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Si è aperta oggi al Palazzo dei Congressi di Roma

ArtO’_Art Fair in Open City

Seconda edizione fino al 5 aprile


di Oriana Maerini


Roma. "Come si relazionano oggi gli artisti con un sistema dell'arte che negli ultimi anni è profondamente mutato? Quali sono i metodi, le strategie e le prospettive per dare vita ad un dialogo corretto tra la produzione dell'arte contemporanea e la sua diffusione?
In un paese come l'Italia, dove il sistema dell'arte è ancora giovane e per certi aspetti fragile, gli artisti hanno bisogno di interlocuzioni chiare con musei, fondazioni, gallerie, curatori e collezionisti, su basi nuove e solide. All'interno di una società globale, la stessa definizione di opera d'arte e il suo senso etico e politico è in via di trasformazione."


Ludovico Pratesi spiega, con queste parole, il senso di ARTFAIR in OpenCity la kermesse d'arte, giunta alla seconda edizione, che si è aperta oggi al Palazzo dei Congressi dell'Eur.
Quest'anno la manifestazione si presenta totalmente rinnovata dal neo direttore artistico, il critico e curatore indipendente Raffaele Gavarro. La novità inizia dal none: non più “ArtecontemporaneamodernaRoma” ma ArtO’_Art Fair in Open City. Al nuovo nome si è accompagnato un nuovo progetto di graphic design ideato dallo Studiolow di Roma, e una nuova web architecture curata dai webmasters di Digicult.it.
L'evento ha visto anche una radicale metamorfosi della propria identità, nel doppio intento di allinearsi da una parte alle fiere emergenti internazionali più interessanti, e soprattutto cercando dall’altra di proporre un modello innovativo di fiera, in cui l’esposizione delle opere destinate al mercato fosse il risultato di una selezione e di una “tematizzazione” governata da una metodologia di tipo curatoriale.
Quarantatre gallerie da tutto il mondo - selezionate da un gruppo di curatori che hanno coadiuvato il direttore nelle scelte, mirate ad individuare situazioni emergenti e con una forte vocazione alla ricerca - sono presenti in questa fiera d’arte contemporanea


Ma non solo gallerie. Ad ArtO’ c'è anche una nutrita rappresentanza dei più importanti magazine specializzati e alcuni degli editori italiani più importanti, specializzati nella pubblicazione di saggistica dedicata all’arte contemporanea. Dalla Meltemi di Roma, a Postmedia ed Eleuthera di Milano.
Così in questa fiera è possibile fermarsi a visitare anche i desk di alcuni dei musei italiani e internazionali selezionati tra quelli più impegnati nella proposizione del nuovo emergente. Dall’ICA di Sofia al Mnac di Bucarest, dalla Műcsarnok Kunsthalle di Budapest fino alla Galleria Comunale di Monfalcone.



Fra gli artisti presenti in mostra mi hanno colpito particolarmente le "bio-geometrie" di Vittorio Valente. Artista genovese che si è sempre occupato del rapporto arte-scienza, analizzando quelle trasformazioni sociali psicologiche e culturali che le nuove scoperte scientifiche producono sul mondo e sull'uomo.
Crea, manipolando il silicone con altri materiali, elementi fantastici, partendo dall’osservazione di cellule, virus, batteri e microrganismi , concentrando particolarmente l’attenzione sul corpo umano.

"Conflitto" una bio-geometria di Vittorio Valente



(Venerdì 3 Aprile 2009)


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