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Kenneth Branagh firma un blockbuster di puro intrattenimento

Thor

Privo di originalità e senso epico


di Mirko Lomuscio


Alla fine la Marvel ce l’ha fatta! Ha tirato fuori un film per un altro dei loro personaggi; stiamo parlando di Thor, il mitico eroe dal martello tuonante che, sin adesso, ha potuto godere di una sola escursione nella fiction col televisivo Thor e Hulk gli invincibili.
Le gesta di questo film, diretto dal famoso Kenneth Branagh , prendono inizio ad Asgard, una terra lontana dove vivono divinità stellari, tutte al cospetto del re Odino (Anthony Hopkins).
Quest’ultimo è il padre di due figli: Thor (Chris Hemsworth) e Loki (Tom Hiddleston), dei quali uno un giorno prenderà posto sul trono, sempre che sia all’altezza del ruolo. Ruolo che spetterà proprio a Thor, il più grande, che, nel giorno dell’incoronazione, però si vedrà in poco tempo esiliato sul pianeta terra. Qua, il figlio di Odino, entrerà in contatto con la bella studiosa Jane Foster (Natalie Portman) e vivrà un’ avventura che lo renderà più saggio e pronto a tornare ad Asgard, dove nel frattempo suo fratello Loki trama per rimanere l’unico sovrano.



Forse Branagh ha deciso di girare il film con l'idea di dargli un respiro più epico, un certo taglio scespiriano, grazie a quel conflitto padre (sovrano) figlio (erede) che fa molto teatro elisabettiano e messa in scena all’inglese.
Insomma, un blockbuster diverso su molti aspetti contenutistici per intendere, tanto per non confondersi con i molti altri usciti sin ora.
Eppure Thor per quanto sia godibile non aggiunge nulla al cinecomic e non presenta neppure l'ombra di un'idea originale sotto il profilo epico. Rimane solo un mero prodotto di intrattenimento che gioca bene le sue carte, con i giusti tempi e le entrate in campo di idee all’altezza.
Il bellimbusto Hemsworth (Star trek) è adeguato per il ruolo del protagonista, con quel suo fare da bullo e l’espressività giusta quanto basta, mentre la Portman (premio Oscar per Il cigno nero) rimane sacrificata agli esiti della trama, come i suoi due comprimari terrestri, Stellan Skarsgard (Angeli & demoni) e Kat Dennings (Defendor), vittime di uno script che li ha resi partecipi giusto per quegli istanti umanamente emotivi di Thor.
Più partecipi e sviluppati i non umani, con in testa il bendato Hopkins (Il silenzio degli innocenti) e il malvagio Hiddleston (tanta tv inglese alle spalle), resi partecipi alla sottoatmosfera elisabettiana del film.
I fan del fumetto forse rimarranno altamente delusi da come il materiale originale sia stato riveduto. Rimanete dopo i titoli di coda, soprattutto chi è in attesa de il film su I vendicatori, di prossima produzione ed uscita.

giudizio: **



(Sabato 30 Aprile 2011)


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