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Affilata, raggelante anatomia di un golpe

Post Mortem

Il "cadavere" di una nazione


di Francesca Galluccio


Mario (Alfredo Castro)un dattilografo che compila referti in obitorio è innamorato di Nancy (Atonia Zegers), una ballerina di cabaret. Mario vive al ma margine di una società allo sbaraglio e cerca invano di costruirsi un’esistenza. Siamo nel 1973 a Santiago del Cile. E' la mattina dell'11 settembre (giorno della destituzione del presidente Allende da parte dell’esercito guidato dal generale Pinochet) quando la donna scompare misteriosamente in seguito ad un raid della polizia. Mario la cerca e finalmente la scopre nascosta nel sottoscala di casa sua. Chiamato urgentemente in ospedale, si ritrova al cospetto di un “celebre” cadavere…



Pablo Larrain, autore di Tony Manero premiato a Cannes e Torino (come miglior film) e in molti altri festival internazionali, è qui alla sua terza regia. Pare si sia ispirato a un articolo di giornale relativo all’uomo che aveva realizzato l’autopsia del corpo di Salvador Allende. Il film, bellissimo, va a ritroso cominciando dal finale, mostrando il corpo nudo di una donna all’obitorio. Un uomo annota le cause del decesso annunciate dal medico… egli appare distante… eppure quella donna la conosce. Un incipit che si sposta subito dalla realtà politica nazionale di quell’anno, per focalizzarsi sulla vicenda di un singolo. Con uno stile minimalista, fatto di dialoghi brevi, lunghi silenzi, colori freddi e inquadrature a camera fissa; Larrain ci parla di politica e porta il suo personaggio a condividere il drammatico momento storico del proprio paese, diventando egli stesso parte dell’ingranaggio del sistema fino all’annientamento. Ottima la scelta di raccontare la notte del golpe solo attraverso i rumori e le grida che Mario sente sotto la doccia. Post Mortem è forte, angosciante e con un finale da brivido. Si ricorderà essenzialmente per le urla di ribellione dell’infermiera davanti ai corpi ammassati sui gradini dell’ospedale e la terrificante sequenza finale del protagonista che accumula tavoli, sedie, armadi e quant’altro, davanti alla porta dove la donna si è rifugiata con il suo amante.

Giudizio ***



(Giovedì 28 Ottobre 2010)


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