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Vedi Villerupt e poi muori

Festival di Villerupt. Ultimo giorno: bilancio ed emozioni

All’anno prossimo (se si trovano i fondi..)


di Paola Galgani


Villerupt. Si è conclusa in bellezza ed allegria la 34° edizione del festival del film italiano di Villerupt. Il film che ha riscosso forse il maggior successo di tutti è stato Italia, love it or leave it: le proiezioni hanno registrato sempre il tutto esaurito, sia a Villerupt sia nelle sedi distaccate. L’eterno dilemma (superato da chi scrive, che propende per il “leave it”….) non poteva che toccare profondamente questo tipo di pubblico, trattando delle diverse generazioni di italiani emigrati per necessità, per brain drain o per pura disillusione.
Parallelamente alla competizione e al ‘panorama’ di film inediti si è svolta la retrospettiva ‘Vedi Napoli e poi muori’; del festival già alla 17°edizione aveva adottato come tema la ‘doppia faccia’ della città partenopea; un tema che resta delicato, dato che l’immagine di Napoli all’estero negli ultimi anni è quella di una metropoli invasa dai rifiuti, e in cui non ci si sente mai sicuri a causa della camorra. Ma se tra i film ritenuti più significativi figuravano l’immancabile Gomorra, Gorbaciof, Into Paradiso, Mani sulla città, c’erano anche i più leggeri Incantesimo Napoletano, L’oro di Napoli e Benvenuti al sud (il cui mega manifesto svettava sulla sala principale, simbolo dell’Italia casereccia e rassicurante).
Gli ultimi tre giorni del festival sono stati dedicati alla proiezione dei film premiati con gli Amilcar (il curioso nome viene dallo scultore Amilcar Zannoni, che ha creato i trofei); l’ultima serata di proiezioni, il convincente (e recentissimo) Scialla! è stato molto apprezzato, nonostante i comprensibili problema di comprensione per la traduzione dal….romanesco. Ma l’ultima proiezione in assoluto del film Che bella giornata, accolto più che caldamente, ha riservato una bella sorpresa: l’uscita del pubblico è stata infatti accompagnata da un convinto battimani che si udiva sin dalla sala di proiezione. Era la grande equipe organizzativa del festival al completo, più di 100 volontari (comprensibilmente provati) che salutavano con un gran sorriso il pubblico lungo la scalinata dell’Hotel de Ville, augurando ‘arrivederci all’anno prossimo’. Il sorriso complice di chi ama lo spirito e la vita all’italiana, lo sguardo sensibile di chi vivendo all’estero ha una visione più pura sulla nostra realtà, ed è più benevolo verso i nostri difetti, come un parente lontano che di cui si guarda la foto e di cui si seguono le vicende.
E quella purezza di sguardo appartiene al festival stesso, che ha per scopo la scoperta di tematiche ricorrenti nelle nostre ultime produzioni. U’ occasione impareggiabile e preziosa, dunque, per riscoprirci da un’altra prospettiva, come in nessun altro evento italiano può accadere. Per l’edizione dell’anno prossimo, però, si prospetta un problemino: a causa del passaggio dalla pellicola al digitale gli organizzatori hanno bisogno di fondi per modernizzare le varie sale (e per migliorare anche le infrastrutture).
Incrociamo forte le dita con voi, Villerupt!!!

Sito:http://festival-villerupt.com


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(Mercoledì 23 Novembre 2011)


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