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Le migliori pellicole sugli eventi risorgimentali.

Italia anno zero

Al Palazzo delle Esposizioni di Roma fino al 21 novembre


di red.


La storia dell’Unità d’Italia è stata la dannazione di molti scolari, schiacciati tra date e battaglie, ma se si scorre quella del nostro cinema la sensazione si ribalta: tra i capolavori più appassionanti della nostra cinematografia ci sono i film sul Risorgimento. Inevitabilmente i grandi registi che hanno voluto riflettere sul carattere e l’identità italiani, si sono rivolti ad analizzare questo momento storico, che ha segnato la nascita dell'Italia come nazione moderna.
In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia e della grande mostra “1861. I pittori del Risorgimento” delle Scuderie del Quirinale, il Palazzo delle Esposizioni presenta, in collaborazione con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale, le migliori pellicole che hanno ricostruito per lo schermo gli eventi risorgimentali.
Con serietà e forza poetica, grandi registi hanno ripercorso gli episodi e i personaggi che hanno portato il nostro Paese alla conquista dell'indipendenza e dell'unità nazionale, alla ricerca della nostra verità, cercando di raccontare la storia come vita degli uomini, lontani dalla retorica. Questi film sono inoltre il frutto del dibattito politico e culturale degli anni in cui sono stati realizzati, costituiscono pertanto un documento prezioso dell’evoluzione della riflessione politica del nostro paese. Un percorso attraverso pellicole straordinarie, per imparare ad amare la storia attraverso immagini dal fascino irresistibile.

Programma:

21 e 22 ottobre, ore 21.00
1860. I Mille di Garibaldi
di Alessandro Blasetti. Italia, 1934 (80’). Per gentile concessione di Ripley’s Film
Il primo maestro del cinema italiano racconta l’epopea garibaldina con uno stile totalmente originale, fuori dalla retorica magniloquente del ventennio, scegliendo un punto di vista dal basso, popolare, quello dei picciotti siciliani che combattono insieme ai garibaldini. Un capolavoro della nostra storia cinematografica precursore del Neorealismo, anche per il rigore stilistico, ripreso dal cinema sovietico, lo stile scarno, asciutto ed efficace, l’uso di attori non professionisti e del dialetto, la scoperta straordinaria del paesaggio in immagini lucenti e solari, che rimandano alla pittura di Fattori.



23 e 24 ottobre, ore 21.00
Senso
di Luchino Visconti. Italia 1954 (120’)
Capolavoro assoluto della storia del cinema, di intensità straordinaria e bellezza unica: sullo sfondo della guerra italo-austriaca Visconti ritaglia un melodramma di sensualità esasperata e morte, sfogando la sua visione critica della storia in una rilettura senza ipocrisie del Risorgimento e della tragica decadenza di una società in tempo di rivoluzione.

26 e 27 ottobre, ore 21.00
Piccolo mondo antico
di Mario Soldati. Italia 1941 (107’)
Soldati, straordinaria figura di scrittore-regista, raggiunge la sua maturità con questo capolavoro riconosciuto della cinematografia preneorealista, traducendo i conflitti amorosi ed esistenziali raccontati da Fogazzaro sullo sfondo della lotta antiaustriaca, in un film di alta bellezza formale. L’ambientazione perfetta, dove il paesaggio diventa stato d'animo, carica di chiaroscuri espressivi il dramma dei protagonisti, come la strepitosa Alida Valli nel suo primo ruolo drammatico.

28 e 29 ottobre, ore 21.00
Il brigante di Tacca del Lupo
di Pietro Germi. Italia 1952 (104’)
Lo sguardo cinico e realista del grande Pietro Germi esplora le ambiguità del Risorgimento e della storia in generale, svelando i difficili retroscena dell’Unità d’Italia, tra guerra civile e brigantaggio, e rinnova il linguaggio del dramma storico attraverso il ritmo incalzante del western americano alla John Ford, che si adatta perfettamente agli scenari desertici di un meridione ostile e carico di contrasti dolorosi.

