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L'ultimo spettacolo di Alfiero Alfieri

Che vita difficile!

Al Teatro Anfitrione di Roma fino all'8 novembre


di Oriana Maerini


Alfiero Paliani, in arte Alfiero Alfieri può essere considerato come l’ultimo baluardo del teatro dialettale romano, un genere ormai in via d'estinzione che, sopravvive grazie al cuore ed alla tenacia di questo grande attore. Ora con la compagnia "Ponte mollo" porta in scena, al teatro Anfitrione di Roma il suo ultimo spettacolo: Che vita difficile. La storia si snoda attorno alla, non poco patriarcale, famiglia Anselmi composta da papà Natale (Alfiero Alfieri), mamma Pasqua e i figli Lena e Franco.
L'inizio della commedia sembra voler disegnare una tipica, tranquilla famiglia degli anni '60, ma ben presto emergeranno gli "altarini" della piccola di casa. Lena ha avuto un figlio prima del matrimonio. Occorre dirlo a papà Natale, rigido e all'antica, ma con un cuore d'oro. Franco, il figlio, decide di sostituirsi a Lena fingendosi lui il figlio fedifrago. Mamma Pasqua si dispera. La disinvoltura di Franco che spiega l'accaduto al papà innesca una serie di gags da risate a getto continuo. Si scatena poi il finimondo quando arriva un ospite inattesa, la futura suocera Matilde. Per far venire a galla la verità esploderanno equivoci a catena, impennate comiche...fino alla doppia sorpresa finale...
Quello che più mi ha sorpreso è stato vedere a teatro la presenza di molti bambini. Si, perchè il teatro di Alfieri usa linguaggio dialettale non volgare. Coinvolge il suo pubblico e lo diverte (soprattutto nella seconda parte) con una serie di allusioni argute che non disturbano ma fanno colore. Portano alla memoria uno stile di vita ed una Roma quasi sparita che riesce a commuovere chi come noi è immerso in una capitale sempre più involgarita e trasandata. Ma non basta. L'istrionico Alfieri riesce a creare un'atmosfera d'insolita intimità coinvolgendo direttamente il "suo" pubblico e crea uno spettacolo nello spettacolo. A sorpresa comincia a dialogare con le persone in sala: le stuzzica, le seduce con suo modo da finto burbero. Questo stile d'improvvisazione non è altro che un'eredità traslata dal suo primo maestro: Aldo Fabrizi. Vedere il suo spettacolo riserva sempre delle sorprese: ogni volta che sale sul pacoscenico spiazza tutti improvvisando battute sempre nuove. Il suo teatro diverte con quadretti di vita semplice ed il suo personaggio è il romano d'altri tempi. Alfieri Alfieri fa ridere nello spettacolo ma alla fine, prima che il sipario cali, commuove tutti con il suo accorato appello finale: passate parola, dite a tutti che questo teatro vi diverte. Aiutatemi a non farlo sparire, a non disperdere la tradizione. Se riesco a restare in questo teatro, il prossimo anno, metterò in scena nuovamente il marchese del Grillo.
Noi, nel nostro piccolo, abbiamo accolto la sua richiesta.



(Giovedì 29 Ottobre 2009)


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