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Vanzina cambia stile ma non convince

Ti presento un amico

Deludente commedia romantica con Raoul Bova


di Mirko Lomuscio


Nuovo appuntamento col regista Carlo Vanzina, che con questo Ti presento un amico che vira verso un cambiamento di stile.
Protagonista è il bel Raoul Bova, qui nel ruolo di Marco, un giovane manager italiano che vive a Londra con la sua ragazza.
Mollato in tronco da quest’ultima, viene trasferito e promosso dalla sua ditta a Milano nonostante quest'ultima versi in una grave crisi. Difatti tra i suoi compiti ci sarà anche quello di tagliare molte teste.
In seguito la vita di Marco prende anche un certo sviluppo tragicomico, in seguito all'incontro con donne problematiche che gli procurano una serie di equivoci. Tra le ragazze annoveriamo: la collega Giulia (Barbora Bobulova), che è andata a letto con lui convinta di ottenere un solido rapporto sentimentale, la conoscente inglese Sarah (Kelly Reilly), travolta da una passione per Marco a causa delle poche attenzioni del suo amante sposato Giorgio (Stefano Dionisi), e la giovane Gabriella (Martina Stella), biondina tutto pepe invaghitasi del nostro manager nonostante le minacce del geloso fidanzato pugliese Nicola (Fabio Ferri).
Un balletto di vite e di personaggi che portano il nostro protagonista verso la conquista di un nuovo tenore di vita, in barba alla crisi economica.

E' evidente che Vanzina puntava il suo sguardo verso certe commedie europee, come quella inglese da cui aveva già preso spunto con South Kensington. Ma i risultati sono pessimi tanto che fanno rimpiangere la sua classica cifra stilistica ovvero quel suo tocco nazional popolare tipico dei suoi film.
Ti presento un amico è un prodotto malriuscito sotto molti aspetti, dalla scrittura della sceneggiatura, firmata dal regista stesso con l’immancabile fratello Enrico e Francesco Massaro (Il lupo e l’agnello), fino agli strafalcioni registici che lascerebbero di stucco anche i meno esigenti in materia. Insomma un pasticcio vero e proprio che non si aspetterebbero neanche i fan di Vanzina.
Bova ce la mette tutta nel suo ruolo di un dandy all’italiana. Mixa fascino e ingenuità a più non posso, ma senza riuscire a coprire quei difetti presenti nell’esile storia. La pellicoa parte, infatti, come una commedia semplice per finire per avere persino pretese sociali con sottotesto che vuole analizzare la crisi economica. L'idea è di accostarsi a piccoli gioielli come il drammatico Tra le nuvole di Jason Reitman, ma che invece sfumano nel ridicolo involontario.
Alle attrici va anche peggio. A loro sono dedicati stereotipi femminili sviluppati male che le rendono vittime di una morale di fondo mal concepita. Vanzina, che per molta critica e una larga fetta di pubblico è (ingiustamente) considerato sinonimo di bassa qualità cinematografica, stavolta dovrà vedersela anche con le critiche dei suoi sostenitori più accaniti.
Curiosità: il co-sceneggiatore Massaro negli anni ’80 diresse un film (scritto con Enrico Vanzina) intitolato Ti presento un’amica.

giudizio: *



(Venerdì 12 Novembre 2010)


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