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Distribuito da Teodara Film da oggi al cinema

L'amore secondo Dalva

Sorprendente esordio della regista Emmanuelle Nicot


di Oriana Maerini


Quando il mostro è in casa e ci si innamora. Il tema principale del film L'amore secondo Dalva, esordio della regista Emmanuelle Nicot, in uscita oggi nelle sale distribuito da Teodora Film, è l'influenza ed il controllo degli adulti sui bambini e gli abusi sugli stessi. Questa struggente opera prima, a cominciare dalla scena iniziale dall'arresto del padre per incesto, narra la storia di Dalva, una dodicenne che veste e si atteggia come una donna seducente (corpetti di pizzo, trucco eccessivo, capelli tinti ed acconciatura da signora) che non accetta di non poter più amare il padre, unica figura a cui è legata sentimentalmente. Vittima di un aguzzino che l'ha esclusa dalla vita e le ha sottratto l'infanzia. L'inizio del film, anche grazie alle riprese a camera in spalla, che ricordano palesemente lo stile dei fratelli Dardenne, ti inchioda alla poltrona per l'orrore e la sensazione di sgradevolezza che trasmette ma L'amore secondo Dalva è anche una storia di rinascita e liberazione dal giogo, di riappropiazione di un'infanzia interrotta che contiene in sé anche momenti di ironia.

Dalva, una bravissima Zenda Samson, in scena dalla prima all’ultima sequenza del film, con primi e primissimi piani che ci fanno vedere il mondo attraverso i suoi occhi, vive un percorso di maturazione e smonta, gradualmente, l'armatura di femme fatale che il genitore mostro le ha cucito addosso.


Dopo l'arresto del padre l'adolescente viene affidata ad centro di assistenza per minori, accudita da Jayden (Alexis Manenti) che l'aiuta ad uscire dal bozzolo di una vita non sua. I compagni la vedono come una estraterrestre per i modi e l'abbigliamento e lei non accetta la sua nuova vita. Da qui si susseguono tentativi di fuga dal centro per rivedere il padre, poi l’incontro con la madre praticamente mai vista, l'amicizia con una compagna. A poco a poco, la ragazza acquista consapevolezza dell'abominio, della pedofilia che ha subito. La catarsi è rappresentata dal taglio degli splendidi capelli da signora davanti allo specchio: appare più vecchia ma, invece, ha riconquistato la sua infanzia. La regista riesce a creare un'atmosfera di pura tensione emotiva dall'inizio alla fine del film quando appare la luce in fondo al tunnel.
Emmanuelle Nicot, vincitrice a Cannes di due premi alla Semaine della Critique, regala un'opera di grande tensione emotiva che passa dalla pietà alla gioia per questa ragazzina evitando facili approcci moralistici.

giudizio: ****

Zelda Samson in una scena di gioia dopo la rinascita.




(Lunedì 8 Maggio 2023)


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