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Louis Nero mette in scena un Rasputin cristiologico

Rasputin

Film ipnotico ed affascinante sul piano visivo.


di Oriana Maerini


Louis Nero si è laureato con una tesi su Greenaway e si vede. L'estetica del maestro aleggia anche in questo suo quinto lungometraggio, dopo Golem, Pianosequenza, Hans e La rabbia, che ha diretto, prodotto e distribuito. Rasputin è un film con una fotografia ipnotica, quasi un esercizio di video arte. Il regista torinese parte descrivendo l'ultimo giorno di vita del monaco occultista che con il suo alone suggestivo ha sedotto dame dell’aristocrazia e donne del popolo. Divenuto consigliere dell’ultimo Zar Nicola II di Russia Rasputin era l’uomo odiato e temuto nei circoli di governo per il suo potere ipnotico nei confronti della coppia imperiale. Anche la sua morte è avvolta nel mistero: venne ritrovato nel fiume Moika che attraversava San Pietrogrado, ricoperto da una crosta di ghiaccio e ferito gravemente, col viso sfigurato e le mani legate da una corda. Il film di Nero racconta poi, usando il flashback alcuni episodi della vita di uno dei personaggi più enigmatici e controversi del XX nel tentativo di riabilitarlo in una luce manifestamente cristiologica.
Volevo dare di Rasputin un'immagine diversa - ha dichiarato il regista torinese - lontana dalla rappresentazione di un uomo solo malvagio, satanico e piegato al vizio. Era anche un uomo che tendeva al trascendente attraverso l'espiazione. Spero che ora la rilettura dei suoi diari mettano il luce il suo vero volto. Ma se andrete a vedere questo coraggioso film che uscirà solo in 20 sale grazie all'auto distribuzione con l'idea di una ricostruzione storica attenta rimarrete delusi.


Il film di Nero è da considerare come un'opera d'arte moderna. Piuttosto allettante sul piano visico ed intrigante sul piano tecnico (il regista usa un sistema di scatole e schermi contrapposti per raccontare i personaggi). Ottima l'interpretazione di Francesco Cabras nel ruolo di Grigorij Efimovic Rasputin. Belle le facce dei personaggi di contorno (prima fa tutte la prostituta che pugnala il monaco). Notevole, infine, la colonna sonora che avvolge il film come un mantello mentre la voce narrante di Franco Nero racconta gli eventi. Se vi piace questo genere di film esteticamente rilevante non perdete l'occasione: il regista ha dichiarato che nel prossimo lavoro cambierà totalmente registro.

giudizio: ** 1/2



(Venerdì 8 Aprile 2011)


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