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"Non pretendo di spiegare l'Italia con i miei film"

Nanni Moretti

Il regista ha presentato oggi il suo "Habemus papam"


di Oriana Maerini


Roma. Nanni Moretti va decrifato. Non solo attraverso le sue opere ma anche quando non le spiega alla stampa.
Come è accaduto stamane per la presentazione di Habemus Papam la sua ultima fatica, prodotta insieme a Domenico Procacci, che uscirà in sala domani. Le sue non risposte sono un clichè ormai ma a saperle "leggere" rivelano il personaggio. Ad esempio se gli si chiede se si è avvalso di consulenti come accade per i film di guerra, lui prende al volo l'occasione per elencare, come in un bollettino di guerra, tutti gli incidenti occorsi sul set e curati all'ospedale Santo Spirito. Poi apprende da un giornalista la notizia che il film è stato selezionato per il concorso a Cannes e sembra realmente stupito: stringe le mani a tutto il cast presente in sala. Moretti è unico: o lo si ama o lo si detesta.

Cosa penseranno i francesi dell'Italia vedendo il suo film?
Non capisco la domanda. Sono andato a Cannes più volte, già 33 anni fa con Ecce bombo. Spero che i francesi non abbiamo bisogno del mio film per capire il nostro paese; basta vedere i telegiornali o leggere i quotidiani.

Il fatto che questo Papa abbia il coraggio di dimettersi mentre altri non lo fanno non vuole essere un messaggio politico?
No, ma ognuno è libero di leggere il film come vuole. Ho fatto questo film semplicemente perchè volevo esprimere un sentimento, ovvero raccontare la storia del personaggio di Piccoli. Dieci anni fa ho raccontato la storia di una famiglia sconvolta per la perdita di un figlio, cinque anni fa la storia di un produttore che aiuta una regista a fare un film su Berlusconi ed ora questo... Volevo raccontare una storia diversa, che non si vede spesso al cinema. Faccio pochi film purtroppo.


Per i titoli dei giornali vi siete avvalsi di quotidiani veri?
Peccato che abbiate pensato questo! Ci siamo così divertiti, io e gli sceneggiatori ad inventare i titoli... Ad esempio per il quotidiano genovese abbiamo ipotizzato che fra i papabili ci fosse un cardinale di Genova.

Nel discorso finale il Papa dice che la chiesa avrebbe bisogno di una persona forte che possa operare un cambiamento, un'apertura verso la società. E' anche il suo pensiero?
Diciamo che la folla di fedeli che ascolta queste parole in piazza San Pietro è molto felice...

Questo film è irriverente quasi più verso la psicanalisi che verso la chiesta cattolica. E' una critica?
Questa è una domanda alla quale prima o poi dovrò rispondere.

Può parlare delle scene tagliate?
Se sono state tagliate che senso ha parlarne? Comunque nel sito del film, che considero, quasi come un contenuto di extra pubblicherò qualcosa. Soprattutto un filmato in cui ci sarà un quiz partendo da 40 film che io amo. Non credo che i cinefili sapranno rispondere. Dovrebbero entrare nella mia testa e non glielo consiglio.

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Da un libro di Sandro Veronesi una sceneggiatura salda, compatta, senza sbavature, per un film su una povera umanità nel caos.



(Mercoledì 13 Aprile 2011)


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