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Tra le macerie della civiltà un gioco ci “aiuterà”

Ready Player One

Fantasia allo stato puro da un geniale adulto bambino


di Roberto Leggio


Libero sfogo alla fantasia. Nel futuro distopico del 2020 (cioè domani), il mondo è una catasta di rottami. Ad uscire dalla routine e dalla precarietà di una vita decadente c’è Oasis, mega gioco virtuale, che permette a tutti di entrare in un universo spettacolare, dove ognuno può essere chi vuole. Vincere e necessario per arrivare alla presidenza di IOI, l’azienda che produce Oasis, rimasta senza CEO, in quanto morto prematuramente lasciando in eredità questa particolare caccia al tesoro.


Indossate un visore virtuale e lasciatevi andare. Pensate a qualsiasi cosa vi sia piaciuto nella vita ed entrate nei panni del vostro Avatar preferito. Lasciate che la fantasia scorra nel vostre mani ed immergetevi totalmente in Oasis. Il resto è solo un ricordo. Steven Spielberg, biunivoco come non mai (The Post, dramma giornalistico uscito solo 60 giorni fa) si mette in plancia (o nella pancia, se preferite) di un videogame calcando l’acceleratore dell’immaginazione, accompagnandoci in una caccia al tesoro spettacolare e gustosamente divertente. Il personaggio del diciassettenne Wade (in cui ci riconosciamo tutti) è l’essenza dell’eroe che avremmo voluto essere (o che vorremmo essere) per andare contro alla monotonia della nostra vita. Lui e i suoi quattro amici, più o meno sbarazzini, se la devono giocare in mezzo ad un caotico “universo” di partecipanti, inseguiti dai “soldati” del più colossale provider gestito in maniera dittatoriale da Mister Sorrento. Oasis, prodotto dalla IOI, è il mondo fantasmagorico che abbiamo sempre sognato, immaginato attraverso i libri o i nostri film preferiti. O semplicemente il Nirvana del diletto in cui rifugiarsi nei momenti di svago. Oasis è in fondo il luogo della fantasia più sfrenata. Oasis è il centro della nostra anima bambina, mai cresciuta, creata ad arte da un genio Nerd, solitario e forse inadatto alla vita reale, tale James Hallyday, che appena morto ha deciso di rendere noto a tutti che all’interno del gioco è custodito un Easter Egg, che permetterà, attraverso il passaggio dei vari livelli di vincere tre chiavi per ottenere il controllo di Oasis stesso. Con l’apporto di effetti speciali strabilianti, lo Steven Spielberg bambino, il Peter Pan del cinema contemporaneo, mette in scena uno dei suoi film di fantascienza più riusciti degli ultimi decenni, anche se la denominazione fantascienza è abbastanza riduttiva. Piuttosto si tratta di un “incontro ravvicinato” del tipo X, che poi è un’immersione totale nei “favolosi” anni ’80. Quelli pieni di musica (Van Halen, Tears For Fears, Prince, A-Ha, Rush e Clash) videogiochi d’anticaglia, spillette colorate, marchi storici, Jeeg Robot, Mazinga, Akira, King Kong, Dinosauri e film cult da urlo. Tanto che la sequenza dentro l’Overloook Hotel di “Shining” fa ancora paura, ma mostra quello che noi cineamatori non avevamo colto e che non abbiamo mai capito abbastanza. Cinema allo stato puro. Forse molto di più. Siamo pronti a giocare, allora?

Giudizio ****



(Mercoledì 28 Marzo 2018)


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