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Un fanta-thriller di Fabio Morichini e Matteo Sapio

Bios

Un prodotto low budget con molta fantasia


di Mirko Lomuscio


Film indipendente italiano, anzi per essere corretti vera e propria produzione amatoriale, Bios è un prodotto alquanto curioso che spicca nel nostro panorama cinematografico.
Diretto con senso del ritmo e dell’umorismo da Fabio Morichini e Matteo Sapio, il lungometraggio è una storia di tensione con dei tratti quasi fantascientifici ambientata nella capitale italiana.
Protagonista è un uomo che accidentalmente perde la sua amata ragazza in un incidente in moto.
Passati tre anni si ritroverà ossessionato dall’idea che lei è ancora viva, complice un’organizzazione segreta che è dedita alla resurrezione di persone defunte. Aiutato da suo fratello, l’uomo si getta verso un’indagine oltre l’ignoto dove una volta scoperta la verità non si torna più indietro. Bios a prima vista ha tutti i difetti che un film amatoriale può mostrare tecnicamente:fotografia curata in modo blando, attori visibilmente non professionisti, sceneggiatura ingarbugliata e sonoro curato ai minimi livelli (complice soprattutto un doppiaggio dilettantesco).
Ma quello che colpisce del prodotto in questione è che la visione trascina e di conseguenza la storia si fa seguire.



La carta vincente dell’accoppiata di registi Morichini/Sapio è l’utilizzo dello humour, qui onnipresente fotogramma per fotogramma, a partire dall’ inconsueto utilizzo di un linguaggio prettamente romano, elemento che nel genere fantascientifico non viene, logicamente, molto usato. Una volta capite le intenzioni poco seriose nei riguardi del tutto, ci si può divertire e lasciarsi intrigare dal film grazie alla complicità di un montaggio professionalmente dosato ed elaborato. Purtroppo il filo narrativo si perde a causa di un lungo e complicato finale, quasi che i registi non sapessero come chiudere il film.
Notevole è, comunque, la resa di certe sequenze, come l’incontro quasi onirico di un tassista filosofo (scena che molto deve alle strisce di Dylan Dog), momenti cult che legano mistero e cultura romana con molta facilità e dedizione. Se riflettiamo bene l’elemento comico presente nel film non rappresenta solo la voglia di voler parodizzare un genere poco frequentato nella cinematografia italiana ma vuole essere anche un elemento di critica nei riguardi di una certa mentalità nostrana che non vuole frequentare affatto certi generi cinematografici.
Vedendo Bios viene da chiedersi quale farebbe stata la riuscita del film se fosse stato realizzato con le dovute maestranze ed un budget adeguato. Questo piccolo film indipendente dimostra che se ci sono delle ottime idee e delle buone conoscenze del mezzo cinematografico non c’è bisogno di usufruire di grandi mezzi per creare qualcosa di diverso nel cinema italiano.

giudizio: * *






(Martedì 21 Aprile 2009)


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