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Un film di Domiziano Cristopharo

The Museum of Wonders

Atmosfere felliniane per un horror affascinante


di Mirko Lomuscio


Con la opera prima House of flesh mannequins, una delle produzioni indie horror della cinematografia italiana, Domiziano Cristopharo aveva fatto parlare di sè. Ora torna dietro la macchina da presa con un nuovo suggestivo lungometraggio a basso costo dal titolo The museum of wonders.
La storia ricalca, con varie licenze poetiche, proprio la stessa trama di un grande capolavoro come Freaks di Tod Browning, usando come sfondo un luogo di ambientazione circense non privo di una dimensione onirica, che ricorda la cifra di Federico Fellini.
Prestigiatori, giocolieri, fenomeni da baraccone e simili popolano il bizzarro mondo di The museum of wonders, protagonisti di questa alienata galleria, e allo stesso tempo umana, che cerca vendetta su chi li beffa con biechi tradimenti sentimentali.
Cristopharo alza il tiro e per questa sua opera seconda arricchisce le presenze di classe e abbassa il tasso di disgusto, rinunciando agli inserti hard core ma senza lesinarsi in quanto a violenza e sangue, rendendo ben chiaro che il suo intento è quello di rimanere sui binari del genere cinematografico d’intrattenimento, con aggiunta di quel suo sguardo per certi versi originale.
Un’operazione che sinceramente gli riesce a metà, con una vena poetica perennemente presente in ogni singolo dialogo dei suoi bravi protagonisti, tutti ben scelti ed in parte, nonostante qualcuno non abbia esperienza davanti alla macchina da presa.
La perfetta resa tecnica e scenografica sono due elementi che elevano sopra ad ogni aspettativa il misero budget utilizzato (si parla di 27.000 euro), un risultato fotografico ricco di colori da non prendere sotto gamba e un utilizzo di effetti visivi che nel nostro panorama mainstream non guasterebbe.
Grande incetta di partecipazioni speciali per questo The museum of wonders, che vanno da nomi come Francesco Venditti (Romanzo criminale) e Maria Rosaria Omaggio (Squadra antiscippo), fino alle apparizioni speciali di Maria Grazia Cucinotta (Il postino), Giampiero Ingrassia (Ti stramo), Venantino Venantini (Paura nella città dei morti viventi) e del regista Ruggero Deodato (Cannibal holocaust), tutti insieme appassionata per richiamare alla visione sia appassionati del cinema genere e che quelli meno esigenti in materia. The museum of wonders sicuramente merita una visione, anche solo per gradire le qualità tecniche di Cristopharo, sperando che alla prossima occasione (l’imminente horror Hyde’s secret nightmare) si concentri su trame meno ambiziose e più semplici.





(Lunedì 6 Giugno 2011)


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