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Premio speciale Excellence alla Romafictionfest

Conferenza stampa di Claudia Mori

Sembra ritornare all’impegno civile degli anni ’60


di Pino Moroni


Veder arrivare, sull’orange carpet, la matura signora Claudia Mori, dimessa dietro gli occhiali scuri e ben messa nel suo vestito anni ’50, è stato, per chi la conosceva giovane al cinema, uno shock temporale.
Poi, trovato il suo pulpito sul palco, è venuta fuori la ancora giovanile, appassionata, intelligente produttrice, che il successo se lo guadagna tutto con il coraggio, l’impegno e la fatica.

Si sente, nel panorama attuale, che lei ha ancora qualcosa da dire di qualità, con molta, molta polemica, sulla società che viviamo e sui media, soprattutto sulla gestione RAI.
La sua serie Un corpo in vendita di sei puntate sulla violenza alle donne, diretta da Liliana Cavani, Margarethe Von Trotta e Marco Pontecorvo è stata ridotta di due puntate dal direttore della RAI, cancellando quelle sulla pedofilia e un'altra sulla tratta delle nigeriane.
La Mori ha fatto capire che c’è ancora la censura in RAI, perché anche con C’era una volta la città dei matti (miniserie dedicata alla legge Basaglia) ha avuto difficoltà ad andare in onda, con poi buon successo.
Quindi non è vero, ha aggiunto, che il pubblico non vuole prodotti impegnati, di qualità, di informazione. E lei è disposta ad accettare le sfide, ma non vuole essere umiliata da dirigenti che se ne fregano e censurando si nascondono dietro l’alibi delle linee editoriali.

Alla domanda “Qual è la TV che vorresti vedere?” la Mori ha risposto “Quella di qualità che collego al termine cultura. La Rai non dovrebbe aver paura di raccontare la nostra storia. Le cose che si vedono invece sono arrangiate da chi sta in quel momento governando”.
E poi una notazione personale: “Vengo da una famiglia modesta (Moroni, ndr) mio padre era un operaio, ma a noi figli ci ha fatto studiare e ci ha sempre insegnato ad amare la cultura.


La “Ciao ragazzi srl”, la sua casa di produzione, ha fatto negli ultimi anni alcuni dei prodotti più interessanti: la miniserie su Rino Gaetano con Claudio Santamaria (per lei molto bravo), Einstein della Cavani, De Gasperi (un presidente del Consiglio che negò alla moglie la macchina di servizio e sembra ora una favola), tutto cinema civile.

La cosa peggiore per il futuro di un paese è che non cerchiamo di capire, di informarci, ma abbiamo fatto la assuefazione ai sondaggi, alle trasmissioni di gossip e di opinioni, in cui chi parla non sa nulla di quello che dice o ripete sempre le stesse cose.
Sembravano filippiche anni ’60 poi la grande verità: “Io vengo dal cinema e so come fare un film per gli spettatori. La differenza è che la TV impone i suoi prodotti, i film debbono invece essere accettati dal pubblico, che è invece libero di scegliere.

La Mori sta preparando “Caruso”, una lunga serie sul gioco d’azzardo e “Buscaglione” con Filippo Timi, mentre per il futuro pensa ad una fiction su Enzo Tortora (forse con Fabrizio Gifuni) una tragedia non solo personale, ma del paese.
Sta pensando di farla con Sky, ha detto, anche se ancora deve fargli la proposta.
Lavorando con Sky su un progetto di Adriano Celentano ha capito che sono persone libere mentalmente e preparate.
Ed è l’alternativa a Rai e Mediaset.


La kermesse della fiction televisiva
Apertura della Romafictionfest 2010
All’Auditorium della Conciliazione di Roma



(Mercoledì 7 Luglio 2010)


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