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Consegnato oggi al Festival di Venezia

Premio Bianchi a Virna Lisi

"Questo riconoscimento è la realizzazione di un sogno.."


di red.



Roma. Il “Premio Pietro Bianchi“ 2011, assegnato dal Sngci come ogni anno d’intesa con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica per festeggiare a Venezia una personalità del cinema italiano, è stato consegnato oggi da Laura Delli Colli, presidente del sindacato giornalisti cinematografici a Virna Lisi., per la prima volta premiata sul red carpet a Venezia. «E’ la realizzazione del sogno di una vita. Per anni - ha commentato l’attrice, felice e molto emozionata - ho sperato di venire qui alla Mostra con un film e magari di avere un premio. Sono davvero onorata di questo riconoscimento anche perché so che negli anni ha festeggiato grandi autori ed è andato a un attore solo tre volte».



In una carriera cominciata a 14 anni nei primi anni '50, nella galleria dei personaggi che ha interpretato, fra gli altri, con registi come Germi, Maselli, Losey, Luigi e Cristina Comencini, Risi, Lattuada, Chereau (ne La regina Margot per cui ha vinto la Palma come migliore attrice a Cannes), e che l'ha portata anche a Hollywood, «forse mi manca giusto il ruolo di una pazza. Mi piacerebbe però il ruolo di una pazza tranquilla, apparentemente normale, ma che dentro esplode... sarebbe molto divertente».



La biografia di Virna Lisi.

Oltre cinquant’anni di una carriera iniziata da adolescente, tra cinema, teatro e fiction televisiva, inl'Italia e anche all'estero il percorso professionale della signora Pieralisi (in arte Virna Lisi), nata a Jesi, è iniziato per caso a 15 anni, quando il cantante Giacomo Rondinella, amico di famiglia, colpito dalla sua bellezza decide di presentarla a un produttore. Nasce una stella ed è subito un crescendo di proposte: dai film partenopei, come E Napoli canta e Piccola santa a Le diciottenni (1955) di Mario Mattoli, remake di Ore 9: lezione di chimica, a La donna del giorno (1956) di Francesco Maselli, al teatro con Strehler, Antonioni e Luigi Squarzina, poi alla televisione he le offre I primi ruoli di spessore e il grande successo, la Lisi cresce nell’impegno professionale e nella popolartà diretta da registi come Daniele D'Anza, e Anton Giulio Majano, con sceneggiati e commedie come Orgoglio e pregiudizio (1957), I Masnadieri (1959), Ottocento(1960) e Il caso Maurizius (1961. In Francia recita nel Tulipano nero (1963), di Christian Jacque, con Alain Delon e approda, a sorpresa, a Hollywood (Come ammazzare vostra moglie, La 25ma ora), scoprendo presto, però –come ha raccontato spesso- che «Lavorare in America era un momento importante» durante il quale, però, ha imparato soprattutto che il suo posto era in Italia.. Negli anni Sessanta per lei pellicole molto diverse tra loro, da Totò a Signore e signori di Pietro Germi e Le dolci signore di Luigi Zampa.

Una carriera, la sua, passata anche attraverso la pubblicità («Con quel sorriso può dire ciò che vuole») ,,che vive avendo sempre come priorità la famiglia (con Franco Pesci, sposato nel 1960 ha un figlio, Corrado, nato nel luglio del 1962, che le ha dato tre nipoti. Negli anni '70 altre grandi interpretazioni, fra gli altri, in Al di là del bene e del male (1977) della Cavani (con cui le arriva il primo dei sei Nastri d'argento vinti) e in La cicala (1980) di Lattuada (con cui vince il suo primo David di Donatello, ne arrivera' un altro nel 1983 come attrice non protagonista per Sapore di mare) ma anche cone la moglie di un disilluso ma ancora appassionato Michel Serrault in Buon Natale... Buon Anno (1988) di Comencini. Parallelamente al cinema continua la sua carriera televisiva, anche con registi del cinema, come Dino Risi o Lattuada; e al nuovo grande successo poplare con fiction come E non se ne vogliono andare e E se poi se ne vanno?. Nel 1994 torna trionfalmente al cinema impersonando Caterina De Medici, madre tenera e spietata donna di potere in La regina Margot di Patrice Chereau, con cui vince nel 1994 il premio per la migliore attrice a Cannes e nel 1995, il Cesar e il Nastro d'argento. «Mi piaceva fare la madre già quando avevo solo l’età per fare la figlia» ha raccontato «Tanto che dovevano invecchiarmi col trucco, per rendermi credibile». Cristina Comencini la dirige in Va' dove ti porta il cuore nel1996 e ne Il più bel giorno della mia vita nel 2002, entrambi con Margherita Buy, che spesso è stata considerata la sua erede. Tra gli altri, premi, nel 2009, il David alla carriera. . L’ultimo successo popolare in tv è stato Caterina e le sue figlie. «La carriera mi ha dato molto. Sono una persona fortunata – ha detto in un'intervista -. Ma lo sono, ancora di più perché ho avuto una famiglia alle spalle e ne ho creata un’altra, la mia. Ho sempre cercato di difendere con i denti la mia privacy, di ritagliarmi uno spazio intimo, tutto personale. Nel mio lavoro cerco di dare il massimo, ma poi, spente le luci sul set, il mio unico desiderio è sempre stato quello di tornare a casa, da mio marito e da mio figlio. Non è una rinuncia se è qualcosa in cui credi». Una ricetta vincente, che l’ha resa davvero diversa da tutte le altre della sua generazione…


Sarà consegnato al Festival di Venezia il 10 settembre
Premio Bianchi a Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo
Dal sindacato dei giornalisti cinematografici





(Venerdì 9 Settembre 2011)


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