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La mia ascesa senza “limiti”

Bradley Cooper

L'attore a Roma a presentare Limitless


di Roberto Leggio


RomaBradley Cooper è simpatico, bello e sta diventando un vero divo. L'attore giunto a Roma per presentare Limitless, lisergico thriller d'azione, sta facendo passi da gigante nella hollywood mainstream degli ultimi anni. La sua è una carriera in ascesa e tutto fa presagire che Cooper non farà rimpiangere i produttori che stanno puntando su di lui. Ed i risultati lo danno vincente fin da adesso. Cinque film di prossima uscita (non ultimo la seconda puntata di Una Notte da Leoni), il predicato di una serie televisiva nella quale sarà lui il protagonista assoluto, in Limitless è meravigliosamente star vicino al suo mito (ed in qualche modo mentore) Robert De Niro. Il film, tratto dal romanzo The Dark Field di Alan Glynn, segue le vicende di Eddie Morra, uno scrittore male in arnese che dopo aver provato una “sperimentale” pillola capace di sbloccare e amplificare le attività del cervello, vedrà cambiare radicalmente la sua vita, diventando in breve tempo un uomo ricchissimo capace di spaziare in qualsiasi campo. Tuttavia dovrà fare i conti con gli inquietanti effetti collaterali, mentre il magnate dalla finanza Carl Van Loon (De Niro) cercherà di sfruttare le sue “illimitate” potenzialità.

Cosa farebbe se avesse a disposizione una pillola del genere?
La prenderei senza esitazioni. Ma la questione è un'altra: cosa faresti se avessi la possibilità di aprire al massimo il tuo cervello. Lo useresti per il tuo solo tornaconto o al contrario per fare del bene agli altri. La molla del film e del romanzo è questo.

Secondo lei Eddie è consapevole degli effetti della pillola?
All'inizio viene spinto, non capisce cosa essa rappresenta. Solo dopo si accorge quali siano gli effetti e come possono essere sfruttati. Penso che nella vita reale prendere delle scorciatoie per raggiungere degli obiettivi comporti sempre un prezzo da pagare.

Molti usano le droghe per aiutare il cervello ad uscire dalla pressione della società...
Penso che sia un argomento importante da analizzare. Il vero obiettivo del film era quello di creare un discussione. La nostra società ci porta ad essere competitivi, ad eccellere, essere un sistema in continua competizione. E non parlo solo degli Stati Uniti. Per fortuna siamo lontani da creare un farmaco di questo tipo. Il problema che si verrà a creare dopo e che tutti lo vorranno per sé e non sappiamo quali saranno le conseguenze.

In sintesi la trama è una versione “lisergica” di Faust...
Non credo che Eddie faccia un patto faustiano. Non c'è nessun diavolo con cui patteggiare, tranne forse con De Niro. Ecco lui potrebbe essere il diavolo, ma poi Eddie lo batte in astuzia.

Qual è stata la cosa più difficile del film?
Sapere sempre a che punto del film mi trovavo. Dovevo infatti ricordarmi se in quella sequenza ero sotto l'effetto della “droga o meno. Lo script era chiaro... ma potevo sbagliare l'impostazione del personaggio. Su questo piano è stata dura.

Come è stato lavorare con il suo mito Robert De Niro?
Quando ho saputo che avrei lavorato con lui quasi mi veniva un colpo. Avevo visto i suoi film, il suo modo di imporsi sulla scena. Quindi ero abbastanza timoroso a dovervi “complementare” con lui. Sapevo inoltre della sua poco loquacità. Invece mi sono trovato a lavorare con un grande attore, che mi ha sempre messo a mio agio, anche perché sul set non parlavamo quasi mai del film. Anzi la sua ossessione era di trovare dell'ottima mozzarella a Philadelphia (la città dove è ambientato il film). Ed io essendo di la gli ho consigliato Caruso. Infatti per tutta la durata delle riprese mangiavamo tre mozzarelle al giorno. Una vera sfida.

La pillola porta al potere, lei alla fine è in corsa per Senato. Sarebbe un Falco o una Colomba?
Veramente non lo so. Con quel taglio di capelli e quella cravatta, penso che sia più un Repubblicano. Ma forse potrebbe presentarsi come indipendente. In fondo Eddie è un innovatore, vuole cambiare quadro di riferimento... anche se lo slogan della sua campagna è orribile “If you want some Morra”. Certamente quando l'ha pensata non era sotto gli effetti della droga, altrimenti avrebbe trovato qualcosa di meglio.

Il finale predispone ad un remake. Ci sarà?
Per adesso no. Sicuramente quel finale lascia presagire che ci sarà qualcos'altro. Ma la storia è tratta da un libro con un finale completamente diverso: Eddie sulla spiaggia in preda totale alla droga in attesa della sua morte. La sceneggiatrice (Leslie Dixon) ha deciso di cambiare il finale senza però pensare ad un sequel. Voleva solo che il film si chiudesse con la stessa energia e la stessa ambiguità con cui si era aperto.



(Lunedì 11 Aprile 2011)


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