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Il maestro del cinema civile apologa contro tutte le mafie

Il Bif&est premia Francesco Rosi

Dieci Inverni e Good Morning Aman premio ex aequo


di Roberto Leggio




Bari “Il sud si deve conformare al nord e trovare una dignità storica.” Parole pesanti, ma piene di significati intrinsechi. A dirle è stato Francesco Rosi, maestro del cinema di denuncia civile: napoletano e meridonale doc: il quale ha ricevuto dalle mani di Luigi Lo Cascio il premio il Fellini 8 ½ al Bari International Film sul palcoscenico del rinato Teatro Petruzzelli. “Essere premiato in questo luogo, che fu incenerito da mani “mafiose” è un grandissimo privilegio”. Ha continuato in una sorta di apologo al pubblico presente in sala. “Questo teatro è un simbolo, di come le cose possano cambiare. Il sud deve lasciarsi alle spalle la cultura mafiosa, sia che si tratti di Cosa Nostra, della Camorra o della Sacra Corona Unita. Solo in questa manierà potrà paragonarsi al Nord.” E per dare più peso al suo discorso, Rosi, ha raccontato un episodio avvenuto durante la rivolta giacobina di Napoli del 1799. “I Giacobini scesero in piazza tentansdo di portare il popolo dalla loro parte. Ma i “Lazzari”, i Camorristi di allora, li presero, li imprigionarono, poi li bruciarono vivi e quindi li mangiarono. Proprio così, li mangiarono, per far capire al popolo che nessuno doveva mettersi contro il potere.” Le parole sono come pietre e arrivano direttamente al cuore. L'applauso è d'obbligo, la standing ovation è più di un omaggio al grande maestro.

“La nostra storia è piena di sangue e sopprusi. E uno dei compiti principali della televisione di stato è quella di mandare sempre in onda i film che hanno raccontanto le brutture dell'Italia. E' un dovere civile, per far capire ai giovani dove si annida il male e soprattutto incentivare i nuovi registi a raccontare ancora e con più passione i mali del nostro paese”. Un'ovazione ha accompagnato la sua uscita di scena. Ma la serata al Petruzzelli non si è solo focalizzata sul Rosi e sul suo ragionevole sfogo antimafioso. Giovani cineasti italiani sono stato premiati per i loro lavori che fanno prevedere un ottimo futuro al nostro cinema. Trionfo annunciato per il documentario di Pietro Marcello La Bocca del Lupo, vincintore anche al festival di Torino, mentre al miglior cortometraggio è andato a L'altra Metà di Pizzo Mezzapesa. Per i lunghi il premio intitolato a Francesco Laudadio è andato ex-aequo a Dieci Inverni di Valerio Mieli e Good Morning Aman di Claudio Noce. Entrambi emozionatissimi hanno ringraziato i loro produttori che hanno creduto nella riuscita dei loro lavori. La sesta giornata del Bif&st ha comunque concrettizato il suo successo, in quanto il pubblico è molto partecipe e sale sempre piene (Il multisala Galleria ed il Cinema Kursall). Segnale inequivocabile che esiste una richiesta di buon cinema italiano e d'autore. Ed il Bif&st con la sua vetrina di cortometraggi, documentari e fiction per la televisione, ha vinto la sua sfida.



(Venerdì 29 Gennaio 2010)


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