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Festival di Storia, Mito e Leggenda

Saturno International Film Festival

A Frosinone dall'8 al 13 Novembre


di Roberto Leggio


Roma - “Ho dovuto sempre combattere!” è iniziata più o meno cosi la confererenza stampa della presentazione del Saturno International Film Festival, la manifestazione giunta alla sua sesta edizione che ha come tematica la “riscoperta” storica. A dire questa frase evocatica è stato dal presidente Giuliano Montaldo il quale, ricordano i suoi esordi cinematografici, ha dichiarato che il cinema è sempre stato in crisi anche se oggi ci sono stati profondi tagli al Fus, il fondo unitario per lo spettacolo. “La prima volta è stato quando, ancora giovane, lavoravo con Lizzani ad Acthiung Banditi, un film che nessuno voleva fare e che venne realizzato grazie ad una “sottoscrizione” di azioni da 500 lire.” ha continuato il maestro genovese. “Adesso per realizzare un film, bisogna lottare con i denti per trovare un finanziatore. Anch'io ho grossi problemi per il mio prossimo lavoro. Il governo dice che la “Cultura” non si mangia... però dà da mangiare a più di 350.000 adetti nel settore”. Un pezzo di storia sociale che ben si accosta alle tematiche del Saturno International film Festival (che da quest'anno trasloca da Fiuggi a Frosinone dall'8 al 13 Novembre) che da sempre si occupa di storia (e storie) in grado di raccogliere, attraverso i film, la cultura a tutto tondo, con lo scopo di promuovere opere che contribuiscano alla conoscenza della storia antica e contemporanea, rievocandone eventi, epoche e personaggi. Una manifestazione che consente di riflettere sul passato per guardare (con fiducia) al futuro. Naturalmente nell'anno in cui il nostro paese è giunto all'appuntamento dei suoi 150 anni dell'Unità, il tema ricorrente sarà proprio la riscoperta dell'identità del paese Italia (a parte, naturalmente gli inediti ed i film in concorso). Così, al contrario di come accade in tutti i festival, l'apertura non avverrà con un inedito, ma con Paisà, un grande, grandissimo film di Luchino Visconti, che raconta (al contrario di come accadde con Garibaldi) la liberazione dell'Italia dalla Sicilia al Veneto, da parte dell'esercito anglo-americano con l'aiuto (soprattutto nell'episodio girato in Polesine) delle truppe partigiane. Coerente anche il dramma di Luigi Comencini di “Tutti a Casa”, nel quale in maniera drammatica e grottesca, si parla delle lacerazioni di un paese diviso e lasciato allo sbando dopo l'otto settembre. Ma a segnare un recupero della memoria unitaria, verrà proiettato 1860 di Alessandro Blasetti, nel quale (forse per la prima volta) venivano celebrate le imprese di “Peppinieddu“Garibaldi per liberare la Sicilia e l'Italia dagli oppressori. Ad ogni modo altri film di grande interesse storico e sociale alieteranno le serate ed i pomeriggi del festival (Il Ladro di Bambini di Gianni Amelio, In nome del Papa Re di Luigi Magni e Allonsanfan di Paolo e Vittorio Taviani; solo per citarne alcuni). La formula comunque è quella rodata negli anni passati con cinque film in concorso provenienti da cinematografie internazionali. Nella cinquina solo un italiano: Dall'altra parte del Mare di Jean Sarto. Un fim che parla della Shoa vista attraverso gli occhi di un sopravissuto di Auschwitz. Di grande impatto è The Blacks, dei croati Zvonimir Juric e Goran Devic, un film che scava nelle nefandezze della guerra fratricida jugoslava. Altro pezzo di storia e altra tessera di un passato ingombrante è Mala Matura 1947, film polacco di Janusz Majewki, che racconta le problematiche avvenute in Polonia nell'anno precendente all'annessione dell'Unione Sovietica dopo la fine devastante della seconda guerra mondiale. Meno pesante e più “solare” è invece Hugo Koblet – Pédaleur de Charme, biografia del ciclista svizzero Hugo Koblet, primo straniero a vincere il Giro d'Italia nel 1950. La regia è di Daniel Von Aaburg che con piglio quasi documenraristico disegna la vita di un campione (vince perfino il Tour de France) che a soli 39 anni trovò la morte forse in un suicidio al seguito di una grande depressione. E per finire e per restare in tema di “storia contemporanea dei paesi dell'Est” Red Gloves del romeno Radu Gabreca. Il film mostra il programma in vasta scala di arresti e processi perpetrata dal regime comunista romeno nel 1957, per cercare di annullare qualsiasi tentativo di imitazione di quello che avvenne nella vicina Ungheria durante la sanguinosa repressione della rivoluzione del Novembre del 1956. A ben vedere un programma “pesante” e battagliero che in ogni caso verrà stemperato con la presentazione di uno stralcio del back-stage di Ultimo Minuto di Pupi Avati, film del 1987 nel quale si vedranno immagini inedite di Ugo Tognazzi giocare a calcio nello stadio di Vicenza. Il Festival si chiuderà con un concerto con la cantante Flavia Astolfi, che si esibirà accompagnata dal regista Stefano Reali nell'isolita veste di musicista. Tutte le proiezioni saranno al Multisala Sisto e alla Villa Comunale di Frosinone e in “replica” a Ceccano al Cinema Antares. L'ingresso è rigorosamente gratuito.

Per le news e il programma dettagliato:

http://www.saturnofilmfestival.com

Ieri la cerimonia di premiazione con Michele Placido
Saturno International Film Festival
Tutti i premi della quinta edizione
Il saturno d'oro ad un film bulgaro interpretato Miki Manojlovic



(Venerdì 5 Novembre 2010)


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