 Uno spettacolo che conquista dopo pochi minuti Bollyrome – Ceci e cipolle Un testo ideato e diretto da Gabriele Carbotti
di Marco Lucio Papaleo  L'India è sempre uno dei paesi più esotici e affascinanti per gli occidentali, ricco di mistero e tradizione e con un'anima passionale che si sta mostrando in tutta la sua interezza negli ultimi anni, grazie anche alla sua cinematografia di genere. Bollywood è la grande industria del cinema indiano, fatta di interminabili musical nei quali si dipanano drammi e leggiadrie, a suon di musica e buoni sentimenti. A sdoganare il genere ci hanno pensato prima alcune pellicole appartenenti al genere arrivate fin da noi e, in seguito, il pluri-premiato The Millionaire di Danny Boyle. La fascinazione indiana arriva ora anche a teatro tramite l'opera di una moderna compagnia teatrale, guidata e ispirata dal giovane Gabriele Carbotti, ideatore, regista e interprete principale di Bollyrome – Ceci e cipolle. Nella pièce, andata in scena dal 18 al 27 febbraio 2011 al Teatro Lo Spazio di Roma, Carbotti è Amit, gioviale figlio del Governatore delle Isole Laccadive, desideroso di scoprire il mondo e trovare da sé la propria strada, lontano dalle oppressive rigidità del protocollo ufficiale di casa. Venuto in Italia carico di speranze, approda fortunosamente in un pub gestito da personaggi alquanto bizzarri, nel quale incontrerà anche la bella Graciana, ambiziosa ragazza spagnola che non vuole rassegnarsi a un futuro da cameriera. Per Amit è solo l'inizio di un confronto-scontro tra culture e visioni parallele della vita...

Bollyrome conquista già dopo pochi minuti. Sarà l'estrema simpatia dei personaggi e dei suoi interpreti, tutti sopra le righe ma in qualche modo anche credibili e umani. Sarà grazie al testo frizzante e ricco di battute sagaci; sarà per il ritmo sostenuto di una storia che con semplicità ci pone dinanzi a piccoli drammi quotidiani potenzialmente reali... Resta il fatto che ci si affeziona subito al mondo creato da Carbotti e ai personaggi che lo popolano, grazie anche alla sfaccettata bravura dei suoi interpreti e ad un allestimento che, per quanto semplice, valorizza al massimo le dotazioni del teatro. Degno di menzione, ad esempio, l'artefizio tramite il quale il palcoscenico, tra un tempo e l'altro, figurativamente ruota su sé stesso e spesso ci invita a guardare la scena da una prospettiva più “panoramica” del solito. Insomma, un Il principe cerca moglie teatrale in salsa indo-romana, condito con tanta bravura e denso di risate. Assolutamente consigliato in caso di replica.
Regia di Gabriele Carbotti Con: Gabriele Carbotti, Alessandra Cosimato, Luca Paniconi, Paolo Gatti, Simone Tessa, Martina Zuccarello, Ilaria Canalini, Marco Schiazza, Fernando Gatta, Cristiano Priori, Alessandro Cola, Francesco Balbini, Marco Vesica Regia: Gabriele Carbotti Coreografie: Marco Vesica Musiche: Adriano Dragotta Scenografie: Mauro Paradiso Costumi: Irma Bergantino
(Domenica 6 Marzo 2011)
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