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“La barriera non è fatta per non essere superata”

Pet Sematary

Horror insipido che spaventa solo i “gatti”


di Roberto Leggio


Il buon dottor Louis Creed, si trasferisce da Boston ad una località rurale del Maine con la moglie e i suoi due figlioletti, per scaricarsi dopo anni di nottate stressanti al Pronto Soccorso. Vicino alla sua nuova casa al limitare del bosco, sorge un piccolo cimitero dove i bambini della zona usano da sempre per seppellire i loro amichetti animali. Ma oltre ad esso, delineato da una alta barriera di legna, si erge qualcosa di più misterioso legato agli indiani MicMac che un tempo abitavano in quella zona. Quando una tragedia colpisce la sua famiglia, Louis si rivolge al suo bizzarro vicino, Jud Crandall, scatenando una pericolosa reazione a catena dalla terribili e irreparabili conseguenze.


CinesSsematary. Remake funebre di un mediocre film da un buon romanzo di Stephen King, il Cimitero degli animali di oggi è un horror d'accatto scritto con l'alluce del piede sinistro, che potrà fare (e ha fatto) paura solo al gatto del Re del Terrore. Sgravato delle sue molteplici metafore: il rapporto tra padri e figli, l'elaborazione del lutto, reiterazione dei propri errori ed il buio oltre la nostra anima; il film di Kevin Kölsch e Dennis Widmyer si prende delle licenze largamente poetiche stravolgendo in parte o del tutto il materiale di partenza dello scrittore del Maine. Dopo un inizio che accenna al finale e con l'unica scena azzeccata con la processione dei bambini mascherati da animali che si addentrano nel bosco delle “sepolture”, il resto si aggrappa a inquadrature inquietanti e la malevola presenza del gatto Church (il migliore in campo) per raccontare una storia del terrore zeppa di vuoti di sceneggiatura e la presenza/assenza del figlio minore del protagonista, che appare e scompare solo quando la narrazione lo richiede. Le scorciatoie letterarie insipidiscono questo inutile horror che si avvia ad avere un futuro walking dead. Zeder di Pupi Avati, in anticipo sui tempi del romanzo kinghiano, in confronto era un capolavoro del cinema. In quel caso, per una volta la genialità italiana ha partorito un Terreno Kappa sul quale far fiorire delle buone idee. Ma quella era tutt'altra storia.

Giudizio *



(Mercoledì 8 Maggio 2019)


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