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Arriva nei cinema il film di Francesco Campanini

Il solitario

Omaggio indipendente al noir tricolore che fu


di Francesco Lomuscio


“Questo film nasce dalla mia passione e da quella di Luca per i film di Jean-Pierre Melville, Fernando Di Leo e Duccio Tessari; il fatto di essere indipendenti ci ha portati a diventare un po’ noi stessi Il solitario, nel senso che abbiamo ripercorso il cammino del protagonista facendo uscire il film a Parma e arrivando fino a Roma. Il personaggio di Leo Piazza, interpretato da Luca, scappa con i soldi, mentre noi siamo inseguiti dai creditori, perché è difficile oggi produrre e fare uscire un film indipendente in Italia”. Con queste parole, il giovane, classe 1976, Francesco Campanini parla ironicamente de Il solitario, suo lungometraggio d’esordio che, scritto insieme all’attore protagonista e produttore esecutivo Luca Magri e girato in Hdv in un anno e mezzo con un budget di circa 200000 euro, approda nelle sale cinematografiche italiane dopo essere stato presentato fuori concorso al Courmayeur Noir in festival 2008.
Il solitario è un noir metropolitano nudo e crudo che, con evidenti rimandi a Milano calibro 9 del citato Di Leo, si sarebbe originariamente dovuto ambientare negli Anni Ottanta, un po’ come Vivere e morire a Los Angeles di William Friedkin, ma Magri spiega: “La limitatezza di mezzi e budget ci ha costretti ad optare per la fine degli Anni Novanta, epoca sicuramente più vicina alla nostra e quindi più facile da ricostruire. Per calarmi nei panni di Leo Piazza ho rivisto tutti i film interpretati negli Anni Settanta da Alain Delon, poi, essendo appassionato di questo cinema di genere che in Italia si frequenta poco ultimamente, ho firmato anche il soggetto con Francesco e la sceneggiatura con Lucrezia Le Moli. Usciremo ogni dieci giorni in una città diversa, abbiamo cominciato con Parma e Bologna, ora siamo a Roma e andremo a Milano e in altre piazze, poi avremo la distribuzione assicurata per l’home video con la Stormovie, in quanto il prodotto è stato concepito proprio per essere visto in dvd. Anche perché, essendo andato bene in fatto di vendite Nel cuore della notte, film veramente amatoriale che, realizzato con soli 20000 euro, interpretai io, la Stormovie ha preteso che i personaggi de Il solitario si chiamassero nello stesso modo, pur essendo del tutto scollegate tra loro le vicende raccontate”.




Nel cast, oltre a Francesco Barilli, regista stracult di Pensione paura e Il profumo della signora in nero, il mitico Massimo Vanni che incarnava l’assistente Gargiulo nella serie di film incentrati sul rozzo maresciallo Giraldi/Tomas Milian, il quale, contattato inizialmente solo per fare il maestro d’armi e prendere parte a qualche scena d’azione, si è ritrovato con molta contentezza a ricoprire il ruolo di Moriero, personaggio crepuscolare e ormai stanco della vita che ama definire “un perdente”.
Mentre la parte di Santoro, cattivo di turno, spetta a Francesco Siciliano, che racconta: “Io penso che abbiano sbagliato numero e ho risposto io! Scherzi a parte, ho accettato di prendere parte a Il solitario perché in Italia fare un film è un’avventura e lo è ancora di più fare un film indipendente, perché è come organizzare un incontro tra amici al quale non sai mai chi viene o chi arriva in ritardo. Per interpretare Santoro mi sono rifatto ai cattivoni del cinema di genere che fu, una tipologia di film che oggi in Italia è diventata elitaria, in quanto, come per coloro che ascoltano i dischi in vinile, è vero che esiste una cultura di questo tipo, ma rimane di nicchia e rivolta a un pubblico particolare. Oltretutto, oggi il genere è rilegato a un’ulteriore degradazione televisiva, con i vari Distretto di polizia e simili, quindi si annacqua e diluisce in soluzioni saline molto dense per diventare divulgativo ancor più che popolare”.
Quindi, con inclusa una citazione televisiva da Zombi di George A. Romero, l’ennesima operazione a basso costo che va coraggiosamente controcorrente rispetto alla celluloide mainstream tricolore d’inizio millennio e che arriva nelle nostre sale con la benedizione di Marco Manetti dei Manetti Bros, il quale, intervenuto nel corso della conferenza stampa di presentazione del film, ha dichiarato: “Io e mio fratello Antonio abbiamo aderito volentieri alla presentazione di questo film, perché rappresenta quella che noi speriamo sia una strada per il futuro cinema italiano, ancora non battuta abbastanza. Una strada il cui obbiettivo è innanzitutto quello di ricorrere a una autoproduzione che vada al di fuori degli schemi romani, il cui sistema produttivo classico porta per esempio le cose a costare più di quanto dovrebbero effettivamente costare. Poi, come molti ormai sapranno, noi siamo per la rinascita e lo sviluppo di un cinema di genere italiano che esista e conviva con quello classico italiano e con la commedia; e questo è un film di genere senza compromessi, cosa rara nel panorama nostrano. Infine, noi stiamo cercando da anni di creare qualcosa che nel cinema italiano manca, ovvero fratellanza, alleanza e poca invidia reciproca”.














(Mercoledì 13 Maggio 2009)


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