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I tagli alla cultura colpiscono i cinema

Il Metropolitan chiude per sempre

La storica sala romana difesa dai cittadini


di Roberto Leggio


La morte del cinema in Italia, passa (anche e soprattutto) dalla chiusura delle sale. A Roma, proprio oggi, il celeberrimo Cinema Metropolitan serra i battenti per sempre. La cosa sconcertante è che, nella sua storica sala verrà realizzato un megastore di Benetton, o qualcosa di simile. La chiusura del cinema rientra in quei tagli che il governo sta apportando alla cultura tutta in Italia. La cosa interessante è che, mentre Sandro Bondi (ministro dei Beni Culturali) e Giulio Tremonti (ministro delle Finanze) continuino a ribadire che la cultura non si mangia; ieri alcune decine di persone, in uno slancio di vera Resistenza, hanno occupato lo storico cinema romano di Via del Corso, per protestare contro la chiusura della struttura. I manifestanti, per lo più comuni cittadini assieme ai lavoratori dello spettacolo, studenti e politici, hanno improvvisato una protesta all'esterno esponendo uno striscione “Giù le mani dalla cultura”, mentre un'altra parte è entrata all'interno occupando dei locali. Questa è solo l'ultimo dei blitz dei lavoratori dello spettacolo (l'ultimo in ordine di tempo è stata l'occupazione del Red Carpet al Festival del Cinema di Roma), che con questa azione mirata tornano a far sentire la loro voce per dire “no allo smantellamento dell'intero sistema culturale” e cercare di “rimettere le mai sulla cultura in Italia”. Il Metropolitan, cinema che ha vissuto momenti storici durante la Dolce Vita romana degli anni '60, è una di quelle poche sale in cui vengono proiettati film in lingua originale e per i non udenti. La sua chiusura, con l'arrivo di Benetton, è un'ulteriore scempio al cinema e alla cultura in generale. Segno che ormai la circolazione delle idee (del cinema, del teatro e della danza) sono arrivate al tramonto.



(Mercoledì 19 Gennaio 2011)


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