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Lo scrittore francese che ha cambiato il cinema

Alain Robbe-Grillet

Lo sceneggiatore di "L’anno scorso a Marienbad" è morto


di Pino Moroni



È morto Alain Robbe-Grillet teorico ed esponente del ”nouveau roman”. Robbe-Grillet creò questa nuova corrente nel 1953 con il romanzo “Le gomme”, usando una tecnica narrativa in cui l’attenzione non era più volta al personaggio ed alle sue azioni ma alle cose. Una descrizione precisa e minuziosa, neutra, quasi scientifica, priva di emozioni.
Teorizzò la sua tecnica solo nel 1963 con la raccolta “Per un nuovo romanzo”. Ma intanto aveva scritto i dialoghi e la sceneggiatura del film shock del regista Alain Resnais, ispiratore e teorico a sua volta della “nouvelle vague” cinematografica.

L’anno scorso a Marienbad (Leone d’oro a Venezia nel 1961) fu un vero film cult per gli appassionati cinefili. Vi trovarono, pur nella gelida solitudine e rarefazione di un albergo termale, dirompenti spostamenti temporali ed una ricerca ossessiva di frammentazione della verità, mai visti fino ad allora nella storia del cinema. E lo difesero da chi non riusciva a capire le sue innovative notazioni, le sue minuziose percezioni.
Come direttore delle “Editions de minuit” fece conoscere molti altri scrittori della sua corrente letteraria, tra cui Michel Butor e Natalie Sarraute, che guardavano più alle dimensioni esterna che a quella interiore del personaggio.

Dalla sceneggiatura passò alla regia, dirigendo 10 film tra cui:

Trans-europe Express (1967) in cui cercava di trasporre in film le sue teoriche letterarie. Tre personaggi, un regista (lui stesso), una segretaria ed un produttore cercano di immaginare la trama di un film su un gangster (Jean Louis Trintignant). Ma la storia viene sempre interrotta dalla discussione e cambia quindi continuamente, dimostrando che non si può mai partire da un contenuto predeterminato ma bisogna seguire un filo della narrazione che è giusto che cambi.

L’uomo che mente (1968) è la teorizzazione dei congegni narrativi che fanno vivere al personaggio più storie, fino ad esaurirne le combinazioni. Siamo nell’anno della contestazione, della ricerca delle verità attraverso la frammentazione dei principi.

Spostamenti progressivi del piacere (1971), film sequestrato più volte non per le scene erotiche ma per quelle troppo provocatorie (di avanguardia) che smontavano sistematicamente i meccanismi dei vari generi delle narrative precedenti.

Giochi di fuoco (1974), un divertente puzzle con Philippe Noiret e Jean Louis Trintignant in cui si usano più generi cinematografici (giallo, fumetto, film erotico ecc). Con una vena autoironica molto apprezzata dai creatori dei “Cahiers du cinema”.

La bella prigioniera (1983), ispirato dal famoso quadro omonimo di Magritte (un sipario, il mare, un cavalletto con la tela) è la dimostrazione della ventata di surrealismo che anche Robbe-Grillet ha voluto portare nel cinema francese mescolando tutte le combinazioni di sogno e realtà. Dello stesso anno La vita è un romanzo di Alain Resnais, con un gioco di incastri tra realtà, sogno e creatività, fa pensare a quanto quest’ultimo sia stato debitore ad Alain Robbe-Grillet del suo grande successo di regista innovativo e di sperimentazione.



Incontrai Alain Robbe-Grillet nel 1973 a Parigi, nell’androne del palazzo dove abitava, a discutere dei problemi della vita quotidiana con la portiera ed un vicino. Mi invitò -molto democraticamente- a partecipare al suo quieto dibattito.
L’uomo che aveva influenzato la letteratura europea della seconda metà del novecento, che aveva creato una totale alternativa allo psicologismo del romanzo moderno, che aveva rotto gli schemi spazio-temporali cinematografici e trovato le verità plurime, parlava un francese molto semplice ed con tono neutro.
Come un uomo comune, come un agrimensore quale era sempre stato.



(Mercoledì 20 Febbraio 2008)


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