30 e 31 ottobre, ore 21.00
Viva l'Italia!
di Roberto Rossellini. Italia 1961 (106’)
Nell'anno del centenario, Rossellini affronta la spedizione dei Mille con una straordinaria vocazione antiretorica, ricostruendo gli avvenimenti che contribuirono a unificare il nostro paese con rigorosa oggettività e attenzione al lato umano, per liberare l'epopea garibaldina dall’alone del mito e dare alla rievocazione storica la spoglia concretezza di una cronaca realistica, a partire dall'osservazione di particolari minori, quotidiani, persino antieroici.

2 e 3 novembre, ore 21.00
La pattuglia sperduta
di Piero Nelli. Italia 1952 (74')
Un piccolo gioiello quasi dimenticato del nostro cinema neorealista guarda le vicende della prima guerra d’indipendenza a partire dalla partecipazione popolare, seguendo un gruppo di soldati sbandati, che vagano nella nebbia verso un nemico invisibile. Contro la retorica della storia ufficiale che mitizza i protagonisti, questo curioso film di guerra evidenzia la dimensione psicologica delle persone comuni e diventa l’occasione per riflettere sulle conseguenze di carattere sociale prodotte da ogni conflitto.

4 e 6 novembre, ore 21.00
San Michele aveva un gallo
di Vittorio Taviani, Paolo Taviani. Italia 1973 (87’)
La crisi irreversibile del movimento anarchico nella società italiana di fine secolo incarnata da un anarchico internazionalista che tenta di provocare un'insurrezione. I Taviani realizzano un’opera memorabile e affascinante, tra le punte più alte del cinema italiano degli anni settanta, sul conflitto politico-esistenziale tra due modi di intendere la rivoluzione.

7 e 9 novembre, ore 21.00
Bronte - Cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato
di Florestano Vancini. Italia 1972 (126’)
Una pellicola aspra, tesa e sconvolgente, porta alla luce un episodio poco conosciuto e drammatico dell’impresa dei Mille in Sicilia – l’arresto e la fucilazione di rivoltosi per ordine di Nino Bixio - offrendo una lucida lezione di controinformazione storica, lontanissima dalla mitologia nazionale costruita attorno alla figura di Garibaldi.

10 e 11 novembre, ore 21.00
Nell'anno del Signore
di Luigi Magni. Italia 1969 (105’)
Mosso da una graffiante vocazione anticlericale, Magni dipinge un affresco beffardo della Roma prerisorgimentale, dando voce a Pasquino, autore di satire anonime in cui si riassumeva il malcontento del popolo oppresso. Trittico di mattatori, Manfredi, Sordi, Tognazzi, in stato di grazia.

13 e 14 novembre, ore 21.00
Allónsanfan
di Paolo Taviani, Vittorio Taviani. Italia 1974 (115’)
I Taviani indirizzano la loro acuta riflessione storica sulla Restaurazione e la crisi esistenziale di un nobile lombardo opportunista, che tradisce la lotta rivoluzionaria. La ricostruzione è sostenuta magistralmente da un’atmosfera visionaria di squisito splendore, ispirata alla grande pittura dell’Ottocento.

16 e 17 novembre, ore 21.00
Quanto è bello lu murire acciso
di Ennio Lorenzini. Italia 1975 (85’)
La disastrosa impresa di Carlo Pisacane a Sapri, che la tradizione ha avvolto di un alone romantico, rivisita alla luce della consapevolezza critica contemporanea, in un film fervido e asciutto, che evidenzia gli ideali egualitari e la grande passione rivoluzionaria della vicenda, unitamente alla coscienza dei suoi limiti sociali e storici. Sostenuto dal ritmo incalzante delle bellissime canzoni scritte da Roberto De Simone, che infondono alla storia l’andamento di una ballata popolare.

18 e 21 novembre, ore 21.00
I Viceré
di Roberto Faenza. Italia 2007 (120’)
Ritratto lucidissimo e spietato della nobiltà siciliana nel difficile passaggio all’Italia unita, in un affresco di grande bellezza e suggestione per scene, costumi, musiche e ottime interpretazioni, che ha il merito di far riscoprire il romanzo di Federico De Roberto, uno dei pochi capolavori della narrativa italiana dell'Ottocento.


Informazioni:
PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI – SALA CINEMA
scalinata di via Milano 9 A, Roma
www.palazzoesposizioni.it
INGRESSO LIBERO SINO A ESAURIMENTO POSTI



(Lunedì 18 Ottobre 2010)


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