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Adrenalina a go-go

High school musical 3 – Senior year

Successo straordinario per il film musicale


di Pino Moroni


Grande evento giovanile al Festival Internazionale del film di Roma per le sezioni unificate “Anteprima - Alice nella città “ domenica pomeriggio 26 ottobre 2008.
Uno spettacolo della produzione Disney durato quasi 4 ore, fuori e dentro la sala Santa Cecilia, con il corpo di ballo ed i cantanti della High School Music, che hanno ripetuto le scene di ballo più importanti, il regista-coreografo Kenny Ortega che non finiva di ringraziare, gli attori Vanessa Efron e Corbin Bleu a fare sorrisi ed autografi.
Una folla, da primato, di adolescenti e genitori, tra cui moltissimi famosi, per la proiezione del terzo film del ciclo “High school musical”.
Un lungo bagno di adrenalina pura, con momenti scatenati e forsennati, per ogni mossa, parola, canto e musica degli interpreti dello show.
Prima all’esterno con la presentazione, le sfilate sul “red carpet”, i balli accompagnati da urla, applausi, scene isteriche, e scatti di foto ufficiali e di cellulari privati.
Ogni movimento anche casuale una esplosione di entusiasmo collettivo, più o meno cosciente di che cosa avvenisse.


Stessa sceneggiata all’interno, con mezz’ora buona, per riuscire a far trovare posto e rimanere seduti, in ogni angolo, gradino e balaustra la frenetica adolescenza.
Per poi quasi un’altra mezz’ora un inizio sonoro a rottura di timpani, partite di pallacanestro, feste happening, scene di musical in preparazione, musiche ipersoniche, colori da shock e movimenti di macchina in ottovolante hanno accompagnato il protagonismo urlante e scatenato degli adolescenti in sala.

Quando dopo i fuochi di ‘artificio’iniziali, è iniziata la solita melassa americana di amoretti giovanili, scherzi e cattiverie da collegi provinciali, cantatine romantiche e vuoti dialoghi, debitamente sottotitolati e tradotti in stupidaggini del solito anno di liceo americano.
Quello che deve preparare alla vita e che sembra invece fatto solo di sport, spettacolo ed idiozie varie. Ma noi di tutto ciò ne andiamo pazzi fin dagli anni ’50.
Ed i soliti luoghi comuni, la solita pubblicità del sempre vincente stile di vita americano e dell’attimo fuggente (dopo il quale ci sono ben altri problemi) continua ancora ad irretire nuove generazioni.


Con l’ormai sessantenne finale in cui i ragazzi prendono il diploma e sono tutti premiati tra l’orgoglio dei genitori e degli insegnanti e tirano i cappelli al cielo e così sia.
E le nuove generazioni italiane, con i loro padri famosi o meno, ancora lì ad applaudire ed aspettare che anche da noi arrivi il “sogno americano”, magari quello della finanza facile.

Poi si sono accese le luci e tutti, piano piano, hanno sfollato la magnifica sala dell’Auditorio. Ma allora ho avuto la netta sensazione della presenza di un effetto secondario: tanta era stata l’adrenalina creatasi nelle preparazione e nell’inizio del film, tanta era la stanchezza e la depressione nell’uscire dalla sala.


Mentre genitori e ragazzi si disperdevano per il loro ritorno a casa, mi è sembrato che se ne andassero troppo svuotati, tristi, stonati.
L’effetto di sballo e di depressione, che regola ormai le vite degli adolescenti, può venire indotto ormai anche da un film per ragazzi.

Ma forse era solo una mia impressione.



(Giovedì 30 Ottobre 2008)


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