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Animazione dal testamento di Christopher Reeve

Piccolo grande eroe

Un "piccolo" uomo delle folle


di Samuele Luciano


Questo film d’animazione prodotto dalla IDT è un piccolo grande film.
Piccolo perché leggero, lontano dai capolavori del genere, grande se si pensa alla figura umana che lo ha ideato: Christopher Reeve.
E’ la storia di un bambino che vive a New York negli anni ’30. Uno dei tanti poveretti immersi nella Grande Depressione, periodo che il cinema americano ha raccontato in milleuna storie.
A quei tempi c’erano soltanto i sogni e le fabbriche, ma qualcuno pensava già di fondere le due cose in un tripudio di business e speranza popolare, come Walt Disney per esempio, o i campioni di uno sport molto apprezzato negli States come il Baseball!
E’ questa la passione del piccolo grande eroe protagonista del film, Yankee (nome non molto originale) che vorrebbe tanto conoscere e stringere la mano allo storico battitore Babe Ruth.
La sua avventura si sviluppa da New York a Chicago, attraverso mille peripezie e in compagnia di una palla e una mazza parlanti (per la verità non sempre così divertenti), fino a giungere nel bel mezzo di un incontro di baseball.


La narrazione di Colin Brady e Dan St. Pierre (i registi che hanno poi realizzato il lavoro, poco dopo la scomparsa di Reeve) è lineare, senza colpi di scena e si rivolge principalmente ai più piccini: oggetti che straparlano, vecchie gag di cattivi che le buscano sempre e risatine a denti stretti.
Ma una morale importante alla fine c’è: ognuno di noi può essere un eroe, se ha il coraggio di andare fino in fondo e sono eroi anche coloro che lo sostengono e credono in lui.
Niente di eccezionale, ma la commozione è possibile se si pensa che dietro tutto questo c’è l’ultima impresa di un Superman che ha perso i poteri, ma è rimasto un eroe.


Giudizio ***



(Venerdì 12 Settembre 2008)


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