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A Londra: "Britain learns to Rock!"

Barbican Rock

La nascita del Rock in Inghilterra


di Piero Nussio


Forse è stato l’insperato successo di I love Radio Rock, o magari il vuoto dell’attuale mercato musicale, ma il Rock degli anni ’60 gode di un insperato revival.
In Inghilterra, la nazione per cui trasmetteva “Radio Rock”, e da sempre la fonte del rock europeo, la mania del Rock anni ’60 ha trovato in questo periodo anche l’avallo del famoso Barbican Centre di Londra, ossia il paludato centro artistico della City dove si esibisce la London Symphony Orchestra e la BBC Symphony Orchestra.
Ora le sacre mura del Barbican hanno ospitato, oltre alle musiche di Mozart e Haydn, un ciclo di film che è andato alla ricerca della diffusione del Rock in Inghilterra, in quei caldi anni (fine anni ’50, inizio anni ’60) che videro nascere il Rock and Roll prima a Memphis, Tennessee, negli USA, ma subito dopo a Londra, nel Regno Unito.

Del 1956 è Fan Fever (UK, regia di Peter Morley), un medio metraggio di 25 minuti con le prime immagini dei teenager che urlavano ad ascoltare i primi divi del Rock, e i cantanti inglesi e americani discutono del nuovo fenomeno sociale.

Rock you sinners (1957)


Rock you sinners (“Fate il rock, peccatori”, UK, regia di Dennis Kavanagh) è un film a soggetto dell’anno successivo , realizzato da un esperto di film musicali, nel quale si racconta di un disc jockey che tenta di realizzare una trasmissione televisiva con i gruppi Rock. Così nel film appaiono i primi gruppi inglesi dediti alla nuova musica: Art Baxter and His Rockin' Sinners, Rory Blackwell and the Blackjacks, Don Sollash and His Rockin' Horses, Art Baxter and His Rockin' Sinners, George 'Calypso' Browne e Dickie Bennett.

Il 1958 è l’anno in cui l’Inghilterra ha imparato il Rock (come dice il titolo della rassegna cinematografica del Barbican: Britain learns to Rock!): Calling all cats (UK 1958, regia di Alfred Shaughnessy), Violent playground (UK 1958, regia di Basil Dearden) e These dangerous years (UK 1958, regia di Herbert Wilcox) son tre film, diversi fra loro che danno conto di come la mania del Rock and Roll sia scoppiata in Albione.

Calling all cats (1958)


Il primo, Calling all cats, è un musical -derivato da una serie di successo della BBC- che ambienta su un treno una di quelle storie agrodolci tipiche di quegli anni, con un cantante alla ricerca di fama che va a Londra per sfondare nel mondo della musica leggera. Tra le star che lo aiutano in questa scalata c’è Petula Clarck, i John Barry Seven, i King Brothers e Lonnie Donegan, tutto il panorama della musica inglese del tempo.

Se “Calling all cats” prendeva ispirazione da Rock around the clock (USA 1956), Violent playground trae spunto dall’altro filone del film Rock, quello originato dalle storie drammatiche come Blackboard Jungle (“Il seme della violenza”, USA 1955), Rebel Without a Cause (“Gioventù bruciata”, USA 1955) e Jailhouse Rock (“Il delinquente del rock ‘n’roll”, USA 1957). Come negli ispiratori americani, il film Violent playground (in Italia fu distribuito col titolo “L’incendiario”) ambienta l’azione fra i teenager di una scuola di Liverpool e narra le preoccupanti gesta del protagonista che va in classe con una pistola e vuole bruciare l’istituto, mentre l’agente Truman (Stanley Baker) e un sacerdote (Peter Cushing) tentano di recuperare il teppista ed evitare che faccia del male a sé e agli altri. La storia del film è emblematica, con i disadattati sociali, l’ambiente scolastico, il poliziotto ed il prete. Se si aggiunge l’ambientazione a Liverpool (che sarà la terra dei Beatles e degli Stones), il paradigma è perfetto.

Violent playground (1958)


Lo stesso stupore deve aver colto i buoni sudditi britannici che vedevano “molto pericolo” in un film come These dangerous years (“Gli anni pericolosi”), sui problemi del cantante rock-melodico Frankie Vaughan alle prese con il servizio militare ed il successo con le belle donne. Mi viene in mente il nostro inossidabile Gianni Morandi e tutto il gossip con Laura Efrikian, ma a Liverpool le cose erano un po’ più violente e pericolose che non dalle nostre parti più pacioccone.
La rassegna del Barbican si conclude sui film rock del 1960: Never let go (UK 1960, regia di John Guillermin) e Expresso Bongo (UK 1960, regia di Val Guest). Sono passati solo due anni, ma il clima è totalmente diverso dai film precedenti: siamo a Soho, e non più a Liverpool, ed il Rock si è ormai affermato nei gusti di tutta la giovane generazione.

Expresso Bongo è interpretato da Cliff Richard, giovane rocker nella finzione e nella realtà. Nel film viene scoperto in un sordido locale di Soho, e le scene di spogliarello mostrate per la prima volta fecero un grosso effetto sul pubblico inglese, così come il personaggio del manager musicale (Lawrence Harvey) servì da modello al manager dei Rolling Stones, anche loro maestri di ogni trasgressione.

Expresso Bongo (1960)


Never let go (“I gangsters di Piccadilly”) vede fra gli interpreti I nomi importanti di Peter Sellers, Richard Todd e Adam Faith ha anch’esso scene di nudo femminile, di ambienti poco raccomandabili e di violenza, ma il tutto è reso accettabile da uno humour sottile e dall’accoppiata musicale di Adam Faith e John Barry. Il cantante e il musicista che l’anno prima avevano realizzato Beat Girl, un altro dei caposaldi del cinema rock inglese di quegli anni (con Christopher Lee e Oliver Reed, fra i tanti).

La scena rock inglese si andava così costruendo, dopo i precursori, con registi di buona fama (Val Guest per “Expresso Bongo” e John Guillermin per “Never let go”) e prodotti provocatori, che giocavano con la trasgressione e infrangevano le regole, per un successo mondiale. Di lì a poco sarebbe arrivato, con i Beatles e gli Stones il successo planetario della “Swinging London”, che trasferiva dagli angiporti di Liverpool ai quartieri “malfamati” della capitale tutta una forza trasgressiva resa attraente e patinata per i giovani di tutto il mondo. L’Inghilterra aveva imparato il Rock e da quel momento lo avrebbe insegnato a tutto il mondo…


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(Venerdì 31 Luglio 2009)


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