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Un supereroe molto umano combatte il male e la paura, ma non la noia

Lanterna verde

Delusione per l’ennesimo cinecomics fantascientifico


di Paola Galgani


Ecco che succede a essere troppo sicuri di sé: ci si può imbattere in un alieno che ci sceglie per evitare la distruzione dell’Universo. Chi si sentirebbe all’altezza di un tale compito? Nemmeno un presuntuoso come Hal Jordan, pilota di professione, che inizia a sperimentare i poteri dell’anello affidatogli da Abin Sur prima di morire. Questi fa parte del Corpo delle Lanterne Verdi, una sorta di super-polizia che ha lo scopo di portare la pace nel mondo mentre il terribile alieno Parallax minaccia l’apocalisse… Affrontando il mobbing delle altre Lanterne, che scherniscono la recluta umana, e preparandosi a diventare Lanterna Verde combattendo il male assieme alle sue paure, Hal si renderà conto dei propri limiti ma anche dei propri poteri inespressi e con l’occasione rimetterà ordine nella sua vita privata.
Il protagonista, un personaggio di spicco della DC Comics, è stato creato da John Broome nel ’56 riprendendo quello di Bill Finger del lontano 1940. Purtroppo, come in molte trasposizioni di fumetti degli ultimi anni, mancano la sostanza e lo slancio epico dell’originale, mentre trapela per intero il prevedibile intento commerciale. Non che ci si aspetti sempre un Hulk, ma almeno un soffio di’affetto per il genere…! Qui in un penoso tentativo di modernizzare l’eroe si tenta la carta dell’ironia, costruendo, ma solo a tratti, una sfacciata parodia superficiale e sgradevole.
L’azione abbonda tra combattimenti spaziali con opportuni effetti speciali in 3D (il regista Mc Campbell ha un ottimo allenamento negli action-movie, da 007 a Zorro) e le vicende “personali” dei personaggi –noiosette-, eppure il ritmo non decolla; l’attenzione si desta quando, a sorpresa, viene inserito un discorso psicologico assai interessante, il concetto della paura che è battuta dalla solida immaginazione (per chi avesse letto il bestseller The Secret non è una novità). E a dimostrazione di quanto sia pericolosa la paura, il cattivo Parallax ne ha fatto il suo regno, detenendone il potere. Hal, infatti, trova nell’anello un potere molto affascinante: può costruire con la sua mente tutto ciò che vuole, ma si accorge di quanto la sua fantasia sia limitata persino quando può lasciarle briglie sciolte. Peccato che il discorso sfugga via troppo rapido, così come lo è tutta la faccenda dell’anello verde e dell’ordine intergalattico: diciamolo, chi è a digiuno dell’argomento difficilmente vi si appassiona. La frettolosità caratterizza anche il finale romantico e sciapo. Altrettanto scialbe le musiche del pur bravo James Newton Howard. Ryan Reynolds fa quel che deve, facendo sorridere nei panni dell’imbranato; Blake Lively se la cava distribuendo il suo fascino anche in una parte poco impegnativa.
La cattiva notizia è che non è finita qui: il cattivo Sinestro ci aspetta per il secondo round, come si capisce dai titoli di coda.


Sceneggiatura troppo semplice ma ottimi effetti speciali
Lanterna verde
Regia di Martin Campbell per un altro film tratto da un fumetto



(Lunedì 5 Settembre 2011)


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