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La Forza della Musica e la voglia di vivere

I Gatti Persiani

Un sasso lanciato contro l'oscurantismo.


di Roberto Leggio


La potenza della musica, la voglia di vivere (e di fuggire) della gioventù e l’oscurantismo del governo teocratico. Il trinomio riassume in maniera essenziale il senso di questo film iraniano molto “fuori” dalle righe. Si parla di voglia di vivere liberamente e di poter sognare di “andarsene” in giro per il mondo a suonare la propria musica. Il problema che in Iran la musica rock è vietata e i musicisti devono esibirsi in clandestinità con il rischio di pene severe. Bahman Ghobadi, regista curdo, con alle spalle un film importante come Il Tempo dei cavalli ubriachi e una serie di documentari sulla condizione dell’Iran di oggi, ci porta all’interno della scena underground di Teheran, filmando un “rock movie” dove il coraggio e l’urgenza di raccontare una realtà minata dall’oscurantismo, sono i cardini su cui ruotano le vicende di una coppia di giovani da poco usciti di prigione che hanno l’intento di mettere su un gruppo ed emigrare in Europa (un concerto a Londra) per suonare liberamente la loro musica. Con piglio quasi documentaristico, i due entreranno in contatto con un vitale “mondo nascosto” di strumentisti e falsari di documenti, tutti in costante pericolo.


Anche se il tono è ironico e leggero, il tema è pesante. Anzi pesantissimo. Il randagismo dei due ragazzi nei “sotterranei”della musica (con le sue band clandestine e le sue feste proibite) è soprattutto un viaggio nell'Iran di oggi, diviso tra una forte impronta laica (nel film nessuno prega o si appella al Corano) ed un governo capace di spedirti in galera per un nonnulla.E non è da meno, sul come la telecamera si infila tra le strade di una città, da una parte scintillante e dall'altra sporca e poverissima. Una dicotomia quasi incolmabile, dove la cultura “pop” è costretta a sopravvivere attraverso tantissimi sotterfugi e compromessi. Il film, girato in soli diciotto giorni, con attori non professionisti (quasi tutti sono veri musicisti underground), è costato a Bahman Ghobadi l'esilio. La sua opera non verrà mai proiettata nel suo paese, perchè è un vero è proprio urlo alla libertà di espressione. Infatti I Gatti Persiani non sono altro che i giovani artisti, malvoluti dal governo, perchè con la loro arte (cinema, letteratura, poesia, musica) potrebbero destabilizzare il sistema degli ayatollah. E se ciò accadesse aprirebbe una breccia all'oscurantismo. E allora le cose sarebbero diverse... per sempre.

Giudizio ***



(Giovedì 15 Aprile 2010)


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