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Imperdibile per leggere la realtà attuale con gli occhi del “papà” degli zombie

L’alba degli zombie. Voci dall’apocalisse: il Cinema di George Romero

Un saggio di Danilo Arona, Selene Pascarella, Giuliano Santoro


di Paola Galgani


Pare proprio che abbiamo costantemente bisogno di “un’incarnazione del nostro male di vivere… per mettere in scena lo stato d’ansia che ci attanaglia” (Pascarella)”.
E allora, per chi fosse stufo di canini acuminati, pipistrelli e
morsi sul collo, una buona notizia: presto saremo invasi dagli zombie,
protagonisti di un mare di film in produzione e in uscita, libri,
videogames, serial tv, fumetti e chi più ne ha più ne metta. Quello che – siamo pronti a scommetterci – non verrà scritto è un secondo saggio, perché questo della Gargoyle, raffinata casa editrice specializzata in horror, è talmente completo che renderà superfluo ogni altro studio …
Il testo mette a fuoco, tramite una notevole ricerca ma anche un linguaggio sciolto e a volte simpaticamente ammiccante, la dimensione del “fenomeno zombie” nel periodo che va dal’ 68, anno di uscita de Night of the Living Dead, fino a oggi, in particolare incentrandosi su un’originale analisi politica, sociologica e antropologica. Gli autori Arona, Pascarella e Santoro si rivolgono sia ai cinefili sia ai semplici curiosi, cui spiegano le origini dello zombie, parola del folklore di Haiti che indica un mostro privato dell’anima e schiavizzato tramite pratiche woodoo. Ma soprattutto gli esperti sviscerano tutte le possibili metafore di questa inquietante figura tra la vita e la morte nell’immaginario occidentale, accostandolo in modo suggestivo a un lavoratore inerme, o a un migrante barcollante e silenzioso, o ancora a un appestato pronto a infettarci anche con una peste moderna come la Sars, l’aviaria o la febbre suina (e aggiungeremmo oggi, l’Escherichia Coli…).
Ad aprirci la porta del mistero è Danilo Arona, rigoroso nelle sue schede ma spassoso coi suoi ricordi di gioventù. Si parte dalla “Dead Trilogy” Night of the Living Dead (La notte dei morti viventi) del ’68, Dawn of the Dead (Zombi) del’78, e Day of the Dead (Il giorno degli zombi) dell’85 fino al recente
Survival of the Dead (L’isola dei sopravvissuti) del 2009, adirittura in
concorso a Venezia (e Romero sta attualmente sviluppando altri interessanti progetti!). Arona dunque ci illustra come mutino negli anni sia la visione del regista sia gli zombie stessi: dai primi riferimenti -inconsci- alla guerra del Vietnam fino alla denuncia delle follie della scienza, degli eserciti e del mondo mediatico.
Giuliano Santoro è un tantino più criptico, soprattutto negli accenni filosofici, ma efficace nello sconvolgere la nostra visione semplicistica dello zombie, indicandoci come questa figura ritorni puntualmente nei tempi di crisi alterando i concetti di “dentro” e fuori”. L’autore si spinge sul politico-sociologico (che è poi il suo settore), per cui ad esempio Ben, il protagonista di The Night of the Dead, è visto come “l’emblema del contratto sociale”, in un film che “rappresentava l’esito disastroso dell’isolamento individualista”, mentre in Dawn of the dead “ il contratto sociale è già collassato. Le conclusioni non sono rassicuranti: “quando i morti camminano sulla terra significa che non esiste più un altrove… è finito il mondo che abbiamo conosciuto… Nei film di Romero non si arriva alla soluzione, non a un lieto fine. Ma alla disseminazione di messaggi, di stati d’animo, e situazioni che scandagliano la fine del mondo”.
Selene Pascarella è quella che sembra divertirsi di più, accogliendo misteriose versioni di studiosi e scienziati che hanno analizzato il meccanismo del “cervello zombie” e il suo simbolo, intitolandogli persino un modello matematico per la diffusione di pandemie. L’autrice ha poi il merito di sintetizzare con acutezza e uno stile fresco il quadro del destino del genere zombie suddividendo opere che sono rivisitazioni, omaggi o sequel e altre che si focalizzano sulle origini della natura zombie (tra queste, 28 giorni dopo di Boyle). Nella prima categoria rientra il pot-pourri di serial tv, mockumentary, fumetti, web serial e videogames come Resident Evil, tutti in ovvio debito
con Romero (che peraltro non ha mai beccato nulla a causa di un’intricata faccenda di copyright).
A conclusione, una gustosa intervista al regista di Paolo Zelati. non mancano alcune immagini a colori, anche se i cinefili ne avrebbero apprezzato un numero ancora maggiore.
Il testo, molto interessante, stuzzicante, rigoroso nelle fonti e nella
ricerca, ci spinge a tutta velocità nel mondo romeriano,
indicandoci la sua incredibile attualità. La presenza di tre autori di diversa formazione culturale ha come svantaggio la ripetitività di certi concetti, ma come vantaggio la variazione totale di registro e anche alcune discordanze di opinioni che sollecitano il nostro senso critico, aprendoci gli occhi sul
presente e sul fatto che, come scrive Santoro: “di fronte a situazioni estreme possiamo rappresentare e indagare meglio l’essere umano”.

L’alba degli zombie. Voci dall’apocalisse: il Cinema di George Romero
di Danilo Arona, Selene Pascarella, Giuliano Santoro
Edizioni Gargoyle
266 pagine, 17 Euro
www.gargoylebooks.it



(Martedì 19 Luglio 2011)


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