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63° Edizione per Cannes

Et voilà le Festival...

Cinema a trecentosessanta gradi di qualità


di Roberto Leggio


Mai come quest'anno il Festival di Cannes si riserva di rivelare tutti i film in concorso. Manca poco all'apertura del Festival del Cinema più bello del mondo (che si terrà dal 12 al 23 Maggio), è ancora, mentre scriviamo sappiamo solamente una porzione delle opere che si gareggeranno la Palma per il miglior film. L'unica cosa certa è che il cinema italiano avrà una presenza risicata, in quanto, solo La Nostra Vita di Daniele Luchetti, ha avuto il privilegio di essere selezionato in concorso ufficiale, Le Quattro Volte di Michelangelo Frammartino concorrerà nella Quinzaine des Relisateurs, come opera di cinema indipendente ed innovativo; e che il polemico Draquila di Sabina Guzzanti è stato inserito fuori concorso. Forse si tratta della solita storia che il nostro cinema non è meritevole di una vetrina del genere. Ma è anche vero, che nel panorama nostrano, piccoli (e grandi) talenti ultimamente stanno ridando linfa ad un cinema in perenne afasia. La cosa interessante invece, e che Giovanna Mezzogiorno e Alberto Barbera, faranno parte della giuria, quest'anno capitana da Tim Burton. E su questo piano vedremo cosa accadrà alla fine, in quanto film visionari non ce ne sono. Con molta probabilità avere Burton come presidente della giuria, darà la vittoria ad un film di “rottura”, magari in bilico tra il cinema popolare e quello d'autore. Ma d'altronde Gilles Jacob l'aveva annunciato: “questo sessantatreesimo Festival, sarà più innovativo, con opere diametralmente opposte”. In pratica un cinema a trecentosessanta gradi.

Molti gli “autori pesanti” in gara, a cominciare da Alejandro Gonzales Inarritu, che presenta Biutiful, un dramma improtato su un criminale che si ritrova a confrontarsi con il suo miglior amico d'infanzia, diventato nel frattempo un poliziotto. Il film è interessante in quanto è il primo non scritto da Gullermo Arriaga ed è interpretato solamente da attori spagnoli (Javier Bardem) e messicani. Ambientazione tutta italiana e attori internazionali, invece per Abbas Kiarostami, che con Copie Conforme racconta una storia d'amore “letteraria” tra uno scrittore inglese e una donna francese (Juliette Binoche), nella la magia toscana di San Giminiano. Di tutt'altro stampo Outrage, il nuovo film di Takeshi Kitano, che torna a parlare di violenza ed onore con il suo solito sguardo quasi fanciullesco. Più terreno e spiazzante è invece Another Year di Mike Leigh, con Jim Broadbent e Imelda Staunton. Nikita Mikhalkov si confronta con la seconda guerra mondiale, con un dramma bellico improntato su un ufficiale russo miracolosamente sopravvissuto alle purghe staliniane. In grandi linee è una sorta di sequel di un suo vecchio fim del 1994, con lo stesso protagonista ripreso però dieci anni dopo.Film in costume invece per Bertrand Tavernier,che con La Princesse de Montpensier, narra le passioni ed il tragico destino di una ricca erede di un regno di Francia, percorso nel 1562 dalle guerre di religione. A cento e uno anni, Manoel de Oliveira si confronta con il ricordo (ed l'elaborazione del lutto) attraverso alcune "particolari" fotografie su commissione con O Estranho Caso de Angelica.

