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L’Italia vista dall’estero in un evento dall’atmosfera unica

Festival del film italiano di Villerupt

Da 29 ottobre al 13 novembre nella Lorena francese


di Paola Galgani


Villerupt è una cittadina francese della regione Lorena, al confine tra Belgio e Lussemburgo, storicamente sede di immigrazione italiana grazie all’industria siderurgica. Le origini di questo bel festival risalgono agli anni ’70, quando la parola “italiano” non evocava per i francesi solo l’immigrazione, ma anche un grande cinema e grandi nomi, come quelli di Mastroianni, Gassmann, Manfredi; dunque si pensò di proporre a chi non poteva vederle in Italia opere come Novecento, Dramma della gelosia, C’eravamo tanto amati, Mimì metallurgico etc…..(era il caso). In particolare restò storica la proiezione di Pane e Cioccolata, in cui il pubblico si riconosceva col protagonista italiano immigrato in Svizzera e accolto non tanto bene. Fu un grande successo, e l’evento si ingrandì inaspettatamente, puntando l’attenzione soprattutto a Maestri della commedia e ai film politici dell’epoca.
Negli anni 80, però fu crisi sia della metallurgia sia, come ben noto, del nostro cinema; con Pupi Avati, però, si rialzarono le redini, dando definitivamente al festival la sua concezione attuale in cui l’aspetto culturale si sposa con quello popolare in un melange davvero originalissimo e pieno di cuore e di passione.



L’ attenzione ai problemi della società è filtrata giocosamente dalla predilezione per la commdia, ed in particolare gli organizzatori (per lo più, storicamente, volontari), mettono in evidenza il gusto della satira ed il senso del melodramma.
Per la commedia troviamo dunque nella prima sezione, panorama, film di autori già noti. Si va da Che bella giornata con Checco Zalone a Qualunquemente con Antonio Albanese (di cui molti aspettano con curiosità l’anteprima), da Manuale d’amore 3 a Tutti al mare di Matteo Cerami fino a Nessuno mi può giudicare con la presenza dell’autore Massimiliano Bruno. Habemus Papam, poi, è già assai amatissimo in Francia e Belgio.
La sezione competizione è di tutt’altro stile; include infatti film di autori nuovi, tra cui spiccano Una vita tranquilla di Cupellini, Cinque di Dominedò, Là-bas-educazione criminale di Lombardi, Il gioiellino di Molaioli, Ruggine di Gaglianone, Scialla di Francesco Bruni, Tatanka di Gagliardi Terraferma di Crialese.
Verranno vari ospiti per omaggi ed incontri col pubblico che hanno la caratteristica dell’”avvicinabilità, ed infine la retrospettiva su un tema specifico che quest anno è Napoli. Il tutto in un clima ultra-festoso, un profumo di autentiche pizzette e ghiottonerie nostrane, ed una” colonna sonora” composta da dialetti italiani di ogni dove, di un francese bene o mal pronunciato da immigrati di prima e di ultima generazione, uniti dal grande amore per il Belpaese.

Sito:http://festival-villerupt.com

Fuga da un destino già scritto
Tatanka
Il pugilato come scuola di vita e di speranza


Il crac Parmalat diventa un rigoroso film
Il gioiellino
Gangster anni '30 o pescicani di Wall street?


Il ritorno al cinema di Antonio Albanese
Qualunquemente
Amare risate e sottile satira di costume


Checco Zalone fa nuovamente centro con la sua nuova commedia
Che bella giornata
"Che bella giornata" fa ridere riflettendo sui mali del Belpaese






(Lunedì 31 Ottobre 2011)


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