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L'ultima fatica di Carlo Mazzacurati

La Passione

Ottima commedia agro-dolce che diverte e fa riflettere


di Oriana Maerini


Mazzacurati è un regista fuori dagli schemi e lo dimostra anche con questo suo ultimo film. Dopo il bellissimo noir La giusta distanza ci regala una commedia agro-dolce che diverte facendo riflettere sul nostro vivere quotidiano. Di carne al fuoco ce n'è tanta: la decadenza culturale del nostro paese che si concretizza con la sudditanza del cinema verso la TV, l'importanza del sacro nella società odierna, la riscoperta dei valori tradizionali. La pellicola narra la vicenda di Gianni Dubois (un bravissimo Silvio Orlando), regista di talento ma in crisi creativa che non riesce a fare un film da cinque anni. L'occasione gli si presenta quando una diva della tv, Flaminia Sbarbato (Cristiana Capotondi) sceglie proprio lui per debuttare nel mondo del cinema. Dubois accetta l'offerta ma cade in crisi perchè non riesce a trovare un'idea giusta. Un tubo rotto nel suo appartamento in toscana e un affresco del 400 rovinato gli daranno l'occasione per "staccare la spina", riapproparsi della sua vita e della sua creatività.




La trama che parte dalla crisi autoriale (forse con risvolti autobiografici) non è delle più originali ma il regista padovano, grazie ad un'ottima sceneggiatura scritta insieme ad Umberto Contarello, Doriana Leondeff e Marco Pettenello, riesce ad imbastire un film semplice e nel contempo pregnante. La Passione è figlia diretta della nostra migliore commedia all'italiana: feroce, amara e divertente. Non a caso è ambientata in toscana. La spietatezza della sindachessa Stefania Sandrelli che ricattandolo lo costringe a dirigere una recita paesana è simbolo di un accanimento sadico del potere verso il povero regista in crisi esistenziale.
La pellicola piace anche per un certo sapore artigianale che traspare dall'impianto scenico e narrativo. Gag simpatiche che sfiorano la comicità grotteca ed un' ottima scelta e interpretazione degli attori (impeccabile anche la recitazione di Giuseppe Battiston nel ruolo del Cristo- galeotto e azzeccato l'utilizzo dell'istrionismo di Corrado Guzzanti) fanno di questa pellicola un piccolo gioiello italiano. Una commedia leggera solo in superficie ma con un grande spessore di contenuti sociali che fa bene all'anima e alla mente.

giudizio: * *1/2





(Sabato 25 Settembre 2010)


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