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Controverso capolavoro di vita e morte

Terrence Mallick oggi in concorso

Assente alla conferenza parla per lui Brad Pitt


di Oriana Maerini


Cannes - Un albero gigantesco si libra altissmo, mentre nuvole bianche si rincorrono nel cielo. Più sotto si agitano i ricordi di un bambino nel Midwest anni '50. Ad insegnarli il senso della vita (e della morte) un padre “amoroso” e troppo severo. Anni dopo il ragazzino, è un adulto perso in un mondo contemporaneo, labirinto di frustrazioni e dolore. Le prove della vita saranno importanti per capire che ogni gesto, ogni parola, ogni semplice dettaglio di quella che fu la sua “forzata” educazione, sono servite per fargli comprendere il senso della propria esistenza. In poche parole la polpa di The Three of the life, nuovo innegabile contoverso capolavoro di Terrence Mallick, presentato qualche ora al Festival. Più di una proiezione in “concorso”, un vero evento. Perchè il più sfuggevole e autorevole regista della off Hollywood, che in quaranata anni ha diretto solo cinque film (tutti a se stanti, tutti immesi poemi da entrare di prepotenza nella storia del cinema), deve sempre cercare di sfatare il mistero che circola attorno alla sua persona. Egli infatti rifugge la stampa dal 1973, fin dalla sua prina illuminante opera La Rabbia Giovane.

La stessa cosa è accaduta oggi, quando in barba alle aspettative (anche se era già nell'aria), alla conferenza stampa si è presentato Brad Pitt, uno degli attori principali ed i produttori questa pellicola, dal senso biblico ed intimista. Peccato perché qualcosa sulla genesi del film, che pare abbia molto dell'autobiografico, ci sarebbe piaciuto sapere. Invece ci siamo dovuti accontentare delle risposte fugaci di Pitt, che ha l'ha definito una macrostoria che entra nella microstoria condita dalla omni presenza dalla natura. Che in effetti fa da sfondo “genetico” ad ogni vicenda umana. Basti pensare a quella parentesi psichedelica nella quale, partendo dalla nascita della Terra (dinosauri inclusi) si arriva alla nascita dei tre figli di Brad Pitt, uno dei quali morirà a diciannove anni e che segnerà per sempre quel bambino che da adulto avrà le fattezze di Sean Penn (assente alla conferenza perché presenterà tra qualche giorno il film di Paolo Sorrentino) alla ricerca del senso della vita. Il film è intimista, forse troppo formale, un'opera che ha davvero diviso i cririci, tanto che a fine proizione gli applausi e i dinieghi sono stati pochissimi. Un'opera indubbiamente da metabolizzare e che solo Terrence Mallick avrebbe saputo spiegare in quanto ha pensato questo film per trent'anni. “La sua presenza è ininfluente” ha detto la produttrice Sara Green “in quanto le sue opere parlano per lui”. E' una risposta elequente in linea con la leggenda che accompagna questo geniale e sfuggevole autore, che a quanto pare sta preparando, cone sempre in gran segreto un nuovo film che parlerà d'amore. Gli attori dovrebbero essere Javier Bardem, Ben Affleck e Rachel Weitz. Per ora tutto e limpido. Ne riparleremo a tempo debito. Magari in un altro festival. Forse ancora a Cannes.



(Lunedì 16 Maggio 2011)


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