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Al Cà Foscari Short Film Festival presentati molti corti sul tema della rivolta in Tunisia

Il vento della rivoluzione araba soffia su Venezia

Filmati inediti e molto interessanti


di Oriana Maerini


Venezia. Se non fosse per gli affreschi dell'Auditorium Santa Margherita, magnifico esempio di recupero architettonico fatto dall'università Cà Foscari, sembrerebbe di essere in un cine club tunisino post rivoluzione. Invece siamo nella città lagunare e, grazie a Short, il festival dei corti promosso dall'università Cà Foscari, si sono potute vedere fra ieri e oggi interessanti testimonianze sulla “primavera” rivoluzionaria che si è recentemente svolta in Tunisia. Apprendiamo, quindi, che in questo paese, anche grazie a cineasti quali Nouri Bouzid, le scuole di cinema insegnano anche la strada del documentario d'assalto, quello in grado di fotografa e testimoniare la realtà del presente. Tre sono le opere su questo tema presentate al neonato festival veneziano che hanno affrontato il tema della rivoluzione da ottiche molto diverse: Confessions tunisiennes di Imen Ben Mlouka, Chaos di Zekri Achref, Signé kalloutcha di Haythem Khemir.

Imen Ben Mlouka è una bionda e minuta ragazza tunisina che con piglio da professionista narra la genesi del suo Confessions tunisiennes, il corto visto ieri che ha raccolto gli stati d'animo del popolo tunisino dopo la rivoluzione del 14 gennaio (data che segna la caduta del regime di Ben Alì). L’ idea è partita dal suo professore Nouri Bouzid che ha invitato i suoi allievi a girare una serie di cortometraggi sull’argomento. Imen ha strutturato il suo lavoro partendo dalle interviste a due intellettuali in grado di sintezzare gli stati d'animo e le speranze post rivoluzionari.

Una scena di Confessions tunisiennes

Oggi, invece, è stata la giornata di Chaos di Zekri Achref. Qui siamo decisamente sul fronte del cinema d'assalto. L'autore racconta con filmati tratti da videocamere di sicurezza, video amatoriali e voci di uomini e donne puntano l'indice sui danni derivati dai disordini (il saccheggio di un supermercato) e sulle infrazioni della malavita locale. Un lavoro decisament più "sporco" del precedente ma non meno interessante. Anzi, mettendosi dalla parte opposta di chi ha visto andare in frantumi una parte dell'economia del paese, il regista, approfittando dell'assenza della polizia ha potuto realizzare una libertà d'espressione prima negata, fotografa la parte meno nobile della rivoluzione.
Ultimo corto sul tema, passato oggi in concorso, racconta l'importanza di Facebook quale dinamo per scatenare la rivoluzione. Stiamo parlano di Signé Kalloutcha, realizzato da Haythem Khemir, porta sullo schermo la storia di Sofiene Bel Hadj, studente tunisino di scienze politiche e cyber-dissidente, che decide di impegnarsi in una campagna di sensibilizzazione e informazione in merito alla situazione “rivoluzionaria” in Tunisia, attraverso l'utilizzo dei social network, e di Facebook in particolare. Il corto utilizza il mezzo dell'intervista come struttura narrativa. E' Sofiene stesso, durante la partecipazione ad una trasmissione radiofonica a spiegare come, creando un suo alter ego su Facebook dal nome Hammadi Kalloutcha abbia cercato di diffondere una fede negli ideali democratici tra la gente del suo paese.

Stasera la serata conclusiva del festival presso l'auditorium Santa Margherita. Alla presenza del rettore dei giurati e del direttore artistico il pubblico veneziano assisterà alla consegna dei premi inframmezzata da momenti di spettacolo

Una scena de "Chaos"

Info: http://cafoscaricinema.unive.it

Organizzazione
Prof.ssa Maria Roberta Novielli
Dorsoduro 3484/D
30123 Venezia
Telefono: 041 234 6254
Email: cafoscaricinema@unive.it

A Venezia la prima edizione dal 26 al 29 maggio
Cà Foscari Short Film Festival
Festival internazionale di corti organizzato dall’Università di Ca’ Foscari di Venezia.
30 opere provenienti da scuole di cinema di tutto il mondo.


Seconda giornata del festival con workshop sui titoli di testa
Cà Foscari Short Film Festival
Buone le opere presentate in concorso


Incontro con il direttore artistico del Cà Foscari Short Film Festival
Roberto Silvestri
Racconta come è nata l'"edizione zero”














(Domenica 29 Maggio 2011)


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