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Solo uno spettacolone infarcito di effetti speciali

Scontro fra Titani

Remake dell'omonimo film girato ora da Leterrier


di Mirko Lomuscio


Nei primi anni ’80 uscì nelle sale Scontro di Titani, un’opera fantastica che traeva spunto dalle mitologie greche e che è ricordata soprattutto per l’utilizzo degli effetti speciali stop motion del leggendario Ray Harryausen, anche perché di meriti artistici ne ha ben pochi (Gli argonauti era ben altra cosa).
Ora che Hollywood ha preso gusto a riproporre blockbuster incentrati sulle gesta dell’antica Grecia (Troy, Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo: il ladro di fulmini), spunta, inevitabilmente, un remake del succitato film: Scontro tra titani di Louis Leterrier (L’incredibile Hulk) che promette spettacolo e intrattenimento, con una massiccia dose di effetti speciali digitali. In un’ambientazione mitologica simile alla Terra di mezzo de Il signore degli anelli, i protagonisti di questo film sono coinvolti in una serie di rocambolesche avventure, intraprendendo un viaggio che per obiettivo ha la salvezza dell’umanità. Lo scopo della missione è quella di fermare Zeus (Liam Neeson) che, infuriato contro l’ira della popolazione greca rivolta verso di lui, ha tutta l’intenzione di mettere fine alla razza umana. Aiutato dal diabolico Ade (Ralph Fiennes), il re dell’Olimpo promette di radere al suolo la terra, ma ciò che al primo interessa è quella di impadronirsi dei poteri necessari per poter diventare il padrone assoluto.
Un gruppo di audaci mortali è mandato a fermare questa catastrofe ed a capo di loro c’è il giovane Perseo (Sam Worthington), uno sconosciuto venuto dai mari nonché figlio carnale del Dio Zeus.
Il tragitto è costellato di minacce e pericoli, creature di altri mondi ed esseri abominevoli daranno loro filo da torcere, ma così facendo ci sarà anche modo di scoprire se per la razza umana c’è una via di salvezza.



Il francese Leterrier ci abituò a ben altro in fatto di intrattenimento. I suoi precedenti film d’azione ci avevano regalato giocattoloni come Tranporter extreme o pellicole che miravano anche al sentimentalismo come Danny the dog, per non parlare del riuscito L’incredibile Hulk.
Questa sua ultima fatica non si allontana molto dall’essere solo bieco intrattenimento. L’esito finale non è dei più lusinghieri: personaggi tagliati con l’accetta, frasi fatte a iosa, partecipazioni di attori di rilievo come Neeson e Fiennes ridotte a qualche entrata ed uscita di scena ai limiti dell’accettabile. Rimane solo la spettacolarità creata grazie ai numerosi effetti speciali digitali inscenati come ormai siamo abituati a vederli da tempo che non fanno rimpiangere il mitico stop motion del capostipite. Per ultimo aggiungiamo anche che il tutto è proposto nell’attuale e immancabile visione con occhialetti a tre dimensioni, ma cui, sinceramente, si potrebbe anche fare a meno.

giudizio: *



(Mercoledì 14 Aprile 2010)


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