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Parla del suo debutto come produttrice

Valeria Marini incontrata al Festival di Roma

"Mi ha stregato la sceneggiatura di I want to be a soldier"


di Oriana Maerini


Roma. Valeria Marini senza veli ieri sera al Lancia Caffè, lo spazio incontri della kernesse romana. L'attrice, davanti ad un platea di adolescenti e giornalisti, si è confessata raccontando la sua vita, le sue passioni ed i suoi impegni lavorativi. In primis, ovviamente, quello che l'ha portata sul tappeto rosso del Festival di Roma in veste di produttrice ovvero il film I want to be a soldier del regista catalano Christian Molina presentato in concorso nella sezione Alice nella città. La pellicola che annovera nel cast Danny Glover, Fergus Riordan, Jo Kelly, Ben Temple, Andrew Tarbet, oltre ad un cameo della stessa Valeria Marini, narra la storia di Alex, un ragazzo di otto anni, che grazie alla Tv conosce un mondo nuovo ed eccitante ma anche molto pericoloso che lo trasformerà. Sempre suadente e disponibile la showgirl "strizzata" in un abito nero corto con pizzo che esaltava il generoso decoltè ha spiegato le ragioni che l'hanno spinta a buttarsi nell'esperienza della produzione cinematografica.

Ero a Barcellona per lavoro quando una mia amica scrittrice mi ha parlato del soggetto del film di Molina. L'ho letto e sono stata folgorata dall'importanza della tematica. Il regista mi ha spiegato che il titolo è stato ripreso da un articolo di giornale che parlava della tematica dell'isolamento dei giovani. Improvvisamente mi sono ricordata dell'esperienza con Sordi; anche lui mi diceva che Sonego e gli altri sceneggiatori dell'epoca erano soliti trarre spunti dall'attualità.

Se lei fosse mamma consiglierebbe questo film a suo figlio?
Certamente. E' un film che fa riflettere ed è rivolto soprattutto ai genitori che hanno il dovere di parlare con i loro figli, stargli accanto evitando l'incomunicabilità a casa. Spesso i genitori scambiano la tv per una baby sitter e regalano videogiochi violenti e che non sono più capaci di dire no.
Essere madri è una cosa bellissima ma è anche una grandissima responsabilità.

E' stata sorpresa dell'entusiasmo che i giovani hanno provato per il film?
Sono stata felicissima! Il film è stato visto qui al festival in una sala con 1200 ragazzi. Io e il regista eravamo un po' in ansia per la loro reazione e siamo stati rincuorati dall'esito positivo.

Piace molto ai giovani, si è mai chiesta il perchè?
Sono orgogliosa di piacere ai giovani! Loro sono istintivi e sanno apprezzare il mio animo fanciullesco, la mia vera natura.

Lei è showgirl, attrice, stilista e ora anche produttrice. Continuerà su questa strada?
Si, sto lavorando su altri tre progetti di cui non posso parlare. Uno di questi è all'estero ma spero di poter realizzare qualcosa anche in Italia. Sono sicura che un giorno riuscirò a realizzare un film anche con un regista italiano.

E' difficile oggi per una donna fare la produttrice?
Si, è difficile ma non impossibile. Io ho una marcia in più: sono una persona perennemente ottimista ed entusiasta e riesco a realizzare quello in cui credo. Certo il mondo dello spettacolo è ancora molto maschilista e il problema delle donne è conquistare la credibilità.

Da vorrebbe essere diretta?
Amo molto Matteo Garrone. Anche Sorrentino e Virzì mi piacciono molto ma, purtroppo, in Italia quando inizi la carriera in Tv rimani intrappolata in quell'etichetta.

Com'è nato il personaggio della svampita anni 50?
In teatro. Per un anno ho interpretato il ruolo di una svampita americana poi sono approdata in tv ed hanno continuato a propormi lo stesso personaggio. Nella vita reale non sono così; sono una donna che lavora molto. Per realizzare questo film in cui ho creduto molto fin dall'inizio ho trascorso molte notti insonni.

La vedremo anche dietro la macchina da presa?
Sarà molto difficile. Quello del regista è un mestiere difficile e dovrei studiare molto per sentirmi all'altezza. Il set di I want to be a soldier è stato molto difficile perchè bisogna incastrare gli impegni dei ragazzi che partecipavano ma alla fine è andato tutto bene. Molina è stato una sorta di "deus ex machina" che risolveva tutti i problemi.

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(Venerdì 5 Novembre 2010)


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