notte, prima investe e uccide un tasso che stazionava sul bordo della strada, poi assiste alla fucilazione di alcune soldatesse e si imbatte in un pastore impiccato alla cima di un albero. Alla fine giunge in un castello situato in mezzo al bosco. Vi trova una strana vecchia che parla con un topo e, via radio, con uno sconosciuto; un gatto che suona il pianoforte; un ragazzo muto intento a potare alberi che sanguinano, e sua sorella, dal cui seno si nutre la vecchia; un liocorno parlante e bambini che giocano con un grosso maiale e margherite che piangono se calpestate. Fra i due fratelli scoppia una violenta lite, Lily suona il piano in una stanza piena di bambini, un'aquila penetra nel castello e il muto la decapita; la vecchia scompare; Lily offre il suo seno al liocorno. “Da guardare irrazionalmente come un mito, abbandonandosi all’istinto” (Jean-Claude Carrière).
Sc.: L. Malle. Fot.: Sven Nykvist. Int.: Cathryn Harrison, Thérèse Giehse, Joe Dallesandro.
MAR 19, h. 20.30, MER 20, h. 16.30

Place de la République
Francia 1974, 94’, v.o. sott.it.
Parigi 1974. Nella storica Place de la République, Malle in persona filma e interpella a caso dei passanti originali, che sembrano uscire da un racconto di Queneau. Un film live spinto all’estremo.
MAR 19, h. 22.30, MER 20, h. 18.30

Pretty Baby
Usa 1978, 115’, col., v.o. sott.it.
Violet è la dodicenne figlia della prostituta Hattie, che lavora nella casa di tolleranza di Nell, situata nel malfamato quartiere di Storyville, a New Orleans. La piccola, abituata a vagare nello squallido ambiente, non possiede una coscienza morale e tende a imitare gli atteggiamenti della madre e delle sue colleghe. Un giorno assiste alla nascita di un fratellino. In seguito nota la presenza, sempre più insistita, del bizzarro Bellocq, un fotografo che ama ritrarre le prostitute e che dalle stesse viene soprannominato ‘papà’. Violet nota anche la predilezione di Bellocq per Hattie e comincia a esserne gelosa. Senza apparenti traumi, la bambina accetta l'asta nella quale si gioca la sua verginità. Quando sua madre si sposa con un cliente e parte, Violet continua sulla strada squallida intrapresa fino a che, per reazione, non si installa nella casa del fotografo che, poi, finisce per abbandonare. Ma siamo nel 1917, anno in cui le case di tolleranza vengono chiuse.
Sc.: Polly Platt; Fot.: Sven Nykvist; Int.: Brooke Shields, Keith Carradine, Susan Sarandon.
GIO 21, h. 16.00, VEN 22, h. 20.20

La mia cena con André
My Dinner with André
Usa 1981, 110’, col., v.o. sott.it.
Wallace Shawn e André Gregory cenano insieme in un ristorante e si raccontano le loro esperienze personali e professionali. Gregory, che fa il regista teatrale a New York, è il più loquace dei due. Shawn ascolta le sue storie con grande interesse ma poi lo mette in difficoltà con domande sempre più incalzanti.
Sc.: Andre Gregory, Wallace Shawn; Fot.: Jeri Sopanen; Int.: A. Gregory, W. Shawn, Roy Butler.
GIO 21, h. 18.10, VEN 22, h. 22.30

Atlantic City, USA
Usa/Francia, 1980, 104’, col.
Dave e Chrissie, giovani idealisti in attesa di un figlio, si appropriano di una partita di droga e fuggono ad Atlantic City. I due fuggitivi sperano di trovare alloggio presso Sally, moglie separata di Dave e sorella di Chrissie, e intendono garantirsi una vita serena con la vendita della merce rubata. Sally, però, decisa a divenire croupier nel casinò dove lavora come cameriera, dà rifugio solo alla sorella incinta e non all'ex marito. Dave, invece, trova accoglienza presso Lou, anziano dirimpettaio di Sally. Questi è un bandito mancato che riesce a piazzare la droga senza, tuttavia, impedire che i due killer inviati sulle tracce di Dave lo uccidano. Quando i due assassini aggrediscono anche Sally, allora Lou trova il coraggio di ucciderli e di fuggire con Sally, che però ha scoperto che i soldi di cui dispone Lou sono quelli della droga di suo marito. Quindi lo deruba per andare in Francia.
Sc.: John Guare. Fot.: Richard Ciupka; Int.: Burt Lancaster, Susan Sarandon, Michel Piccoli.
GIO 21, h. 20.30, LUN 25, h. 18.30

Alamo Bay
Usa 1984, 103’, col.
Nell'aprile del 1975, finite le ostilità nel Vietnam, circa mezzo milione di Vietnamiti, già alleati degli Americani, si trasferirono negli Stati Uniti. Centomila di essi invasero le coste del Texas, alla ricerca di una vita finalmente pacifica e operosa. Lavoratori tenaci, portatori di una solida cultura, destinati a scontrarsi con diffidenze, rancori e una palese ostilità, soprattutto per ragioni economiche. Il film getta luce su queste tristi vicende, raccontando la storia di Dihn, onesto, allegro e cocciuto Vietnamita, il violento Shang, un americano padrone a sua volta di un magnifico battello da pesca e Glory, amante di Shang e proprietaria del magazzino del pesce ed emporio di Alamo Bay.
Sc.: Alice Arlen; Fot.: Curtis Clark; Int.: Ho Ngueyenì, Ed Harris, Amy Madigan.
GIO 21. h. 22.30, LUN 25, h. 16.30

