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Il nuovo film di Michael Winterbottom

Genova

Cartolina genovese con tinte noir


di Oriana Maerini


Con Genova, il suo ultimo film, Michael Winterbottom sembra seguire le orme di altri grandi registi (Wim Wenders e Woody Allen) che recentemente hanno costruito trame per giustificare la pubblicità più o meno esplicita a favore di città. Il regista diventato famoso per i coraggiosi docu-dramma politici come Welcome to Sarajevo, Road to Guantanamo, Cose di questo mondo ha girato un lungo spot intorno al capoluogo ligure. Luogo che rappresenta per i protagonisti l’inizio di una nuova vita dopo aver subito un grande lutto familiare. Joe (Colin Firth) e le sue giovani figlie Kelly e Mary lasciano Chicago dopo la morte della madre. Complice di questo trasferimento è Barbara, una vecchia compagna d’università di Joe che gli fa ottenere un lavoro come professore universitario. Ma l’elaborazione del lutto non è semplice e i tre componenti della famiglia reagiscono in modo diverso e complesso. Joe si preoccupa delle figlie ma tenta di superare la crisi accettando le avances di una sua allieva, Kelly, in piena crisi adolescenziale si ribella al padre, amoreggia con diversi ragazzi “indigeni” ed è sempre più infastidita dal dover badare alla sorella minore. Quest’ultima è la più problematica perché si sente responsabile della morte della madre di cui crede di vedere aggirarsi il fantasma nelle vecchie case e negli stretti vicoli di Genova. L’ispirazione per il film, di cui Winterbottom è autore anche della sceneggiatura insieme a Laurence Coriat, è venuta a al regista in seguito a una visita della città risalente ad alcuni anni fa. Winterbottom afferma anche di aver preso ispirazione anche dal romanzo di Marguerite Duras “Moderato Cantabile”, ambientato in una città portuale. Infine, avendo anche lui due figlie voleva raccontare la storia di un padre di due ragazze. Il risultato è una pellicola ben girata ma con un impianto narrativo banale e poco pregnante. Certamente uno dei film meno riusciti di Winterbottom.



Il regista non rinuncia, però, alla sua cifra. Anche per Genova ha voluto il fidato direttore della fotografia Marcel Zyskind, è ha usato la camera a mano e la presa diretta. Spesso le inquadrature seguono la scena per tutta la sua durata e le scene sono girate in successione. Winterbottom usa la luce naturale ogniqualvolta è possibile al fine di per permettere agli attori e alla macchina da presa di muoversi liberamente. Così la città ligure è presentata in una sorta di iperrealtà; vicoli bui, e sporchi, umanità variegata e sfuggente, chiese misteriose, case sontuose e decadenti. Un’atmosfera noir molto evocativa che richiama intenzionalmente il classico di Nicholas Roeg “Don’t Look Now”, girato a Venezia. Il lato patinato, da promozione turistica, appare, piuttosto nelle scene balneari e nelle descrizioni didattiche dei luoghi storici della città. Ottima la scelta e la direzione degli attori. Oltre a Colin Firth troviamo Catherine Keener (Into the Wild) nel ruolo di Barbara, e Hope Davis (A proposito di Schmidt) in quello di Marianne. Anche le due ragazzine vantano una buona esperienza a dispetto della loro età. Willa Holland aveva recitato in ‘The O.C.’ mentre Perla Haney-Jardine ha recitato in film come Kill Bill 2 e Spiderman 3.

giudizio: * *

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(Martedì 13 Ottobre 2009)


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