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Il penultimo horror di George Romero

Diary of the dead - Le cronache dei morti viventi

Un attacco ai media realizzato col giusto senso della critica


di Mirko Lomuscio


Dopo la presentazione al festival di Venezia 2009 della sua ultima opera, Survival of the dead (sesto capitolo della famigerata saga dei morti viventi ancora inedito da noi), George A. Romero (La terra dei morti viventi) ora si affaccia nelle nostre sale italiane con quello che rappresenta il capitolo precedente al film su citato: Diary of the dead-Le cronache dei morti viventi.
Tutto ruota attorno al girato di un documentarista di nome Jason Creed (Joshua Close) che, insieme ad un gruppo di persone, mentre gira un film horror apprende la notizia di un'imminente epidemia che fa tornare in vita i morti. La troupe, in fuga per il paese alla ricerca di un rifugio sicuro, andrà incontro ad una serie di pericoli causati dalla forza divoratrice dei vari esseri resuscitati. Ma Jason riesce a filmare tutto, affinché questi eventi siano di monito a chi sopravviverà a tale apocalisse.



Uscito in sordina solo ora, dopo due anni di gestazioni problematiche delle case distributrici italiane, Diary of the dead-Le cronache dei morti viventi rappresenta per il regista Romero un nuovo punto di partenza per il suo discorso aperto più di quarant’anni fa con il capolavoro La notte dei morti viventi.
Ma nonostante tale premessa il film non si discosta molto dalle tematiche e dal punto di vista dei suoi predecessori, tant’è che il caro e vecchio George non può fare a meno di parlare delle situazioni sociali e politiche del nostro mondo anche in questa occasione.
Nonostante sia contemporaneo al suo simile catalano (ma giusto nella trovata estetica di girare il tutto in digitale e in soggettiva) [rec] dell’accoppiata Balaguerò/Plaza, Diary of the dead-Le cronache dei morti viventi sa discostarsi altamente da certi paragoni e mette subito il punto sulla sua importanza tematica. In questo film ad essere presa di mira stavolta è la rete dell’informazione, precisamente quella delle reti internet. Ciò che sta tanto a cuore dire per Romero è che la razza umana, davanti a disgrazie e tragedie come quelle descritte nel suo film, agisce in senso dovuto solo se documentata nel modo giusto, non tramite le manipolate notizie dei media ma bensì attraverso riprese amatoriali visibili anche via internet.
E per trasmettere tutto ciò lo fa realizzando un falso documentario interpretato da una serie di volti sconosciuti e infarcendo l’intero video di orripilanti effetti speciali gore che, nonostante alcuni realizzati in un digitale grezzo, non possono far a meno di raccapricciare.
Un attacco ai media realizzato col giusto senso della critica e trasposto col totale ingegno del saper raccontare, certo non all’altezza di alcuni suoi predecessori (La notte dei morti viventi, Zombi e La terra dei morti viventi) ma pur sempre un film horror degno di nota, e con Romero non potrebbe essere altrimenti.
Insomma per i fan del genere Diary of the dead-Le cronache dei morti viventi è un appuntamento da non mancare e nonostante la limitata distribuzione nelle nostre sale ( ma avrà un’uscita uscita video come si deve) se ne consiglia vivamente la visione.
Perché questo, come usa dire il protagonista Jason Creed del suo documentario, è un film che deve essere visto assolutamente.

giudizio: * *1/2




(Martedì 3 Novembre 2009)


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