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Incontro con il giovane regista spagnolo che ha stregato l'America

Juan Antonio Bayona

Con il suo affascinante "The Orphanage"


di Oriana Maerini


Roma. Yuan Antonio Bayona: tenete in mente il nome. Questo giovane regista spagnolo fino a poco tempo fa quasi sconosciuto potrebbe, infatti, diventare un nuovo Hitchcock. Cresciuto professionalmente nel mondo dei video clip (ha realizzato i video dei maggiori gruppo pop spagnoli come OBK, Camela o Ella baila sola) è stato poi scoperto da Guillermo del Toro, che gli ha prodotto il suo primo lungometraggio, The Orphanage - sugli schermi italiani da venerdì prossimo - ed ha già conquistato gli States. Dopo aver conquistato in patria ben sette premi Goya, il suo esordio alla regia si è rivelato un vero e proprio caso al botteghino d’oltreoceano, incassando cifre come 30.000.000 dollari. Oggi il regista è arrivato nella capitale per presentare il piccolo capolavoro di genere che non potrà non affascianare gli appassionati di horror a sfondo paranormale.

A chi si è ispirato per il suo film?
Sicuramente alla tradizione dell'horror spagnolo di registi quali Narciso Ibáñez Serrador autore de La residencia (in italiano "gli orrori del liceo femminile, ma l'ispirazione mi è venuta anche pensando a L'inquilino del terzo piano di Polanski e al film Incontri ravvicinati del terzo tipo.

Nonostante la sua giovane età il suo stile di regia è molto classico...
Si, a mio avviso questo genere di cinema va raccontato alla maniera classica.
Adoro in modo in cui girava Hitchcock e mi sono formato guardando quel genere di film. In qualche modo la scelta di inserire nel film Geraldine Chaplin significa per me aver creato un ponte con il cinema classico. Per me il cinema non è sperimentazione ma un uso sapiente della macchina da presa e del montaggio.

E' vero che ha girato gli effetti speciali a casa di un suo allievo?
Si, alla fine del film non avevamo più tanti soldi per creare gli effetti speciali così mi sono ricordato di un mio allievo alla scuola di cinema che era molto bravo. Gli proposto di comperargli un ottimo computer a patto che lui si occupasse degli effetti speciali. Lui ha accettato ed ha li ha creati a casa sua. La cosa incredibile è che abbiamo vinto persino un premio Goya per gli effetti speciali!


Come mai ha scelto Belén ruolo per il ruolo di Laura, la protagonista?
Ho sempre pensato a lei per il ruolo di Laura. L'avevo ammirata in Mare Dentro e non mi sono sbagliato. Lei ha dato moltissimo di suo nel film, forse anche di più di quanto le avessi chiesto.

La sua più grande fortuna è stata quella di aver incontrato Guillermo del Toro ...
Si, ma non è stato un caso. Fin da ragazzo mi fingevo giornalista e mi intrufolavo nei festival cinematografici per poterlo incontrare. E' uno dei miei registi preferiti e si è dimostrato molto disponibile con me. Negli anni gli ho sempre fatto vedere i miei lavori, i cortometraggi e i videoclip fino al momento in cui gli ho presentato la sceneggiatura di "The Orphanage". Lui è rimasto colpito e mi ha proposto di produrre e presentare il film.

E' vero che dirigerà un film in America?
Si, ho un progetto per la Universal insieme a Guillermo del Toro. Si chiamerà Hater e sarà un thriller tratto da un romanzo di David Moody. Racconterà di un’ondata epidemica di violenza perpetrata senza ragione plausibile da gente comune ed ordinaria.

Abbandona per sempre la Spagna?
No, il film sarà utilizzerà degli studi spagnoli almeno per le scene d’interno e inoltre ho in ballo un altro film totalmente spagnolo. Credo nella grandezza del cinema fantastico spagnolo ed europeo in genere. Se si fa un paragone partendo dalla superiorità di mezzi di cui dispongono gli americani si capisce che l'horror e il fantasy europeo è di gran lunga superiore perchè crea prodotti più originali.

Quando il mondo dell’infanzia fa paura
The Orphanage
Un racconto inquietante tra horror e fiaba nera



(Mercoledì 12 Novembre 2008)


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