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Terza edizione del RomaFictionFest

Buzz Aldrin, il cowboy dello spazio

Conferenza stampa di Steve della Casa e dell'astronauta


di Pino Moroni



Conferenza stampa di apertura del RomaFiction Fest 2009. Il Direttore Artistico Steve della Casa ha ricordato ancora che i propositi di questo “Festival popolare”, aperto al pubblico, sono quelli di far vedere il meglio della fiction mondiale ed allo stesso tempo di dare spazio ai professionisti del settore ad ai loro incontri.
Il fenomeno della fiction ha sottolineato il Direttore accompagna oggi la vita di ogni giorno. La fiction è una riflessione sulla storia ed allo stesso tempo riflette i cambiamenti della vita del nostro mondo, anche con modifiche dello stesso modo di parlare.
Il programma di questa edizione, molto variegato, deriva dalla selezione e dalla scelta delle fiction più interessanti a livello nazionale ed internazionali (ben 24 nazioni coinvolte). Vengono presentate in anteprima le fiction che saranno nei palinsesti televisivi della prossima stagione e le fiction ancora in lavorazione (sezione “Lavori in corso”).
Per le fiction italiane il Festival è la migliore vetrina perché possano giungere oltre i nostri confini; per le fiction straniere il Festival rappresenta la visione d’anteprima per gli spettatori italiani.
All’Auditorium della Conciliazione saranno proiettati in cinque eventi, quattro anteprime italiane ed una inglese che racchiudono vari generi di fiction. Al cinema Adriano, invece, ci saranno vari avvenimenti. Anteprime italiane e internazionali delle fiction già realizzate, e nel settore “Lavori in corso”, proiezioni ed interviste per capire dove sta andando il mondo della fiction.
Nelle sezioni competitive: un Concorso Internazionale, un Concorso internazionale factual (documentari e docufiction) ed un Concorso fiction italiana edita. E poi Eventi speciali, e sezioni parallele, con i tradizionali appuntamenti Noon@Night.
Quest’anno la retrospettiva “Giallo in bianco e nero” raccoglie il genere giallo della televisione italiana degli anni 1954-1977, in collaborazione con Raiteche. Ci sarà anche la pubblicazione di un volume con recensioni ed interviste d’epoca.
In programma anche una serie di incontri e convegni.
I rappresentanti del WFP dell’ONU, programma alimentare mondiale che ha sede a Roma, sono presenti al Festival per presentare uno spot con Sean Penn, in favore degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite.
Per i disabili sensoriali, infine, c’è un servizio di supporto, realizzato nella sala 10 con innovazioni tecnologiche ed un programma di grande interesse, che conferma la vocazione popolare ed universalistica del Festival.

Il programma è poi entrato nell’evento mediatico più importante di tutto il Festival: una lunga e concitata intervista con Buzz Aldrin, l’astronauta che scese sulla luna quarant’anni fa, nel 1969. Aldrin era accompagnato dal regista produttore Richard Dale, dall’attore Daniel Lapaine e dal vice-Presidente della Fox Channel Italy Sherin Salvetti che hanno preparato il film Moonshot, proiettato in serata di gala all’Auditorium.
L’astronauta Aldrin ha subito affermato che ciò che il film narra sulla missione Apollo 11 che raggiunse la luna non è la realtà di come si sono svolti i fatti, e come sono descritti nel suo libro.
Comunque, dopo questo spot dedicato al suo libro, ha subito aggiunto che non era lì per criticare i film, ma per celebrare i 40 anni della avventura spaziale. Ha raccontato di quanto si sia prodigato, anche con una raccomandazione al Presidente degli Stati Uniti, per un nuovo programma spaziale, che riportasse l’uomo sulla luna dopo l’avventurosa discesa del “suo” Columbia.
Ha però anche ricordato che quarant’anni fa c’era la corsa spaziale fra USA e Russia, mentre ora solo una collaborazione mondiale potrà di nuovo far avanzare le conquiste umane sia verso la Luna, Marte od altri pianeti.
«E cosa provarono gli astronauti nello spazio e sulla luna, si sentirono più vicino a Dio?» Aldrin ha risposto che è molto difficile spiegare certe sensazioni, e che più ci si allontana dalla Terra e più ci si avvicina a se stessi, al proprio intimo, a qualcosa di diverso da ciò che si prova nella vita comune.
Nella torrenziale intervista c’è stato spazio anche per una querelle che non finisce mai: «L’atterraggio fu reale, e come si è svolto?» Aldrin ha risposto «Fu incredibile, ma accadde, ci vollero anni di selezioni e preparativi tecnici, ci vollero tutte la capacità umane al massimo, ma poi noi eravamo là per davvero, e tutto era reale». Ed ha anche raccontato di quando ha dato un pugno a che gli ha dato del bugiardo.
Un vero cowboy dello spazio, forse incompreso, ma onnipotente e sanguigno come un’antica divinità omerica.


La kermesse della fiction televisiva
Terza edizione del RomaFictionFest
A Roma e nel Lazio, dal 6 all’11 luglio

Fantascienza a basso costo made in Rome
Apollo 54
Intelligente satira di genere



(Martedì 7 Luglio 2009)


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