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Commedia triste sui vizi e le virtù degli italiani all'estero

Italians

Giovanni Veronesi delude e non fa ridere


di Oriana Maerini


Dopo il successo dei due “Manuali d’amore”, il regista Giovanni Veronesi tenta di emulare i mostri sacri della commedia all'italiana come Monicelli e Risi mettendo in piazza i vizi e le virtù degli italiani ovvero un popolo cialtrone e "folcroristico". Peccato che il suo film sia lontano anni luce dal sarcasmo feroce, dall'ironia pungente e dall'irrefrenabile comicità dei maestri che hanno fatto grande la nostra commedia nel mondo. Italians è, innanzitutto, un film noioso. Chi va al cinema sicuro di sbellicarsi dalle risate e trovare un canavaccio stile cinepanettone resterà deluso. Soprattutto il primo dei due interminabili episodi (durano un'ora ciascuno) nel quale la coppia Castellitto-Scamarcio trasporta un carico di Ferrari rubate a Dubai, è talmente insulso da risultare irritante. Luoghi comuni come le cafonate dei nostri al night con la solita interpretazione dell'italiano che sublima la nostalgia attraverso l'ostentazione di canzoni melodiche e datate o bravate da eterni ragazzi (le accelerazioni delle ferrari nel deserto) potrebbero far precipitare lo spettatore in uno stato fra il disgustato e il soporifero. Non si capisce, inoltre, perchè il bravissimo Castellitto si sia prestato ad un'operazione che svilisce così tanto il suo valore attoriale.



A salvare il salvabile e farci finalmente ridere un po' arriva, fortunatamente, nel secondo episodio, il solito Verdone: un dentista in crisi, imbranato con le donne al quale l'amico organizza un incontro sessuale durante un congresso di medici a Sanpietroburgo. E qui la coppia Carlo Verdone-Dario Bandiera funziona davvero anche se questo tipo di comicità è vista e stravista e rientra nel repertorio classico del comico romano. Ma mentre ti aspetti di ridere fino alla fine ecco che vieni fustigato da un finale pietistico della serie "italiani brava gente" in cui il dentista arrapato si lascia coinvolgere nella cura di orfanelli conosciuti per caso grazie alla sua interprete (una brava Ksenia Rappoport). Che dire di un film così? Semplicemente che è un film inutile per il pubblico ma forse utile a quelle aziende (Ferrari) o luoghi (Dubai, Pietroburgo) che pubblicizza. Alla fine, però, un merito Italians ce l'ha: ti fa venir voglia di andare a rivedere delle belle commedie all'italiana. Penso a I Mostri, l'insuperabile e più volte clonato film ad episodi di Dino Risi. Quello, si, era un film che mostrava veramente in modo spietato e cinico, ma facendo ridere, il ritratto sociale degli italianiani dell'epoca. Risi e suoi valenti sceneggarori avevano fatto proprio il motto "castigat ridendo mores" ( la satira corregge i costumi deridendoli) di Jean de Santeul che Veronesi sembra, invece, aver dimenticato.

giudizio: *

Le foto dell'anteprima bolognese
Italians
Attori e regista insieme per presentare il film che esce venerdì nelle sale



(Sabato 24 Gennaio 2009)


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