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Debutto alla regia di Mrs Ciccone

Sacro e Profano

Il mondo si divide in angeli e diavoli


di Elena Nesti




Ci voleva Nanni Moretti per portare in Italia, dopo la presentazione al Festival del Cinema di Berlino lo scorso anno, “Sacro e Profano”, traduzione italianamente manicheista e indegna (ragion per cui si consiglia in particolare per questa pellicola la versione in lingua originale) del titolo originale Filth and Wisdom, ovvero schifo e saggezza. Veniamo al punto di partenza e di arrivo: Madonna. Dall’idea per un corto ne ha scritto una sceneggiatura e di lì ha curato regia e produzione, impegnandosi a dare la sua riconoscibilissima visione dell’ambizione, delle umiliazioni obbligate per chi vuole diventare famoso, e delle due facce della stessa moneta, Inferno e Paradiso. Perché il mondo si divide sostanzialmente in chi cerca di essere Buono e chi Cattivo.
Un triangolo composto da tre personaggi tutti dettagliatamente connotati per non dire eccessivi, ciascuno un vertice della personalità di Madonna. Quello centrale è senza dubbio A. K., interpretato da Eugene Hutz, una sorta di narratore-traghettatore luciferino e soprattutto rock, dalla testa ai piedi. Nella realtà leader dei punk-rock-gitani Gogol Bordello, acclamati dal Rolling Stone, e nel film musicista che si mantiene prostituendosi in maniera comunque “creativa” per clienti con esigenze sadomaso. Vive in un mondo fantastico, tormentato da un’infanzia in Ucraina connotata dalle botte del padre, e assiste il vicino di casa, ex-scrittore di gradissimo talento diventato cieco, che tramite la letteratura gli fornisce grandissimi spunti creativi. A. K. vive con Juliette, una farmacista il cui sogno è di andare in Africa a curare i bambini bisognosi, e Holly, ballerina classica spinta da A. K. ad utilizzare le sue “doti naturali” per guadagnarsi da vivere con la lap dance. Geniale la sequenza in cui impara finalmente a sfruttare il proprio stile da lolita improvvisando su Baby One More Time. La cornice, è la Londra multietnica che arriva a intridere nel film personaggi collaterali totalmente azzeccati e il costante umorismo sorprendentemente inglese.



Nelle note di regia Madonna confessa la maniacalità con cui ha tempestato gli addetti ai lavori di domande tecniche e con cui ha girato. Il risultato si vede, ed è folgorante.
Tutta l’impressione di un prodotto indipendente, per le trovate registiche geniali con cui ad esempio si inseriscono le musiche senza il rischio, che sarebbe a portata di mano, dell’ impressione di un “videoclip nel film”, per il budget di meno di un milione di dollari che fa onore alla produttrice esecutiva Ciccone.

giudizio:***1/2



(Mercoledì 10 Giugno 2009)


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