Drammatico, attuale e proletario è l'affresco che Daniele Luchetti da alla sua opera La Nostra Vita, interpretato da Elio Germano e Raul Bova. Si racconta di un uomo (Germano) che per sopire un lutto “importante” cerca di fare soldi attraverso imprese azzardate, al limite della legalità. In sottotraccia l'immagine dell'Italia di oggi, destinata ad arrangiarsi come può. Polemico ed irriverente sarà Draquila della Guzzanti, istant movie che sposa la tesi che il terremoto dell'Aquila abbia dato più popolarità a Berlusconi. Si parla di giro di appalti, di false promesse congegnate ad arte per ridare credibilità al leader, all'epoca dei fatti in caduta libera. L’opera ha già scatenato malumori nelle alte sfere di governo, in primis Guido Bertolaso, che si è sentito piccato, in quanto parte in causa con la protezione civile. Sono proprio di queste ore le sue esternazioni sul film, “in quanto l’Italia a Cannes farà una brutta figura, dato che la Guzzanti ha raccontato una delle tante verità sulla vicenda”. Forse Bertolaso vorrebbe fugare del tutto i dubbi sugli scandali legati alla gestione dei Grandi Eventi che gli pendono addosso. In pratica, tutto quello che si nasconde dietro alle “belle facciate” delle casette date ai terremotati e la tanto “sbandierata” ricostruzione di una città totalmente distrutta. Staremo a vedere come reagirà la stampa estera (che ormai sulle nostre “malefatte” ha le orecchie tese) e la critica internazionale su una materia così scottante.

Per tornare al festival sono da segnalare anche due attori approdati dietro la macchina da presa. Primo fra tutti Mathieu Almaric (considerato il nuovo Jean-Pierre Leaud), selezionato in concorso con Tournèe e Diego Luna con Abel come evento speciale. Ghiotta invece la selezione dei fuori concorso. Woody Allen torna a girare a Londra con You will meet a tall dark stranger, un film il bilico tra il dramma e la commedia, con al centro una famiglia e i soliti problemi di relazione. Olivier Assayas presenterà Carlos, storia di un rivoluzionario venezuelano nella sua lotta contro l'Opec, mentre Stephen Frears ci regala una commedia tutta britannica dal titolo Tamara DreweGordon Gekko, squalo della finanza nel memorabile Wall Street. Dopo ventitre anni passati in carcere, l'ex finanziere tornato in libertà cerca di riappacificarsi con la figlia, che lo colpevolizza di essere stato il responsabile del suicidio dell'uomo che amava. E per farlo, e farle capire che è cambiato, si prenderà “cura” di un giovane amico suo, piccolo rampante della finanza. Il titolo è eloquente, Wall Street – Money Never Sleep, ed il regista è sempre Oliver Stone, incazzato più che mai nei confronti della grande finanza newyorkese, colpevole secondo il regista della grande crisi che si abbattè sugli Stati Uniti lo scorso anno. Il film di apertura, invece, sarà Robin Hood diretto da Ridely Scott ed interpretato da Russel Crowe. La leggenda dell'arciere che rubava ai ricchi per dare ai poveri, qui è un bel po' diversa. Scott ha detto che in questo film si vedrà come andarono "veramente" le cose: Robin Hood era un sorta di delinquente passato dalla parte della giustizia una volta tornato a casa dalle crociate. Lady Marian questa volta è interpreta da Cate Blanchett. Quindi la curiosità è tanta per un film che alla sua prima sceneggiatura vedeva lo sceriffo di Nottingham essere dalla parte "giusta". E per finire sprechiamo due parole sul cinema internazionale in sé. La presenza americana è inferiore degli altri anni, mentre la maggior parte è stata prodotta in Inghilterra. Segnale forte che dovrebbe aprire una riflessione sul cinema europeo in genere. La Gran Bretagna, con le sue produzioni, sta permettendo una nuova epifania la cinema che verrà. Non è quindi male pensare a Cannes come una vetrina sempre in anticipo sui tempi. E non è detto che proprio dalla fucina del Regno Unito, possa uscire qualcosa di esplosivo. Il cinema è qui per farcelo sognare.

Un nuovo j'accuse di Sabina Guzzanti
Draquila- L'Italia che trema
Pellicola fuori concorso a Cannes



(Mercoledì 5 Maggio 2010)


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