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Lungometraggio fatto di gag slapstick per adulti e bambini

Piovono polpette

Phil Lord e Christopher Miller spingono il pedale sulla demenzialità


di Mirko Lomuscio


Ormai l’animazione 3 D è più di un esperimento portato con successo nelle sale cinematografiche, è un genere approvato a tutto campo che sta godendo di consensi sia dal pubblico dei grandi che dei più piccoli.
Ultima fatica di tale campo è Piovono polpette, lungometraggio d’animazione ad alto budget (100 milioni di dollari, parecchi per il tipo di film) che, per divertire, non risparmia l’utilizzo di una comicità demenziale.
La vicenda è ambientata in un immaginario paese degli Stati uniti, un’isola nel mezzo dell’Oceano Atlantico che ha per città un luogo incentrato sul commercio delle sardine in scatola, unico cibo di cui la popolazione possa nutrirsi.
Quii vive il giovane Flint Lockwood, un inventore pieno di speranze che non fa altro che combinare guai a non finire, anche col rischio di perdere fiducia da parte del suo amato padre.
Un giorno il ragazzo però farà la scoperta che porterà la felicità nel suo paese: una macchina capace di poter trasformare l’acqua in cibo.
Una volta lanciata verso il cielo, tale invenzione farà si che sul posto, in sostituzione della pioggia, cadano continuamente solo cibarie di ogni tipo, dalla carne ai dolci, dalle salse alle bevande.
Un miracolo del cielo del quale Flint verrà ritenuto come unico responsabile. Da qui le cose andranno bene per la città, ma quello che la gente non sa è chi il macchinario a lungo andare comincia a fare capricci ed una volta arrivati oltre sarà troppo tardi fermare la catastrofe.
Starà a Flint, insieme alla reporter stagista Sam Sparks, fermare l’inevitabile, anche a costo di lasciarci la pelle.



Piovono polpette è un lungometraggio fatto di gag slapstick e battute continue che non appartengono solo al mondo dei più piccoli, ma anche quello dei più grandi.
E’ un continuo susseguirsi di situazioni esilaranti che sfruttano le caratteristiche di ogni singolo personaggio (dal sindaco ingrassato, al poliziotto nero e deciso, fino al malinconico personaggio del padre del protagonista), tutti in fila delineati solo come ormai il mondo dell’animazione sa fare.
Comunque il film non può considerarsi tra i migliori prodotti creati nel campo dei cartoni d’ oggi; i registi Phil Lord e Christopher Miller (Shrek terzo) spingono il pedale sulla demenzialità e il citazionismo, mettendo alla berlina il genere catastrofico con riferimenti a film come Twister e Armageddon-Giudizio finale. Esagerano, però, con l'utilizzo di un umorismo ingombrante e poco comprensivo per il pubblico più giovane.
Piovono polpette sembra essere più una parodia del genere animato in se; forse un passo avanti verso qualcosa di rivoluzionario nel campo, ma qui è usato abbastanza in modo superficiale e poco comprensibile.
Comunque sia si ride e si passa volentieri un’ora e mezza di assoluto divertimento, ma la pellicola pone una domanda: è giusto sponsorizzare contro la fame (il film qui presente è sponsor di una campagna contro il digiuno forzato nel terzo mondo) un film dove di cibo ce n’è così a sazietà al fine da far venir voglia di mangiare ininterrottamente?
Almeno negli intenti umanitari un po’ di buon senso non guasterebbe

giudizio: * *



(Mercoledì 23 Dicembre 2009)


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