Louis Malle
…E la ricerca della felicità
And the Pursuit of Happiness
Usa 1986, 84’, col., v.o. sott.it.
Un documentario sulle esperienze vissute da alcuni sudamericani, africani e asiatici immigrati negli Stati Uniti nel corso degli anni Ottanta. Tra loro anche il poeta Derek Walcott e il nicaraguense Generale Samoza.
VEN 22, h. 16.30, LUN 25, h. 22.15

God's Country
Usa 1986, 95’, col., v.o. sott.it.
Il documentario-ritratto di Malle su una piccola comunità agricola del Minnesota. Con sguardo mai derisorio né sentimentale, il regista trova nei semplici abitanti di Glencoe una complessa e vitale dimostrazione del duraturo spirito pionieristico e del Sogno Americano prima di tornare anni dopo a testimoniare l’avanzata del reaganismo.
VEN 22, h. 18.10, LUN 25, h. 20.30

Arrivederci, ragazzi
Au revoir, les enfants
Francia 1987, 104’, col., v.o. sott.it.
Nei pressi di Fontainebleau, inverno 1944. Nel collegio tenuto da religiosi, arrivano tre nuovi ragazzi in incognito. Il dodicenne Julien Quentin stringe amicizia con uno di loro, Jean Bonnet. Tra Julien e Jean nasce pian piano una profonda amicizia: il primo insegna all'altro trucchi nei giochi e lo inserisce a pieno titolo nel gruppo dei compagni; il secondo, più dotato ed intelligente, gli mostra come sia facile suonare il piano e gli presta degli interessanti libri. Julien capisce che il suo amico Jean non è cattolico come lui, bensì ebreo, e si rende conto di cosa vuol dire essere ebreo e dei pericoli che corrono tutti coloro che lo proteggono. Un giorno arriva una denuncia anonima alla Gestapo che, irrompendo nel collegio, cattura i tre ragazzi ebrei tenuti nascosti. Per Julien è un tragico risveglio che lo porterà tragicamente a comprendere quello che sta accadendo intorno a loro.
Sc.: L. Malle. Fot.: Renato Berta. Int.: Gaspard Manesse, Raphael Fejto, Francine Racette.
SAB 23, h. 16.00, DOM 24, h. 22.30

Milou a maggio
Milou en mai
Francia 1989, col., 108’, v.o. sott.it.
Mentre la radio trasmette incessantemente notiziari da una Parigi in rivolta (è il maggio turbolento del '68), nel sud-ovest della Francia muore di infarto la ultraottantenne signora Vieuzac, proprietaria di una bella villa con bosco e vigneti. Il figlio Milou, un sessantenne che da sempre vive là e che adora la campagna, si affretta a convocare gli altri eredi. Arrivano dunque suo fratello Georges con l'attraente moglie inglese; Camille, figlia di Milou stesso, con tre irrequieti bambini, nonché Claire, recante al seguito una giovanissima danzatrice cui è morbosamente legata. E con gli arrivi comincia la lotta degli eredi, prontissimi a dividersi, vendendo tutto, le spoglie di Madame Vieuzac, mentre Camille, tanto per non perdere tempo, arraffa uno dei più begli anelli della nonna. “A questo fantastico-satirico apologo campestre sull’Utopia del Maggio, che comincia come La regola del gioco e finisce come L’angelo sterminatore, non si può non voler bene” (T. Kezich).
Sc.: L. Malle, Jean-Claude Carriere; Fot.: Renato Berta; Int.: Michel Piccoli, Miou-Miou, Dominique Blanc.
SAB 23, h. 18.00, DOM 24, h. 20.30

Il danno
Damage
Gran Bretagna 1992, 115’, col.
Stephen Fleming, un cinquantenne conservatore inglese, sottosegretario nel governo di Sua Maestà, ha una quieta e gradevole moglie, un figlio giornalista e una splendida casa. Il giorno in cui conosce Anna Barton, la giovane fidanzata del figlio, è immediatamente attratto da lei: è un delirio e una follia poiché gli incontri amorosi con la donna si ripeteranno.
Sc.: David Hare, dal romanzo di Josephine Hart; Fot.: Peter Biziou; Int.: Jeremy Irons, Juliette Binoche, Miranda Richardson.
SAB 23, h. 20.20, DOM 24, h. 16.00

Vanya sulla 42esima strada
Usa 1994, 119’, col.
Il professor Sieriebryakov, un mediocre accademico, è ospite nella sua casa di campagna, un tempo proprietà della sua prima moglie, per scrivere, senza disturbo, un saggio sulla cultura russa. Sono ospiti con lui la sua seconda moglie Elena e il dottor Astrov, medico di casa, incaricato dagli attuali proprietari della tenuta di attendere alla salute dell'illustre professore, il quale si rivela inconcludente e lagnoso, mettendo a dura prova la pazienza della consorte. Intorno a Sieriebryakov s'intrecciano segrete passioni e si consumano drammi nascosti, che neppure sfiorano la sua presuntuosa sufficienza. Sonya, infatti, è innamorata del medico, e lo confida a Elena, ma Elena deve deluderla perché il dottor Astov le è invece indifferente. Infatuato di Elena è lo zio Vanya, che non è affatto ricambiato, mentre le attenzioni di cui il dottor Astrov non fa mistero, la turbano e mettono in crisi il suo matrimonio. L'indifferenza di Elena esaspera lo zio Vanya al punto da fargli commettere un gesto inconsulto: afferrata una pistola, fa partire un paio di colpi, senza tuttavia colpire nessuno, mentre le invettive di lui seminano lo sgomento fra i presenti.
Sc.: David Mamet, liberamente tratta da Zio Vania di Anton Čechov; Fot.: Declan Quinn; Int.: L. Malle, Julianne Moore, Andre Gregory.
SAB 23, h. 22.30, DOM 24, h. 18.10



(Lunedì 11 Febbraio 2008)


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